«Elcito senza parcheggi a Ferragosto,
ho il morale sotto i piedi
e sono tentata di non riaprire»

SAN SEVERINO - Lo sfogo di Roberta Cuomo, la titolare del punto ristoro il Cantuccio: «Le poche persone coraggiose costrette ad affrontare una camminata di venti minuti a piedi, ripida e dissestata, sotto un sole cocente»
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Il punto di ristoro e Roberta Cuomo (nel tondo)

 

di Monia Orazi

Niente parcheggi ad Elcito, turisti costretti a camminare venti minuti sotto il sole cocente e nel fine settimana di Ferragosto, con il pienone a Canfaito e San Vicino la piccola frazione resta blindata, con grandi difficoltà per il piccolo ristoro che conta sul turismo per rimanere aperto. Ancora una volta dopo l’annuncio di un’ordinanza per chiudere l’accesso alla strada provinciale che conduce alla frazione settempedana, definita il “Tibet delle Marche”, poi ritirata, è Roberta Cuomo 26enne titolare del ristoro “Il Cantuccio” a denunciare sui social la difficile situazione che si trova costretta a vivere, tanto che sta pensando di chiudere bottega. «Oggi dopo quanto accaduto nel weekend di Ferragosto sono con il morale sotto i piedi al punto di essere stata tentata a non aprire il mio ristoro, cosa che potrebbe accadere definitivamente a breve – si è sfogata sui social la giovane – nel fine settimana di Ferragosto, dove la faggeta di Canfaito era stracolma di persone ed oltre mille macchine nel parcheggio, stessa cosa sui prati del Monte San Vicino e Pian dell’Elmo, a Elcito c’erano i Rangers, un gruppo di ragazzi in mimetica pagati dal comune di San Severino incaricati di regolamentare l’accesso al paese in funzione dei posti liberi. Considerati i pochissimi posti auto consentiti al parcheggio, praticamente tutti occupati dai proprietari di seconde case e dai molti loro amici venuti a festeggiare il Ferragosto, i posti liberi erano praticamente inesistenti».

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In pratica è risultato molto difficile accedere ad Elcito, come racconta la giovane, che spiega come i problemi di mancanza di parcheggio, mettano a rischio la sua attività che vive solo di turismo: «In questo modo non veniva consentito l’accesso al paese, dirottando il traffico direttamente verso il monte o costringendo le poche persone coraggiose ad affrontare una camminata di venti minuti a piedi, ripida e dissestata, sotto un sole cocente, ritenuta però da alcuni la soluzione più adatta per agevolare il turismo. Ciò che si aggiunge a togliermi la grinta e la voglia di andare avanti, è stata una voce ufficiosa la quale ci ha messo a conoscenza della probabile chiusura del piccolo parcheggio di fronte al ristoro, in quanto dicasi privato, anche se in più di venti anni di esistenza nessuno aveva mai avanzato pretese. Se ciò accadesse senza un’alternativa di sosta, il mio punto di ristoro, che vive solo di turismo, non avrebbe più senso di restare aperto. Volevo dire a tutti coloro che stanno architettando il tutto affinché questo accada che probabilmente a breve avranno raggiunto il loro obiettivo».

 

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