“La Fornarina” a Daniela Corsi

IL RICONOSCIMENTO della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, I Sacconi di San Ginesio e il Centro Internazionale di Studi Gentiliani verrà consegnato sabato 25 settembre
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Daniela Corsi

 

La Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, I Sacconi di San Ginesio e il Centro Internazionale di Studi Gentiliani, con il patrocinio del Comune, conferiranno sabato 25 settembre il riconoscimento “La Fornarina” 2021 alla dottoressa Daniela Corsi. Medico specializzato in Anestesia e Rianimazione, Daniela Corsi – già primario del Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Civitanova M. – è stata nel 2020 responsabile dell’Unità intensiva del Covid Hospital aperto presso il Centro Fiere, e nel dicembre dello stesso anno è stata nominata Direttrice Generale dell’Area Vasta 3 (Macerata – Civitanova M. – Camerino) dell’Asur Marche. Attiva nell’”Associazione regionale emergenza sanitaria e sociale”, ha partecipato a vari gruppi di soccorso, in occasione del terremoto all’Aquila e in Kosovo. «Il riconoscimento a Daniela Corsi, esempio di impegno sociale e professionalità, va ad uno dei medici che più si sono distinti nell’affrontare con senso di umanità, la fase più drammatica dell’emergenza sanitaria da Covid – si legge in una nota -.  Attraverso Lei si vuole ricordare e “premiare” anche l’intera categoria del personale sanitario che, con dedizione e grande sacrificio, ha salvato innumerevoli vite umane nei nostri territori. Come da tradizione il riconoscimento è conferito dalla Confraternita dei Sacconi di San Tommaso in stretta collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Gentiliani. Queste due realtà associative di San Ginesio sono entrambe legate alla memoria del grande giurista e intellettuale umanista, Alberico Gentili (San Ginesio 1552 – Londra 1608), padre fondatore del diritto internazionale moderno. Nato da una illustre famiglia sanginesina di uomini d’arme, medici e giuristi, Alberico, come il resto dei suoi parenti e antenati, apparteneva a questa confraternita, allora dei Flagellanti o Battuti, che, fondata con atto redatto presso il Capitolo Vaticano nel 1338, vive e opera ancora nel suo complesso originario. Tale singolare vocazione alla comprensione di un genere allora senza diritti, unita alla leggenda locale della virtuosa piccola fornaia, che salva la comunità dall’assalto proditorio notturno del nemico, risvegliando la cittadina immersa nel sonno, e dandole così l’opportunità di difendere la propria libertà comunale, ha suggerito e dato il nome alla trasformazione in chiave moderna di un’attenzione sempre viva all’altra metà del cielo, che oggi esprime diversamente il proprio ruolo sociale».



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