Giovani precari, pagati poco e senza diritti:
ecco lo sportello Nidil-Officina universitaria
«Un esperimento unico in Italia»

MACERATA - Presentato oggi dalla Cgil e dall'associazione di studenti universitaria nuova iniziativa dedicata all'inserimento dei ragazzi. Partirà dal prossimo gennaio nell'aula di Unimc in via Santa Maria della Porta 62. Il segretario del sindacato Principi: «Lo sforzo di questo progetto congiunto è quello di lanciare un ponte che dal mondo della formazione, dell’università, arrivi poi un domani al mondo del lavoro con soggetti che siano formati rispetto a quelle che sono le leggi, le norme ed i contratti»
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Da sinistra: Maddalena Bosciano, Loredana Guerrieri e Daniele Principi

 

di Mauro Giustozzi

Giovani nel mondo del lavoro con contratti precari, intermittenti, che presentano retribuzioni annue quasi dimezzate rispetto agli altri lavoratori. E con pochi diritti. Per questo la necessità di conoscere le dinamiche del mondo del lavoro, il tipo e come leggere un contratto, i diritti che le giovani generazioni hanno entrando nel mondo produttivo ha portato al lancio di uno sportello di orientamento al mercato del lavoro gestito dal Nidil e dal Sol Cgil in collaborazione con l’organizzazione sindacale studentesca Officina Universitaria che sarà attivo dal prossimo gennaio nell’aula di Unimc in via Santa Maria della Porta 62. A presentare iniziativa Loredana Guerrieri segretaria provinciale del Nidil accompagnata dal nuovo segretario territoriale Daniele Principi e da Maddalena Bosciano coordinatore di Officina Universitaria.

«Questo progetto è scaturito da un’idea del Nidil che si occupa delle marginalità del mercato del lavoro –ha esordito Loredana Guerrieri- in collaborazione con Officina Universitaria per l’apertura di uno sportello di Servizio e orientamento al mercato del lavoro in questo spazio da gennaio per incontrare tutta la comunità studentesca. C’è urgenza di aiutare e sostenere i giovani che si trovano verso la fine del percorso universitario e che stanno entrando nel mondo del lavoro per dare loro strumenti a disposizione per comprendere i contratti di lavoro ed essere più consapevoli, in un mondo del lavoro sempre più variegato e differenziato, sempre più atipico e precario. Ci sarà anche formazione su come i giovani possono iniziare il loro percorso lavorativo, ad esempio come stilare un curriculum, come riconoscere le fake news in internet e anche dare introduzioni giuridiche nella lettura di un contratto, con diritti e doveri di contratti che possono essere a tempo indeterminato, determinato, autonomo o parasubordinato. Purtroppo i dati di Macerata e provincia indicano una penalizzazione dei giovani che entrano nel mondo del lavoro: l’occupazione è sempre più precaria e questo porta la conseguenza che la fascia dai 15 ai 29 anni sono i più poveri a livello retributivo. Il lavoro intermittente dal 2019 al 2021 il dato è decuplicato nei lavori stagionali con retribuzioni molto più basse, almeno un 41% in meno di retribuzione lorda».

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Gli studenti presenti al lancio dello dell’iniziativa

Lo scenario del mercato del lavoro presenta criticità e lacune da colmare, in particolare per le giovani generazioni, che si trovano sommerse in un contesto non favorevole allo sviluppo di una propria indipendenza fuori dalla famiglia di origine. Osservando il panorama regionale e locale emergono dinamiche particolarmente significative. In merito al tasso di occupazione 15-34 anni, tra le province Macerata è stata l’unica a registrare una variazione negativa tra il 2020 e il 2021 (-1,6 punti percentuale.) e quella che attualmente registra il tasso più basso (42,2%). Anche in relazione alla disoccupazione la provincia di Macerata mostra un trend inverso rispetto alla tendenza degli altri territori: dal 2020 al 2021 c’è stato infatti un aumento di 5 punti percentuali del tasso di disoccupazione 15-34 anni, che al 2021 è del 16,3% . Diminuisce il tasso di inattività al 49% nella fascia 15-34 anni, sebbene il dato rimanga ancora al di sopra del 2019 e risulti il più alto tra le province. I dati Inps del 2020 sui lavoratori dipendenti privati consegnano una fotografia significativa del fenomeno nella provincia di Macerata dove i lavoratori dipendenti fino a 29 anni sono 16 mila (20% del totale dei lavoratori) e sono prevalentemente precari e con orario parziale. Il numero degli occupati under 30 è crollato rispetto al 2019 (-1.750 unità), ed in misura significativamente maggiore rispetto alle altre fasce di età. Inoltre, prendendo in considerazione il numero dei lavoratori dipendenti perduti, il 60,2% di questi riguarda under 30: segno che gli effetti della pandemia hanno colpito in particolare le fasce di età più giovani. E’ altresì importante evidenziare come il precariato incida maggiormente sui giovani. Ad avere un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato è il 54,3% dei lavoratori nel loro complesso, ma il dato si abbassa al 39% negli under 30. Il 38,9% di questi, inoltre, ha un contratto di lavoro a tempo determinato, contro il 22,3% dei lavoratori nella loro totalità. Oltre a ciò, a lavorare a tempo parziale è il 37,1% dei giovani, contro il 31,7% dei lavoratori nella loro totalità. Tra il 2010 e il 2020 si è notevolmente ampliata la forbice tra i dati riferiti agli under 30 e i dati che riguardano la totalità dei lavoratori. Sul fronte retributivo, i giovani lavoratori con meno di 30 anni percepiscono una retribuzione media lorda annua di 9.964 euro: si tratta di 7 mila euro in meno rispetto all’importo medio dei lavoratori dipendenti privati nel suo complesso. I giovani con un lavoro a tempo parziale percepiscono mediamente retribuzioni di 6.434 euro lordi annui, mentre quelli che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato percepiscono mediamente 5.541 euro lordi annui.

«I giovani, più esposti a lavori precari e discontinui o a part time involontari, si misurano con retribuzioni mediamente più basse. –ha ribadito anche Maddalena Bosciano– per cui ci è parso urgente attivare questo sportello informativo in collaborazione col Nidil. Da sindacato studentesco abbiamo voluto avere un legame di continuità col sindacato dei lavoratori. Percorso che parte dalle aule universitarie e che ci deve portare fuori, perché il problema è quando usciamo dalle università e siamo completamente disorientati. Non ci viene fornita alcuna formazione necessaria a livello universitario: quando durante e dopo l’università ci rapportiamo coi contratti di lavoro nella maggioranza dei casi non è per far partire una start-up ma per farci assumere al bar, al ristorante, operatori del servizio civile ambiti lavorativi che non vengono considerati all’altezza della preparazione universitaria. Lo studente precario. e quello precario per i 15 anni successivi se decide di diventare dottorando. è una condizione continua e costante. Quindi è plausibile che noi avremo contratti precari, con retribuzioni scarse così come i contributi. Noi abbiamo alta formazione accademica in determinati ambiti ma un’assenza di formazione su materie molto più basiche rispetto ad un contratto di lavoro. Adesso con questo spazio in autogestione aperto a tutti porteremo la formazione lavorativa dentro UniMc con questo sportello di consulenza che sarà operativo a gennaio».

Chi è interessato ad avere una consulenza potrà prendere appuntamento attraverso il sito Instagram di Officina Universitaria e successivamente anche il Nidil attiverà online una pagina apposita di riferimento dell’iniziativa. In conclusione il segretario provinciale della Cgil, Daniele Principi, ha ricordato come «questo sia un progetto ponte del sindacato verso le nuove generazioni che saranno poi le nuove generazioni di lavoratori. Credo si tratti di un esperimento quasi unico in Italia di rendere consapevoli i giovani che entrando nel mondo del lavoro si hanno sì doveri ma anche diritti che devono essere rispettati ed attuati come accade agli studenti che frequentano l’università ed hanno i loro diritti. In un mondo del lavoro attuale dove invece appare normale che il lavoratore di diritti ne abbia sempre di meno. Lo sforzo di questo progetto congiunto Nidil-Officina Universitaria è quello di lanciare questo ponte che dal mondo della formazione, dell’università, arrivi poi un domani al mondo del lavoro con soggetti che siano formati rispetto a quelle che sono le leggi, le norme ed i contratti che regolano la vita lavorativa».



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