La natura in gravidanza,
le ostetriche recuperano
i metodi alternativi

MACERATA - La naturopata Anna Lisa Persichini ha illustrato metodi ispirati alle nostre origini durante il convegno promosso dall'ordine provinciale questa mattina a "Le case". Presente il dottor Mauro Pelagalli, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Macerata «L'obiettivo è enfatizzare la possibilità di allontanarci un po' dalla medicalizzazione spinta»
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Le ostetriche di Macerata al convegno a “Le case”

di Michele Carbonari (Foto di Fabio Falcioni)

Nulla è più naturale di una gravidanza, eppure spesso è la medicalizzazione a farla da padrona nel percorso delle future mamme.  “Guardare avanti ricercando le origini: la natura in gravidanza” è il tema scelto nella Giornata internazionale delle ostetriche dall’ordine della provincia di Macerata, presieduto da Alessandra Petillo, Protagonista alla sala convegni de “le case” a Macerata la naturopata Anna Lisa Persichini. «L’incontro di oggi è stato organizzato dalla presidente delle ostetriche maceratesi, sempre molto attiva sul fronte dell’innovazione e della sensibilizzazione, per parlare di metodi naturali, di terapie mediche alternative che possono essere utilizzate al di fuori della medicina tradizionale – spiega Mauro Pelagalli, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata -.

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Anna Lisa Persichini e Mauro Pelagalli

In questo senso da sempre la natura offre spunti molto importanti per quanto riguarda l’utilizzo delle sostanze che possono essere prese dalle piante o dal terreno e possono essere tradotte in agenti terapeutici per i disturbi che possono caratterizzare la gravidanza nel suo decorso, il momento del travaglio, il parto e il post parto. Questo è stato l’intento dell’incontro: quello di voler enfatizzare la possibilità di allontanarci un po’ dalla medicalizzazione spinta che negli anni è stata fatta per prediligere, specialmente nelle gravidanze non bisognose di terapie specifiche perché al alto rischio, la possibilità di utilizzare medicamenti, sotto forma di tisane, bagni basici e aroma terapie, per poter alleviare o rendere meno presenti alcuni disturbi che spesso si verificano in gravidanza, come ad esempio la nausea, il vomito, la stispsi, la debolezza, la cefalea, la presenza continua di contrazioni o il senso di gonfiore agli arti inferiori. Una medicina che non sia la classica medicina ufficiale ma che comunque serva a migliore la performance gravinica della paziente e renderla più piacevole e gradevole nel percorso fino al parto e al post – prosegue il dottore -. In natura ci sono tanti rimedi che sono importanti. Non è un tornare indietro all’epoca primitiva ma è un riscoprire tutta una parte umanistica e naturalistica della gestione della gravidanza. Quindi una maggiore attenzione a delle componenti che fanno parte del nostro ambiente, quello in cui viviamo e svolgiamo le nostre attività, particolarmente degradato ma che ancora offre molti spunti terapeutici se saputi cercare. Questa è la cosa più importante che da questo incontro è emerso. Il fatto che sia stato fatto nella Giornata internazionale delle ostetriche sta ad indicare la grande sensibilità che questo gruppo di professioniste hanno verso tale tipo di risoluzioni. Questo deve far riflettere noi medici sull’importanza di una maggiore umanizzazione nei confronti della donna che affronta la gravidanza e che va poi a partorire».

Ostetricia_Convegno_FF-2-325x217«La mission della federazione anche a livello internazionale nel 2022 era “Cento anni di progresso” – aggiunge Alessandra Petillo, presidente dell’ordine delle ostetriche di Macerata – e il convegno organizzato ha preso come argomento il ritorno alla natura, per tutte le motivazioni che ha spiegato il dottor Pelagalli, ma anche perché progresso significa anche tornare alle radici, tornare alla naturalità. Guardare indietro ma tornando a quella che è l’origine, che è importante nel percorso di gravidanza, nel travaglio e nel parto. È stata una giornata di presenza e di sostegno anche nei confronti di tutte le ostetriche, perché le criticità della pandemia hanno portato a delle modalità assistenziali diverse. Quindi, il ritorno alla natura è servito a questo: a recuperare le origini – conclude Alessandra Petillo -. L’uso oli essenziali e di tutti gli elementi che sono alla base del corpo è un punto fondamentale nel seguire una gravidanza dal punto di vista olistico, che è quello che di base l’ostetrica fa nel prendersi carico della donna dal punto di vista fisico, psicologico e sociale: vederla nel tutto il suo insieme».



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