Rissa e tentata estorsione al Baxter,
proscioglimenti e rinvii a giudizio

POTENZA PICENA - In sette erano sotto accusa, tutti sono stati assolti dalla rissa. Tre persone a processo per tentata estorsione e tentato incendio, due per lesioni e danneggiamento
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Da sinistra gli avvocati Giampiero Emiliozzi, Olindo Dionisi, Eleonora Verdini, Marco Fabiani

 

di Gianluca Ginella

Una spedizione punitiva alla discoteca Baxter degenerata in rissa: sette le persone sotto accusa. Oggi sono stati tutti prosciolti per la rissa, di loro però tre sono stati rinviati a giudizio per tentata estorsione e tentato incendio, due sono stati assolti (hanno fatto il rito abbreviato), e altri due sono stati rinviati a giudizio per lesioni e danneggiamento. I fatti che venivano contestati in una udienza che si è svolta oggi davanti al gup del tribunale di Macerata risalgono alla notte tra il 14 e il 15 settembre del 2013. Era stato allora che Gianluigi Barone, 30 anni, residente a Porto Recanati, Massimiliano Barone, 50, residente a San Giorgio a Cremano, e Pasquale Barone, 55, residente a Porto Recanati, avrebbero compiuto una incursione alla discoteca Baxter per una questione nata dalla rescissine del contratto di gestione di un parcheggio adiacente della discoteca che in precedenza era stato affidato a Gianluigi Barone. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, i tre uomini avrebbero portato con loro una tanica con all’interno del liquido infiammabile che in parte avrebbero versato a ridosso del cancello della discoteca con l’intenzione di causare un incendio, cosa che poi non era avvenuta.

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L’avvocato Paolo Rossi

Inoltre, continua l’accusa, avrebbero danneggiato il cancello abbattendolo con una moto. Con loro avevano anche dei bastoni di legno che avrebbero usato nella rissa che poi si sarebbe verificata al di fuori della discoteca. Alla rissa avrebbero preso parte anche, sempre secondo l’accusa, due buttafuori, Nicola Borgogna, 36, residente a Macerata, e Gianluca Talamonti, 49, di Porto San Giorgio, il titolare del locale, Denni Bianchetti, 35, residente a Montelupone, e Moreno Pazzelli, 42, di Tolentino. Bianchetti e Pazzelli, difesi dagli avvocati Olindo Dionisi e Giampiero Emiliozzi, hanno chiesto di fare il processo con rito abbreviato e oggi sono stati assolti con formula piena dal gup Claudio Bonifazi. Gli altri imputati (che faranno il rito ordinario) sono stati prosciolti dall’accusa di rissa ma rinviati a giudizio per altri capi di imputazione. In particolare, i tre Barone per tentato incendio e tentata estorsione (sono difesi dagli avvocati Eleonora Verdini e Marco Fabiani), mentre Talamonti (difeso dall’avvocato Paolo Rossi) e Borgogna per lesioni e danneggiamento. Il processo si aprirà i 7 febbraio del prossimo anno, per alcuni capi di imputazione pende la prescrizione.



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