La lunga storia d’amore
tra famiglia Francalancia e Sferisterio

MACERATA - Giovedì 2 settembre alle 18,30, in coincidenza con la chiusura della mostra “Manifestival”, il Comune e l’Associazione Arena Sferisterio consegneranno un riconoscimento per l'affetto e passione dimostrate nella raccolta di documenti e cimeli
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mostraIn coincidenza con la chiusura della mostra “Manifestival” che, dallo scorso 15 luglio nel corridoio innocenziano ha guidato il pubblico alla scoperta delle 57 stagioni dello Sferisterio attraverso i manifesti (grazie all’amore per l’opera e per la città di due maceratesi, Andrea Francalancia e Pietro Molini), giovedì 2 settembre alle 18,30 il comune di Macerata e l’Associazione Arena Sferisterio consegneranno, nel luogo espositivo, alla famiglia Francalancia un riconoscimento per l’affetto e la passione con cui negli anni sono stati racconti documenti e cimeli che costituiscono una testimonianza unica della storia del teatro Lauro Rossi e dello Sferisterio. La mostra faceva parte delle iniziative speciali ideate per i cento anni dell’opera nell’arena maceratese ed era aperta non solo al pubblico, che ha gremito l’arena durante il festival e le altre iniziative in programma, ma anche ai turisti che hanno visitato il monumento durante la sosta in città, divenendo un ulteriore attrattiva e spunto di approfondimento sulla vita culturale cittadina.

La “storia d’amore” fra la famiglia Francalancia e lo Sferisterio è iniziata con il capostipite Angelo che ha collezionato metodicamente manifesti, locandine e foto che, già dal dopoguerra, documentano a Macerata un fermento e una ricerca di qualità, intorno alla programmazione musicale, rare per l’epoca. In seguito, l’eredità di Angelo Francalancia fu trasmessa ai figli Giorgio, Fabio, Andrea e Maria, i quali per anni si sono occupati del servizio di biglietteria dello Sferisterio, quando ancora tutto era manuale e si procedeva alla “spunta” dei biglietti sulla pianta dell’arena. La passione di Andrea Francalancia per l’opera lirica e per lo Sferisterio trovò terreno fertile negli “Amici della Lirica” (guidati dall’ingegner Calogero), raccogliendo materiale e registrando su vari supporti ogni opera in programma: questi video costituiscono una parte importante dell’archivio dello Sferisterio, così come le tantissime foto scattate durante le stagioni liriche maceratesi, raccolte nella biblioteca comunale. Un riconoscimento quindi anche per il materiale donato e messo a disposizione della comunità, per la passione con cui vengono seguite tutte le iniziative e per la passione familiare che ancora oggi Monica Francalancia, attivissima componente dei “Cento Mecenati”, continua a mantenere viva.

In occasione dell’inaugurazione a luglio, il comune di Macerata e l’Associazione Arena Sferisterio avevano invece ringraziato Pietro Molini che, come i Francalancia, ha raccolto molti materiali confluiti sempre nel prezioso fondo custodito nella biblioteca Mozzi-Borgetti. Il Macerata Opera Festival è realizzato dall’Associazione Arena Sferisterio con comune di Macerata, provincia di Macerata, ministero della Cultura, regione Marche e grazie ad un gruppo di privati. «Un ringraziamento particolare ai cento mecenati che sostengono attraverso Art Bonus l’attività del festival», conclude la nota.

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