L’Area vasta si muove a noleggio,
auto ibride e in affitto:
meno spese e mezzi più sicuri
MACERATA - L'azienda sanitaria rinnova il parco mezzi, quelle di proprietà saranno messe in vendita
di Luca Patrassi
Cambio di scena per il parco auto dell’Area Vasta 3. Definita la procedura gestita dalla Consip e l’Av3 ha in questi giorni pubblicato la determina, firmata dalla direttrice Daniela Corsi, per il noleggio dei mezzi dall’operatore risultato aggiudicatario della procedura nazionale. La spesa è di 837mila euro, il periodo coperto è di sei anni, le auto che saranno messe nella disponibilità dell’Av3 sono 57 Panda Hybrid (canone mensile di 108 euro più Iva), 3 Jeep Renegade 4×4 (207 euro), 1 Fiorino cargo (183 euro), 11 Ford Focus ibrido (174 euro) e cinque Renault Clio (123 euro). Il ricorso alla piattaforma Consip, l’abbassamento delle tariffe e il passare degli anni tra una procedura e l’altra hanno fatto sì che il costo dell’operazione rimanga simile al precedente nonostante l’aumento del numero di auto messo a disposizione dell’Area Vasta 3. L’Av3 fermerà gli autoveicoli di proprietà e cercherà di venderli per lasciare le porte aperte ai mezzi in noleggio. Le motivazioni della scelta: «Lo stato di usura dei veicoli in proprietà – si legge nell’atto Asur – comporta il frequente ricorso ad interventi di manutenzione e riparazione ripetuti ed onerosi, i fermi temporanei determinati dal ricovero presso le officine limita la disponibilità di veicoli e quindi il possibile impiego nel ciclo produttivo aziendale; la vetustà incide sui consumi di carburante considerato che tali automezzi sono privi di motorizzazioni green o ad alimentazione alternativa che comporta conseguentemente la mancata rispondenza alla normativa in materia di emissioni di Co2. La dismissione dei veicoli di proprietà determinerà la cessazione dei costi sostenuti per le polizze di assicurazione e per i bolli, inoltre potranno prevedersi degli introiti a seguito della loro messa in vendita. I costi discendenti dal noleggio dei nuovi veicoli che andranno a sostituire quelli di proprietà compenseranno i costi cessanti determinati dagli oneri di manutenzione e riparazione, dall’acquisto di pneumatici, da quelli di bollo ed assicurazione ed in parte dal minor costo per la fornitura di carburante, considerate le nuove motorizzazioni Hybrid». Altra motivazione è mettere a disposizione dei dipendenti mezzi pienamente funzionali e dunque sicuri. «Che siano costruiti secondo gli standard vigenti, che limitino le situazioni di non uso causate da guasti ed i cui oneri di gestione amministrativo contabile siano ridotti al minimo. Dette considerazioni assumono particolare significato nel periodo emergenziale “Covid” che ha comportato una maggiore frequenza di utilizzo e l’esigenza di disporre quotidianamente di veicoli efficienti e sicuri per consentire lo svolgimento delle attività istituzionali».
