La calzatura si candida
al Patrimonio immateriale dell’Unesco
ECONOMIA - Al via il percorso per la candidatura: giovedì la presentazione del Comitato promotore che sarà guidato dalla presidente di Assocalzaturifici Giovanna Ceolini

Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici
Prende ufficialmente il via il percorso di candidatura dell’Arte della calzatura italiana nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Un’iniziativa promossa da Assocalzaturifici, Museimpresa, Cercal e il Politecnico Calzaturiero attraverso il Comitato promotore presieduto da Giovanna Ceolini, nata con l’obiettivo di riconoscere, valorizzare e trasmettere alle future generazioni uno dei patrimoni più rappresentativi del Made in Italy.
La candidatura nasce dalla consapevolezza che la calzatura italiana non rappresenta soltanto una filiera d’eccellenza riconosciuta nel mondo, ma un patrimonio culturale vivo, costruito nel tempo attraverso il lavoro, le competenze e la passione di generazioni di imprenditori, tecnici, designer e formatori. Un patrimonio che continua a evolversi grazie alla capacità di coniugare tradizione e innovazione, creatività e competenza manifatturiera, qualità e ricerca.
Giovedì al Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sarà ufficializzato il Comitato promotore, organismo che guiderà il percorso di candidatura con il coinvolgimento delle Comunità dei praticanti, ovvero di tutte le donne e di tutti gli uomini che attraverso il loro lavoro quotidiano trasmettono le conoscenze e i valori identitari legati a questo saper fare tradizionale. L’incontro, moderato da Nicola Porro, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, della formazione e dell’industria per riflettere sul valore dell’Arte della calzatura italiana come espressione di cultura, memoria e identità. Presenzieranno anche i ministri Adolfo Urso e Giuseppe Valditara.
Promosso con il sostegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il progetto rappresenta un’iniziativa di sistema che coinvolge il mondo dell’impresa, della formazione, della cultura e della ricerca con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso capace di valorizzare la cultura manifatturiera, economica e sociale di un settore importante del Paese.
«La candidatura Unesco nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare un patrimonio che appartiene all’intero Paese – spiega Ceolini – la calzatura italiana è espressione di una cultura del fare che unisce competenze tecniche, creatività, identità territoriale e capacità di innovazione. Attraverso questo percorso vogliamo affermare il valore culturale del nostro saper fare e rafforzare l’impegno verso la sua trasmissione alle nuove generazioni».
Se tutto dovesse andare bene, l’arte della calzatura italiana sarebbe la prima al mondo ad ottenere il riconoscimento Unesco visto che, al momento, tali riconoscimenti sono connessi solo a produzioni tessili ma non al mondo della calzatura.