L’ex Catasto all’Accademia di belle arti:
un’operazione di 1,7 milioni euro
«Ora gli enti locali aiutino per il restyling»

MACERATA - Il palazzo di piazza Mazzini diventerà sede dell'Abamc. Firmato stamattina il documento di acquisto, per il restauro serviranno 5 milioni. Il presidente Scheggia: «Ci aspettiamo da parte di Regione, Provincia e Comune un atteggiamento positivo, di sostegno e vicinanza sia nell’iter dei lavori necessari alla ristrutturazione che anche intervenendo economicamente nell’operazione»
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L’ex Catasto in piazza Mazzini

di Mauro Giustozzi

Il palazzo ex Catasto, noto ai maceratesi anche come Casa del Fascio per il periodo a cui risale la costruzione sarà la nuova sede dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Il presidente Vando Scheggia, accompagnato dal direttore ufficio ragioneria dell’Accademia, Nino Mangiaracina, ha firmato stamattina il documento di acquisto dell’immobile per una cifra di 1 milione e 700 mila euro ed in questa sede, una volta ristrutturato l’edificio, saranno riunificate tutte le sedi distaccate dell’Accademia di Belle Arti, permanendo solamente il sito di via Berardi. Per il restauro dell’immobile di piazza Mazzini di 5.800 metri quadrati serviranno circa 5 milioni di euro e sotto questo aspetto i vertici dell’Accademia si attendono un concreto sostegno da parte di Comune, Provincia e Regione nell’intercettare le risorse necessarie, oltre a quelle che lo stesso istituto potrà mettere di suo, ed anche le procedure burocratiche più snelle per far sì che il recupero e l’apertura come nuova sede dell’ex Catasto possa avvenire in tempi rapidi perché c’è necessità di avere nuovi spazi per un’Accademia in crescita. Sono 1.200 al momento gli iscritti, ma l’ulteriore sviluppo ed una maggiore crescita porterà giovamento alla stessa città.

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Nino Mangiaricina e Vando Scheggia

«Sin dal momento del mio insediamento l’obiettivo è stato quello di individuare un immobile di prestigio dentro le mura urbane come nuova sede dell’Accademia di Belle Arti –ha detto il presidente Vando Scheggia- In questo momento l’Accademia ha più sedi: in via Garibaldi, in via Gramsci, in piazza Vittorio Veneto e a Montecassiano con la sede di restauro che il Comune ci ha concesso in comodato gratuito. L’idea è di riunirle in un unico edificio, lasciando in via Berardi la sede amministrativa. Prima di arrivare alla decisione di puntare tutto sull’ex Catasto di piazza Mazzini sono state diverse le soluzioni che abbiamo preso in esame come possibile nuova sede. Abbiamo visionato i locali della ex Banca d’Italia che è stata scartata per l’elevatissimo costo di acquisto dell’immobile, poi abbiamo preso in considerazione l’ex scuola Mestica di via dei Sibillini che pure ha costi di acquisto assolutamente elevati ma soprattutto il recupero di quel manufatto ha costi fuori portata dell’Accademia. Abbiamo preso in esame poi l’ex Monachette, una collocazione di pregio e intrigante per il nostro istituto: l’acquisto risultava abbordabile anche grazie ai finanziamenti che può godere per i danni da sisma, ma qui il problema è risultato l’insufficienza della metratura disponibile, 2500 metri quadrati che peraltro sono suddivisi in grandi corridoi e piccole celle dove alloggiavano le monache. L’esatto contrario di quello che ci serve come Accademia. Non abbiamo ma perso di vista l’immobile di piazza Mazzini, l’ex Casa del Fascio, di proprietà del fondo romano Fip che ha acquistato beni demaniali dismessi. La trattativa è stata lunga e non semplice: si è partiti da una richiesta di 2,5 milioni di euro e siamo riusciti a concludere la cessione per 1 milione e 700 mila euro».

Il contratto è stato firmato oggi dalle parti, è valido a tutti gli effetti ma contiene una clausola sospensiva che vale sino al 31 marzo 2023, riguarda l’autorizzazione all’investimento da parte dell’Accademia di Belle Arti dopo parere favorevole che deve essere dato dal Mef. «Devono essere ottemperate – prosegue il presidente Scheggia- tre condizioni che il Mef deve verificare: la prima è che il prezzo pagato di acquisto sia congruo, in questo caso c’era già stata una nostra richiesta all’Agenzia delle Entrate in passato che aveva dato parere favorevole su una spesa di 2 milioni e 200 mila euro, per cui essendo più basso il costo di acquisto non ci saranno ostacoli. La seconda è che l’Accademia sia in grado economicamente di affrontare la spesa. I bilanci sono stati inviati e dimostrano che questi soldi ci sono. La terza condizione che si tratti di un acquisto necessario, ed anche in questo caso ci siamo essendo spezzettate le sedi in varie parti della città ed avendo una costante crescita di iscrizioni. Tornando in presenza dopo il covid i problemi di spazi aumenteranno. Pagheremo la cifra pattuita non appena il Mef, che ha già la documentazione necessaria da tre mesi, ci darà il suo parere positivo sull’operazione. Mef che ci darà una risposta entro trenta giorni dalla fine di giugno o entro trenta giorni dalla fine di dicembre. Se fosse quest’ultima l’opzione si andrebbe a finire ad inizio 2023, cosa che non auspichiamo per velocizzare le tempistiche».

mangiaricina-scheggiaLo step necessario dovrà essere poi quello di ristrutturare internamente l’edificio di piazza Mazzini, ed in questo caso l’Accademia di Belle Arti non riuscirà da sola a sostenere finanziariamente un’operazione molto più onerosa dello stesso acquisto dell’immobile. «Ci aspettiamo che da parte degli enti locali, Regione, Provincia e Comune ci sia un atteggiamento positivo, di sostegno e vicinanza sia nell’iter dei lavori necessari alla ristrutturazione che anche intervenendo economicamente nell’operazione. –sottolinea Vando Scheggia- L’immobile infatti è vero che serve all’Accademia ma indirettamente viene recuperato un palazzo di pregio della città che ne beneficia. L’idea è trasformare piazza Mazzini in una piazza rinascimentale animata dagli studenti dove magari possano anche fare lezione all’aperto in una giornata come quella di oggi. Sarà così una piazza restituita alla città. Noi cercheremo attraverso il Miur di intercettare risorse per effettuare questo intervento ma ci aspettiamo anche che questi enti locali ci siano al fianco perché la stima dell’intervento da effettuare sull’ex Catasto è di circa 5 milioni di euro. Risorse di cui l’Accademia non dispone. Credo che ci siano le possibilità, se c’è la volontà, da parte di questi enti che dispongono di stanziamenti milionari di destinarne una parte a questa operazione che serve all’Accademia di Belle Arti ma è destinata a riqualificare un immobile patrimonio di Macerata. Per cui mi aspetto che il presidente della Regione Acquaroli e soprattutto quello di Comune e Provincia, Parcaroli, oltre alla soddisfazione espressa per questa acquisizione si adoperi fattivamente per aiutarci nel riqualificare questo palazzo. Noi d’altro canto busseremo a tutte e porte, partecipando ai bandi disponibili, per individuare risorse per la ristrutturazione. Va detto che, una volta avute le necessarie autorizzazioni, partiremo coi lavori anche se non avremo subito tutti i 5 milioni di euro necessari, ad iniziare da un bando di idee per il progetto della nuova Accademia da lanciare a livello internazionale».



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