Eredità milionaria, gli avvocati indagati
hanno deciso di patteggiare

CIVITANOVA - Difesa e pm hanno concordato 2 anni per Emanuela Scoppa e 1 anno e 6 mesi per Claudio Monterotti. Udienza il 25 ottobre davanti al gup. I legali: «Abbiamo deciso di chiudere la vicenda. Resta il fatto che, come avevamo detto, non è stato toccato un centesimo dell’eredità»

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Gli avvocati Claudio Monterotti ed Emanuela Scoppa

 

di Gianluca Ginella

I due avvocati indagati per circonvenzione di incapace (legata ad una eredità lasciata da una facoltosa civitanovese) hanno deciso di patteggiare. Emanuela Scoppa, 53 anni, e Claudio Monterotti, 70, il prossimo 25 ottobre definiranno davanti al gup del tribunale di Macerata la vicenda che li coinvolgeva. Per Scoppa patteggiamento a 2 anni, per Monterotti 1 anno e sei mesi. Verseranno anche un risarcimento legato alle spese legali per una causa civile intentata proprio per il testamento e per il godimento per alcuni mesi di alcuni immobili legati all’eredità della donna, da parte di Scoppa.

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L’avvocato Francesco De Minicis

I due legali sono rimasti coinvolti nell’indagine “Ultime volontà” del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Macerata. Riguardava una grossa eredità lasciata da Ia Liverotti, che si è spenta nell’ottobre 2020. La donna, discendente di una importante famiglia civitanovese, aveva un solo figlio e a lui doveva andare l’eredità, di circa 3 milioni di euro, secondo quanto accertato dalla Finanza. Invece, secondo gli inquirenti, quando si è aperta la successione, è venuto fuori che la metà del patrimonio – in base alle volontà di Liverotti che comparivano in un testamento olografo – era destinato all’avvocato Scoppa. L’avvocatessa, insieme al collega Monterotti aveva in passato assistito l’anziana per alcuni affari. Dopo la morte della donna, i due legali, secondo gli inquirenti, avevano iniziato ad andare sempre più spesso a casa del figlio della donna, che aveva risentito della perdita della madre dal punto di vista fisico e psicologico. Per gli investigatori approfittando della condizione di debolezza del figlio di Ia Liverotti i due indagati sarebbero riusciti a indurlo a firmare la procura generale verso uno di loro: in questo modo, sostengono gli inquirenti, avevano potuto agevolmente disporre dell’intero patrimonio.

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L’avvocato Federico Valori

A Scoppa sono stati contestati la falsità in testamento olografo e la falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri, e a lei e a Monterotti la circonvenzione di incapace. I due legali sono assistiti dagli avvocati Federico Valori e Francesco De Minicis.

«Abbiamo deciso di chiudere la vicenda – dice l’avvocato De Minicis -. Resta il fatto che, come avevamo detto, non è stato messo mano ad un centesimo dell’eredità. Non so da dove sia uscita la storia che avessero preso dei soldi. Con la procura abbiamo concordato un patteggiamento, con sospensione condizionale». Come chiesto dal curatore è stato inoltre concordato un risarcimento perché l’avvocato Scoppa ha avuto in uso per alcuni mesi immobili che facevano parte dell’eredità «in uso, ma non affittati a qualcuno» aggiunge l’avvocato De Minicis. Nel complesso tra locazione, le spese legali per la costituzione al processo civile si arriverà a circa 40mila euro a titolo di risarcimento.

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