«Perché ancora non è stato attivato
il credito d’imposta per le imprese del sisma?»

MACERATA - Massimiliano Moriconi, direttore Cna, a nome della confederazione, chiede che «venga prorogato a tutto il 2022 e nel contempo che si sblocchi al più presto anche il freno generato dalla mancata autorizzazione europea»
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Massimiliano Moriconi, direttore Cna Macerata

Per favorire la ripresa degli investimenti nelle aree colpite dagli eventi sismici che dal 2016 hanno flagellato la provincia di Macerata, a inizio 2017 è stata introdotta la possibilità che le imprese attive nei comuni del cratere potessero usufruire di un credito d’imposta mirato a sostenere investimenti in macchinari, impianti e attrezzature, relativi alla creazione di un nuovo stabilimento o all’ampliamento di uno esistente. Massimiliano Moriconi, direttore Cna Macerata, ricorda come quello del credito di imposta sia tra gli strumenti agevolativi più importanti. «Per sostenere efficacemente soggetti che, pur tra le numerose difficoltà che ancora insistono in queste aree, decidessero di investire, il credito d’imposta mutuato dagli investimenti per il Mezzogiorno risulta essere un aiuto particolarmente incisivo». La disciplina era stata inizialmente disposta sino al 31 dicembre 2020 ma con la legge di conversione del decreto “Sostegni bis”, pubblicata nel luglio scorso, ne è stata prevista la proroga al 31 dicembre 2021. «Ad oggi, però, la misura per l’area del sisma non è attiva – sottolinea Massimiliano Moriconi -. Il modello predisposto dall’Agenzia delle entrate, infatti, non consente l’inserimento delle richieste provenienti dal nostro territorio. Sembra che la Commissione europea ancora non abbia notificato la misura». Da qui la richiesta dell’associazione di categoria. «Cna vuole consentire alle imprese interessate di poter usufruire di questa importante agevolazione a supporto degli investimenti funzionali alla rigenerazione di capacità competitiva dei territori terremotati. La nostra confederazione – conclude il direttore – chiede che il credito d’imposta venga prorogato a tutto il 2022 e nel contempo che si sblocchi al più presto anche il freno generato dalla mancata autorizzazione europea, consentendo così alle imprese di possedere un quadro di riferimento chiaro e sufficientemente duraturo».

 

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