Resistenza, quella medaglia al valor militare
che a San Severino aspettano dal 1965
Ma il Consiglio: «Non si può fare»
LIBERAZIONE - “San Severino Futura” ha chiesto al Comune che si muova per ottenere il riconoscimento. La vice sindaca Vanna Bianconi: «Se non è stato concesso prima significa non c'erano le condizioni». L'Anpi si muove per sostenere l'iniziativa

Alessandra Aronne
di Monia Orazi
Cronaca di una medaglia negata: è dal 1965 che San Severino chiede, senza ottenerla, la medaglia d’oro al valor militare per le vicende della Resistenza, che hanno visto operare sul territorio tra San Severino, Matelica e Gagliole il gruppo Roti e la banda Mario. A rilanciare la richiesta della medaglia il gruppo “San Severino Futura”, formato da Francesco Borioni ed Alessandra Aronne, durante la presentazione della mozione sulla pace e la richiesta all’amministrazione di dissociarsi dal comportamento del consigliere Valter Bianchi, sostituito nel ruolo di capogruppo di maggioranza dal consigliere Luca Bonci.
Si legge nella mozione di San Severino Futura: «Si impegna altresì il sindaco e la giunta a proporre San Severino come Città decorata al valor militare per la guerra di liberazione, come impegno a difendere sempre la libertà e la democrazia per tutti i cittadini e il principio costituzionale che vieta la ricostituzione in qualsiasi forma del disciolto Partito Fascista. Principio che non può essere considerato un retaggio obsoleto del passato, ma al contrario elemento centrale dell’assetto istituzionale democratico ideato dai padri costituenti».

Vanna Bianconi
Così ha risposto il vicesindaco di San Severino Vanna Bianconi: «Si sono succedute tante amministrazioni, se la medaglia d’oro al valor militare non è stata concessa sino ad ora è perché probabilmente non ci sono le condizioni, probabilmente non se ne è visto l’interesse, non si può fare». Sul tema si è subito attivata l’Anpi comunale di San Severino, presieduta da Donella Bellabarba: «San Severino merita questo riconoscimento, per la storia del battaglione Mario, del gruppo Roti, per il ruolo importante di resistenza civile, a supporto dei partigiani, della popolazione del territorio, avere questo riconoscimento è un tributo alla memoria di tutti coloro che ci hanno preceduto, consegnandoci la libertà e la democrazia, che in questi giorni di guerra tanto si esaltano nel loro valore. Stiamo esaminando la questione con l’Anpi provinciale, stiamo ricostruendo meticolosamente le tappe della vicenda, iniziata nel 1965, che ha avuto un iter travagliato. Riprenderemo in mano tutta la documentazione esistente, per valutare la possibilità di riproporre la richiesta».

Bruno Taborro, ex presidente dell’Anpi settempedana
Era il 1964 quando il sindaco di San Severino Lucio Angeloni aveva inviato la richiesta per la medaglia al merito civile alla Presidenza del Consiglio dei ministri. La risposta fu che era stato interessato il ministero dell’Interno, doccia fredda nel dicembre di quell’anno dalla prefettura di Macerata che a nome del ministero dell’Interno fece sapere che non c’erano i presupposti perché erano decorsi i termini di legge. L’anno dopo il sindaco ci riprovò con un telegramma indirizzato al Consiglio dei Ministri, la prefettura rispose di nuovo che era già decorso il termine perentorio ed inderogabile per le richieste. Nel 1970 arrivò in Comune una nota della prefettura di Macerata al sindaco, che suggerisce visti i termini scaduti per il riconoscimento al valore civile, di chiedere un riconoscimento al valore militare la cui scadenza era nel dicembre di quell’anno, aggiungendo che «un riconoscimento al valor militare appare più rispondente alla natura dei fatti da valutare all’epoca in cui essi ebbero a verificarsi». La richiesta al ministero della difesa non è mai partita dal Comune di San Severino, trascorrono 25 anni quando nel 1995 Manlio Rossi sindaco di San Severino insieme allo storico presidente Anpi Bruno Taborro scrivono ai vertici dello Stato e denunciano l’occultamento dei documenti, per cui non era stato possibile rispettare i termini per il riconoscimento al valor militare. La Camera dei deputati comunica di aver trasmesso gli atti alla commissione competente, dalla difesa sempre nel novembre del 1995 viene fatto sapere che servirà un nuovo provvedimento legislativo per riaprire i termini e che è allo studio una proposta di legge su questa materia. Rinnova la richiesta della medaglia il sindaco Fabio Eusebi nel 1997, anche il sindaco Cesare Martini nel 2011 riprende in mano la questione.
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