La sanità della Giunta Acquaroli:
la moltiplicazione delle poltrone
e la commedia delle nomine mancate

L'INTERVENTO di Claudio Maria Maffei - Dopo avere sbandierato ai quattro venti che con la riforma le Marche sarebbero entrate in un nuovo Rinascimento, l'esecutivo regionale ha iniziato l’anno giocando a Risiko con i ruoli da dirigente. Insomma, dopo avere voluto più poltrone non riescono a trovare chi farci sedere. Il caso Torrette e Inrca
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Claudio Maria Maffei

 

di Claudio Maria Maffei*

Dopo avere sbandierato ai quattro venti che con l’anno nuovo la sanità delle Marche sarebbe entrata nel suo nuovo Rinascimento, la Giunta invece ha iniziato l’anno giocando a Risiko con le poltrone della sanità, poltrone che nel frattempo si sono moltiplicate. Con le nuove aziende i direttori generali sono passati da 4 a 7 e i direttori di supporto alla direzione (se contiamo oltre agli amministrativi e sanitari anche i sociosanitari, una figura nuova, e di Area Vasta, una figura scomparsa) sono passati da 14 a 19. Ma aumenteranno anche i dirigenti amministrativi e tecnici visto che ogni Azienda sanitaria territoriale dovrà avere una propria organizzazione autonoma. Pensare che la proposta di Legge che ha portato a questa Riforma prendeva l’impegno che dalla sua approvazione non dovessero derivare maggiori oneri per il bilancio regionale. O molta faccia tosta o molto ottimismo. Non bastasse la inutile moltiplicazione delle poltrone, adesso ci sono pure i ritardi nelle nomine.

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Francesco Acquaroli, presidente della Regione

Le nuove cinque aziende sono nate, ma per i loro direttori generali ancora bisogna partire col bando, mentre per Torrette e l’Inrca la politica non si riesce a mettere d’accordo sui nomi che la Commissione preposta ha da settimane messo a disposizione. Questi ritardi sono gravissimi perché passeranno altri mesi prima che le nuove Aziende siano in grado di funzionare pienamente. Tutto questo soqquadro (per non dire di peggio) per trovarsi oltre metà legislatura in una situazione simile a quella di un trasloco che non finisce mai, con tutte le valigie disfatte e i mobili che debbono ancora arrivare. Insomma, dopo avere voluto più poltrone non riescono a trovare chi farci sedere. Ma perché le nomine dei nuovi direttori vanno per le lunghe? Se la Giunta aveva tutta questa fretta di avviare il nuovo rinascimento della nostra sanità perché non si è data da fare per tempo a trovare candidati che le consentissero l’annunciato salto di qualità? Prendiamo le nomine dei direttori generali di Torrette (per il quale è disponibile una rosa di tre nomi) e dell’Inrca (per il quale è disponibile, chissà perché, una rosa di sei nomi). E’ curioso che questi candidati siano quasi tutti espressione della dirigenza della sanità marchigiana gestita dal centrosinistra. Io questa la considero una ottima cosa, ma è chiaro che a questa Giunta non riesce manco lo spoil system perché non sa con chi farlo. Con questa Giunta non c’è la fila per venire a lavorare nella sanità delle Marche.

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L’ospedale di Torrette

Arrivano notizie poco edificanti sui motivi del ritardo della nomina a Torrette e all’Inrca. A rendere le nomine complicate ci sarebbero le aspettative di un candidato “forte”, il dottor Armando Gozzini venuto dalla Lombardia più di un anno fa a dirigere sia il dipartimento Salute dell’Agenzia regionale sanitaria. Il dirigente punterebbe alla direzione di Torrette, ma sarebbe entrato in rotta di collisione con il presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini per avere ritirato a inizio dicembre senza avvertirli il premio assegnato dalla Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali a Torrette come “miglior ospedale pubblico d’Italia 2021”. Mentre i cittadini e gli operatori vivono la tragedia delle difficoltà dei servizi, la politica recita la commedia delle nomine dei direttori. Del resto è da commedia la scusa trovata da Acquaroli per il ritardo di queste due nomine: motivi di salute, quelli che non gli hanno impedito il 2 gennaio di presenziare all’incontro con i giornalisti marchigiani. Impossibile non citare Flajano: la situazione politica (delle Marche, aggiungiamo noi) è grave, ma non è seria. 

Ps. I direttori generali in sanità servono e i candidati al ruolo nelle Marche sono adeguati. Solo che ne servono di meno e vanno scelti con criteri diversi. Perché sennò la sanità si allontanerà sempre più dai cittadini e si avvicinerà sempre più alla politica.

*Medico e dirigente sanitario in pensione

 

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