E’ morto Paolo Piangiarelli,
anima del jazz nelle Marche

MACERATA - Si è spento a 81 anni dopo una lunga malattia. Organizzò nel 1970 il primo festival internazionale allo Sferisterio. E' stato un talent scout e il fondatore del premio Massimo Urbani. Il ricordo di Daniele Massimi, presidente di Musicamdo: «Nessun altro era così appassionato a questo genere musicale a cui ha dedicato tutta la vita, sia nei concerti che con la sua etichetta discografica»
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Paolo Piangiarelli al premio Massimo Urbani

 

di Alessandra Pierini

Ha portato il jazz nelle Marche e a Macerata organizzò il primo festival internazionale del jazz allo Sferisterio. il mondo della musica piange la morte di Paolo Piangiarelli, 81 anni, scomparso questa mattina poco dopo le 6 in seguito a una lunga malattia. Si trovava nella sua abitazione dove era tornato nei giorni scorsi, dopo un ricovero in ospedale. 

 

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In studio di registrazione con Phil Woods

Paolo Piangiarelli suonava il sassofono da autodidatta ma soprattutto si era appassionato alla musica jazz fin da giovane, in particolare negli anni Sessanta, ascoltando i dischi che arrivavano dall’America, aveva avuto la folgorazione. Nel 1970 ha organizzato il 1° Festival Internazionale del Jazz all’Arena Sferisterio di Macerata. E’ stato anche il cofondatore di Ancona Jazz, nel 1974 nell’allora Jazz Club organizzò il piano solo di Martial Solal.  E da quel momento una serie lunghissima di eventi, diventando anche punto di riferimento in tutta Italia. E’ stato anche un talent scout e con la sua etichetta, la Philology, ha prodotto centinaia di capolavori discografici.

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Con Daniele Massimi

Lo ricorda Daniele Massimi, presidente di Musicamdo Jazz: «Noi siamo partiti a organizzare concerti grazie a lui dal 2002. Ci siamo affiancati a lui nell’organizzazione delle cose che già faceva da tanti anni e con lui abbiamo lavorato finche ha potuto. Aveva una forza, una passione e un amore per il jazz unici, nessun altro era così appassionato a questo genere musicale a cui ha dedicato tutta la vita, sia nei concerti che con la sua etichetta discografica con cui ha prodotto, in oltre 500 dischi tutti i nomi, più importanti del jazz. Ha segnato la storia del jazz internazionale. Col premio Massimo Urbani ha scoperto artisti come Paolo Fresu, Bollani, Francesco Cafiso e Alessandro Lanzoni. Sto ricevendo messaggi di cordoglio da ogni parte d’Italia».

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Con Filippo Davoli

Tra i suoi amici lo scrittore maceratese Filippo Davoli: «E’ salito a sentire Billie Holiday cantare dal vivo il carissimo amico Paolo Piangiarelli. Non stava bene da un po’ di tempo, ora però chissà che meraviglioso concerto l’accoglierà in cielo. Quaggiù – con la sua etichetta “Philology” e il suo entusiasmo colto e infinito – ci ha insegnato come si ama il jazz. A lui si deve l’ideazione del Tenco Project (Ghiglioni, Petrin, Boltro, etc.), a lui il Chet Baker più potente e segreto, a lui la scoperta e il lancio di Francesco Cafiso e tante altre combinazioni inedite e felici. Ma è stato anche un bravo attore di teatro e – lo ribadisco – un grande amico. Gli ho voluto molto bene. Mi mancherà».
Lascia la moglie Giovanna e le figlie Cristiana, Virginia e Teresa, i nipoti e il fratello Sandro. Il funerale si svolgerà domani (domenica 2 gennaio) alle 16 nella chiesa dell’Immacolata a Macerata.

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Con Stefano Bollani

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Con Renato Sellani

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Con Lee Konitz

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Con Enrico Rava

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Con il fratello Sandro e la band di Francesco Cafiso

 

 

 

 



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