Le star di Bocelli scaldano
la notte gelida dello Sferisterio:
trionfano musica e beneficenza (Foto)

MACERATA - Una platea, al riparo sotto le coperte della Croce Rossa, ha applaudito la parata di artisti compagni del tenore nella raccolta fondi a favore dei territori terremotati. Tanti i talenti presenti per uno spettacolo variegato e di prim'ordine. Al termine il tenore si è esibito in due brani simbolici per infondere forza e speranza: l'inno di Mameli e un'aria della Traviata

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Il palco dello Sferisterio

 

di Marco Ribechi (foto di Fabio Falcioni)

Nella notte glaciale dello Sferisterio Andrea Bocelli e le stelle del suo firmamento riscaldano i cuori di Macerata. E’ stato un successo annunciato lo spettacolo promosso dalla Andrea Bocelli Foundation per raccogliere fondi a favore delle zone terremotate, fondi con cui verrà ricostruita la sede dell’Ipsia Renzo Frau di San Ginesio per trasformarla in una scuola di primissimo livello.

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Andrea Bocelli accompagnato al piano da Ramin Bahrami

I tanti ospiti protagonisti dell’evento “E lucevan le stelle” si sono susseguiti sul palco dell’arena attraversando l’arte della musica catturata da più prospettive, quella del canto, quella dell’esecuzione strumentale ma anche la danza e la canzone napoletana e contemporanea. Uno spettacolo a tutto tondo organizzato attorno al fulcro portante della notte, Andrea Bocelli, la star internazionale del canto che con la sua fondazione sta dando un enorme contributo a moltissime cause umanitarie, sia in Italia che in altri paesi bisognosi. Per la fortuna delle genti del terremoto la sua mano benevola, anche grazie a una moglie marchigiana, si è posata proprio nei comuni disastrati dal sisma con una vocazione ben precisa: ripartire dall’educazione e quindi dalla ricostruzione di scuole che possano diventare istituti d’eccellenza. Così è già avvenuto a Sarnano, a Muccia e a Camerino con l’Accademia Musicale e così avverrà anche a San Ginesio, considerando che nella notte di ieri sono stati raccolti circa 300mila euro lordi messi a disposizione dai tanti invitati al gala che, prima del concerto, prevedeva anche una cena al palazzo Buonaccorsi per cento ospiti preparata dallo chef stellato Errico Recanati oppure un aperitivo direttamente dentro il teatro lirico per mano dello stesso chef.

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Le coperte della Croce Rossa hanno salvato la serata a molti presenti

Nella notte di musica però a far da padrona, come in ogni romanticismo che si rispetti, è stata la natura che si è manifestata attraverso un costante e crescente vento gelido che ha costretto moltissimi presenti a cercare riparo sotto le coperte rosse messe a disposizione dalla Croce Rossa di Macerata. Se da un lato l’inconveniente è stato piuttosto insistente dall’altro si può pensare a una beneficenza nella beneficenza visto che i soldi delle coperte andranno a favore dell’organizzazione di volontariato. Dopo l’ingresso di una Form al gran completo e dello splendido direttore d’orchestra Beatrice Venezi, giovanissima ma già con una brillante carriera alle spalle tanto da essere stata inserita tre anni fa da Forbes nella lista dei 100 giovani sotto i 30 anni che saranno leader nel futuro, non poteva mancare l’Aida, simbolo dei cento anni della lirica maceratese. L’effetto della Marcia Trionfale, accompagnata da una coreografia del corpo di ballo, è stato subito eccitante e coinvolgente anche grazie alle immagini proiettate sul grande muro dello Sferisterio che andavano a cogliere i particolari nei visi dei musicisti e dello stesso direttore durante l’esecuzione. Una bella novità che ha permesso di cogliere in maniera più approfondita le emozioni di chi, di fatto, realizza la musica nello Sferisterio, spesso troppo in ombra e offuscato dalle rappresentazioni.

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Anastasiya Petryshakla

Dopo Verdi è stata la volta di Puccini e del soprano francese Clara Barbier Serrano che si è esibita in un’aria della Bohème. Con lei inizia la sfilata di ospiti amici di Bocelli: la violinista ucraina Anastasiya Petryshakla, il pianista di origini iraniane Ramin Bahrami che sprizzava trepidazione e gioia ad ogni nota di Bach, Xiang Chang, altra pianista però di origine cinese che si è esibita in un brano di Chopin, e poi la sassofonista Eleonora Fiorentini. La prima parte dell’evento si conclude così con l’ingresso della tanto attesa star Andrea Bocelli che, accompagnato al piano da Bahrami, si è esibito nell’Ave Maria di Schubert. Il tempo dell’intervallo e il palco viene conquistato da un’altra stella mondiale questa volta della danza, si tratta di Eleonora Abbagnato, già regina dell’Opéra di Parigi impegnata in un passo a due ispirato alle musiche dell’Ultimo Bacio, il film di Gabriele Muccino.

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Serena Autieri intervista Andrea Bocelli

E’ il momento dell’intervista al Maestro Bocelli che si siede al piano per una chiacchierata con la presentatrice Serena Autieri a cui l’anchor man della serata Paolo Notari lascia volentieri spazio. Il Maestro, accompagnando la chiacchierata al pianoforte, spiega gli intenti della sua fondazione e racconta anche della sua ammirazione per il tenore anconetano Franco Corelli, uno dei motivi per cui ha deciso di iniziare a cantare, scoperto grazie a un cd regalatogli dalla nonna. La notte a questo punto si trasforma, dalla musica classica e lirica si passa a quella moderna e contemporanea. Prima la stessa Autieri si esibisce in due canzoni napoletane e poi entra in scena il flautista Andrea Griminelli, autore forse del momento più coinvolgente della serata. L’artista infatti, accompagnato sempre dalla Form, ha offerto una selezione dei brani di Ennio Morricone resi famosi anche per il contributo del grande fischiatore Alessandro Alessandroni. I brani di Morricone, romantici e allo stesso tempo incalzanti, resi ancora più potenti dalla presenza della Form, hanno riscosso il tripudio di applausi dei presenti.

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Eleonora Abbagnato

C’è ancora spazio per Ilaria Della Bidia con What a wonderful world e per l’orchestra di fiati di Camerino prima del momento finale che vede l’ingresso sul palco di Giovanni Caccamo, cantautore scoperto da Franco Battiato. E proprio un omaggio al Maestro recentemente scomparso è il brano di chiusura dello spettacolo con uno dei suoi pezzi più famosi, La cura, dedicata al superamento dei mali del mondo attuale. A questo punto tutti gli ospiti, compreso Bocelli, rientrano sul palco per i saluti finali e, a sorpresa, scatta forse la hit più famosa e conosciuta nella recente storia italiana, l’inno di Mameli cantato dallo stesso Bocelli a cui il tenore farà seguire un’aria della Traviata che, intonando “brindiam”, sa di buon auspicio per il futuro e per una ricostruzione che si spera possa accelerare per ridare dignità ai popoli della montagna marchigiana.

 

Andrea Bocelli a Palazzo Buonaccorsi, «Sono qui per aiutare i miei vicini» (Foto)

 

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Andrea Bocelli con il soprano Clara Barbier Serrano. Di spalle il direttore d’orchestra Beatrice Venezi

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Eleonora Abbagnato

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Tanti gli ospiti in platea che hanno acquistato le coperte della Croce Verde

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Xing Chang e Eleonora Fiorentini

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Da sinistra Antonio Pettinari, Francesco Acquaroli, Giorgia Latini, Sandro Parcaroli, Mirco Carloni, Guido Castelli e Oriana Piccioni

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Diego Della Valle con la moglie

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