Abbattuto il villaggio abusivo
realizzato sul lungomare,
30mila euro di multa al ristoratore
PORTO RECANATI - La Finanza scoprì l'anno scorso 18 manufatti realizzati illegalmente, tra cui una sauna e alcuni mini appartamenti, su un'area di 20mila metri quadri. Il responsabile ha patteggiato e la zona è stato riportata allo stato originario

Il villaggio abusivo che era stato scoperto dalla Finanza l’anno scorso
Abbattuto il villaggio abusivo con tanto di sauna e mini appartamenti realizzato sul lungomare di Porto Recanati. Il ristoratore ha patteggiato sei mesi, per lui anche una multa di 30mila euro. L’area è stata dissequestrata. Si è conclusa dunque la vicenda iniziato a ottobre dell’anno scorso, quando i finanzieri della Tenenza dei Porto Recanati, durante un controllo del litorale costiero, scoprì vicino a un ristorante, alcuni manufatti di recente realizzazione, nascosti dalla folta vegetazione composta principalmente da canneti. La presenza di attrezzature e materiali impiegati nell’edilizia e l’assenza di cartelli indicanti gli estremi delle autorizzazioni per il compimento di opere murarie, avevano insospettito i militari che così dopo gli accertamenti scoprirono che si trattava di una serie di abusi edilizi, realizzati peraltro un’area soggetta a vincolo paesaggistico e collocata in zona sismica.
Erano stati individuati 18 manufatti in muratura e prefabbricati tra cui alcuni mini appartamenti, un locale adibito a sauna e altre unità adibite a deposito, per complessivi 1.230 metri cubi circa su un’area di 20mila metri quadri. In seguito a quanto accertato dalle Fiamme gialle, il Gip aveva così disposto il sequestro preventivo della zona. A seguito di tale provvedimento, il ristorante si è impegnato ad abbattere quanto edificato illegalmente, chiedendo all’autorità giudiziaria di poter ottenere la disponibilità di accesso all’area sottoposta a sequestro, per rimuovere i manufatti. In pochi mesi, come constatato dalle Fiamme Gialle con la collaborazione dell’Ufficio Urbanistica del Comune, è stato ripristinato lo stato originario dei luoghi, mediante demolizione di quanto realizzato abusivamente. Ripristinato lo stato originario dei luoghi, l’avvocato del ristoratore ha avanzato richiesta di patteggiamento, a fronte della quale, il Gip di Macerata, preso atto dell’assenso della Procura, ha emesso sentenza di applicazione della pena di sei mesi di carcere (pena sospesa) e di 30mila euro di multa, disponendo il dissequestro dell’area. I Finanzieri hanno quindi rimosso i sigilli che delimitavano l’area, la quale è ritornata nella disponibilità del ristoratore.
Villaggio abusivo sul lungomare con sauna e mini appartamenti: un ristoratore nei guai
Solite contumelie, battibecchi, luoghi comuni (da Roma in giù…) e fraintendimenti: 20.000 metri quadri di terreno (sicuramente l’intera area) nella foga di denunciare l’orribile misfatto diventano metri quadri edificati, (20.000 mq sono centinaia di appartamenti) in realtà probabilmente baracche nascoste dalla vegetazione e giustamente fatte demolire…