Scoperta la targa al Milite ignoto,
ma l’affissione è rinviata:
serve l’ok della Soprintendenza

CIVITANOVA - Il Comune ha conferito la cittadinanza onoraria al soldato simbolo dei caduti in trincea. Presenti alla cerimonia duecento studenti. Piccola polemica per la mancata installazione sulla facciata di palazzo Sforza dell'insegna
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Il presidente del consiglio Claudio Morresi, Giovanna Paolone Piermanni e il sindaco Fabrizio Ciarapica allo scoprimento della targa

 

di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)

Cerimonia per il Milite ignoto a Civitanova, scoperta la nuova targa che prenderà posto (Soprintendenza permettendo) sulla facciata di Palazzo Sforza. Alla presenza di 200 studenti delle scuole civitanovesi si è svolta questa mattina di fronte alla sede comunale (col traffico chiuso e deviato per l’occasione) la cerimonia del 4 Novembre che per quest’anno è stata impreziosita dalla cittadinanza conferita al Milite ignoto nel centenario del trasferimento del corpo del soldato da Aquileia all’Altare della Patria.

celebrazioni-4-novembre-21-milite-ignoto-civitanova-FDM-6-325x217Una cerimonia solenne alla quale hanno preso parte tutti i rappresentanti delle forze armate e di polizia, le associazioni combattentistiche e autorità civili tra cui il sindaco Fabrizio Ciarapica e il presidente del consiglio comunale Claudio Morresi. Coinvolte anche le scuole della città che al termine dei saluti istituzionali hanno commemorato chi con letture, chi con riflessioni, il ruolo simbolico del milite ignoto. A coordinare la cerimonia il presidente dell’Anc Roberto Ciccola, in prima fila e poi a disvelare la targa dedicata al milite ignoto Giovanna Paolone Piermanni, vedova del maresciallo medaglia d’oro morto 44 anni fa in un conflitto a fuoco. Il colonnello Nicola Ciccarelli, presidente associazione nazionale bersaglieri locale ha aperto le celebrazioni ricordando il ruolo di Maria Bergamas, la donna che ha scelto, fra 10 bare, quella che sarebbe diventata il simbolo di tutti i caduti in trincea, compreso suo figlio, e l’iniziativa voluta dal Gruppo Medaglie d’oro e dall’Anci di richiedere la cittadinanza onoraria per il milite ignoto. «La festa dell’unità nazionale e delle forze armate assume quest’ anno un significato maggiore perché è il centenario dello storico viaggio della salma divenuta simbolo dei caduti nella guerra mondiale – ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica -. Venivamo da un periodo, la Prima guerra mondiale, che aveva ridotto la nazione nella disperazione, paragonabile in parte al periodo pandemico che viviamo ora e che ha mietuto tante vittime. E’ stato però un momento di unificazione nazionale, dalle macerie un popolo deve ripartire e ricostruire la propria storia». La cerimonia ha previsto anche lo scoprimento della targa dedicata al milite ignoto, disvelata, ma non affissa ancora a Palazzo Sforza in attesa del parere della Soprintendenza alle Belle Arti che dovrà stabilire se il manufatto che sarà realizzato in marmo non interferisca con lo stile architettonico della facciata del palazzo storico.

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L’intervento di uno studente

Borbottii fra il pubblico che ha ironizzato per la presenza, a poca distanza dalla targa, della copertura esterna ben più impattante in vetro e alluminio realizzata sotto le logge dal bar Maretto: «la targa no e quel pergolato sì?» commenta un gruppetto di presenti alla cerimonia. A seguire fra gli interventi anche quello dell’assessore all’Istruzione Barbara Capponi che si è rivolta ai ragazzi e alle ragazze presenti: «Due cose solo attraversano tempo e spazio – ha detto – e sono la preghiera, per chi ci crede, e il ricordo. Provate allora ad attualizzare la storia del milite ignoto e immaginate chi possa essere oggi il milite ignoto, quell’Antonio Bergamas che si è sacrificato per gli altri, magari quel vostro compagno di scuola con cui non parlate abbastanza, cosa significa oggi dare la vita per la libertà». Infine il presidente del consiglio comunale Claudio Morresi che ha ricordato come spetti alle autorità e al pubblico «non dimenticare il sacrificio di giovani che hanno dato la vita non per affermazione del proprio ego personale, ma per una battaglia e valori condivisi». La cerimonia si è chiusa poi con gli interventi degli studenti dell’Istituto comprensivo di via Tacito, dell’Ipsia Corridoni, del liceo Da Vinci e dell’Itgc Corridoni, che hanno omaggiato il milite ignoto con brani tratti da Emilio Lussu “Un anno sull’altipiano” o con riflessioni personali e lettere e cartoline dal fronte.

 

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Le forze dell’ordine schierate davanti Palazzo Sforza

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica e Giovanna Paolone Piermanni

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Il colonnello Nicola Ciccarelli, già presidente associazione nazionale bersaglieri locale

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L’intervento del sindaco Fabrizio Ciarapica

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