Emergenze Covid e sociale, D’Alessandro:
«Negozi a rischio, giovani senza lavoro
Più fondi e progetti per aiutarli»

MACERATA - Intervista alla vicesindaca che fa il bilancio di questi difficili mesi segnati dalla pandemia. «Vogliamo implementare i fondi per dare sostegno diretto. Tante richieste di aiuto dai commercianti. Tra i problemi c'è il disagio dei ragazzi senza impiego e che non studiano, pensiamo ad un intervento ad hoc. Barriere architettoniche? Lavoriamo per predisporre il piano di abbattimento. La città va pensata nell'ottica sociale»
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Francesca D’Alessandro

 

di Federica Nardi

Nell’anno peggiore per la tenuta sociale ed economica, è toccato a lei governare la situazione. Francesca D’Alessandro, assessora e vice del sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, inizia oggi un bilancio non facile dei progetti messi in campo. Partendo da due temi centrali per la città: le nuove povertà e la disabilità. L’appello è a non lasciarsi andare alla disperazione: «Il Covid ci ha depredato delle relazioni sociali – dice D’Alessandro -. C’è una sofferenza che ci lega tutti. E quindi possiamo parlarne, non siamo soli ad affrontarla».

A che punto sono le richieste di aiuto per l’emergenza Covid?

«Sui buoni spesa emergenza Covid – spiega D’Alessandro -, le domande sono state, tra prima e seconda tranche, 1.079 di cui 831 erogate per oltre 189mila euro. Su 220mila stanziati, quindi siamo quasi al termine di questo fondo. L’intervento è tampone, poco risolutivo, ma è un piccolo aiuto che stiamo dando e anche in tempi celeri».

Quali altre azioni di sostegno diretto ci sono state?

«Abbiamo ricevuto 5mila euro dall’Apm per buoni farmacie. Sono rimasti 1.600 euro, con circa 169 tessere erogate. La terza azione è stata Il cuore grande di Macerata. Il Comune ha messo 40mila euro, anche se dovremo implementare al più presto non appena avremo contezza della disponibilità. Con il crowdfunding sono stati invece raccolti più di 10mila euro. Le domande arrivate sono 105 e sono state evase 49 richieste, per 27.588 euro».

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Francesca D’Alessandro col sindaco Sandro Parcaroli

Da chi arrivano le richieste?

«Arrivano richieste non solo di privati per bollette e spese quotidiane, ma anche di attività commerciali. Ci sono esercenti che non arrivano più a pagare l’affitto e rischiano anche di perdere l’attività. Sulla prima tornata di domande circa la metà erano di commercianti».

La pandemia ha acuito anche i problemi sociali, come vi siete mossi?

«Innanzitutto sono stati stanziati 30mila euro per affiancare le famiglie e prevenire situazioni critiche in situazioni già fragili. Le criticità legate ai conflitti sono ovviamente aumentate a causa dei lockdown. Abbiamo creato un sostegno proprio per evitare che le situazioni degenerassero. Poi abbiamo previsto negli uffici dei Servizi sociali, oltre alla possibilità di richiedere sostegni economici, anche uno psicologo al quale ci si può rivolgere. Perché la difficoltà di questi mesi non è solo economica ma anche psicologica. La città ha un dato sconcertante: tre suicidi in sei mesi. Una cosa che ci preoccupa e ci deve mettere in allarme. Dobbiamo capire come istituzione quali sono le possibilità di aiutare le persone che hanno sofferto la solitudine. Anche per i ragazzi stiamo prevedendo un progetto di supporto e sostegno, rivolto a quella parte di gioventù che non studia né lavora e si trova in una zona grigia».

Quanto è diffuso il fenomeno in città?

«Stiamo raccogliendo i dati prima di predisporre il progetto. Ma la verità è che il Covid, ci ha depredato delle relazioni e siamo tutti in questa ‘zona grigia’. Vogliamo far capire però che c’è un filo rosso, una sofferenza, che ci lega tutti. E quindi possiamo parlarne e che non siamo soli ad affrontarla»

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Macerata ha ancora molte barriere architettoniche per chi si muove in carrozzina e non solo

Un altro tema a lei caro è quello della disabilità, cosa state progettando?

«Come assessorato ho sempre detto “meno assistenzialismo e più promozione della persona”. Vorrei che Macerata diventasse un modello di inclusione. C’è da fare tanto perché sulla disabilità c’è un grandissimo vuoto. Basti pensare che tranne l’Anfass che si occupa di cura e terapie non c’è un centro diurno per disabili degno di un capoluogo di provincia. Un obiettivo sarà quello. Sul fronte disabilità gravissima ci sono 95 domande di contributo, mentre i tirocini di inclusione sociale sono 36 in tutto. Stiamo anche attivando l’assistenza educativa domiciliare per supportare le abilità genitoriali e rafforzare l’autonomia delle persone».

E le barriere architettoniche?

«Stiamo lavorando con l’Urbanistica per predisporre il Piano abbattimento barriere architettoniche, che non si fa da 40 anni anche se è obbligatorio per legge. Il punto di partenza è: se in città sta bene il disabile, sta bene tutta la cittadinanza. Presto convocheremo anche un tavolo con le associazioni che si occupano di disabilità. Fino a oggi è mancato un coordinamento. Un altro discorso ad esempio è quello dell’autismo, una patologia incrementata negli anni. a questo dedicheremo un incontro estivo».

Come si coniuga tutto questo con il resto dei lavori in Giunta?

«Stiamo lavorando trasversalmente con gli altri assessorati, perché tutti hanno un risvolto sociale. La città va pensata nell’ottica del sociale. Vorrei che questo si evidenziasse con il mio assessorato».



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