I parlamentari dem scrivono al ministro
«Rimuova Filisetti dall’incarico»

IL CASO - Dopo le polemiche sulla lettera per il 25 aprile del direttore dell'Ufficio scolastico regionale, accusato di aver paragonato fascisti e partigiani, Mario Morgoni, Alessia Morani e Francesco Verducci hanno inviato una missiva a Patrizio Bianchi: «Si è contraddistinto in prese di posizione intrise di retorica nazionalistica, inneggianti alla "bella morte" e al valore quasi catartico della guerra e da ultimo con aperte omissioni e distorsioni di eventi fondanti la convivenza democratica del nostro paese»
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Da sinistra Alessia Morani e Mario Morgoni

 

«Facendo un cattivo uso della sua posizione pubblica di guida e punto di riferimento del mondo della scuola, Filisetti si è contraddistinto in prese di posizione intrise di retorica nazionalistica, inneggianti alla “bella morte” e al valore quasi catartico della guerra e da ultimo con aperte omissioni e distorsioni di eventi fondanti la convivenza democratica del nostro paese. Lo ha fatto nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche ed educative inviando messaggi in occasione delle celebrazioni nazionali del 4 novembre e del 25 aprile. Missive di stampo propagandistico, revisioniste, con inaccettabili falsificazioni della verità storica, offensive delle istituzioni democratiche dello Stato per le quali in primo luogo un funzionario pubblico è tenuto a mostrare rispetto». Sono le parole dei parlamentari dem delle Marche Mario Morgoni, Alessia Morani e Francesco Verducci, che hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione per chiedere di rimuovere dal suo incarico il direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Marco Ugo Filisetti negli ultimi giorni è infatti finito nuovamente nell’occhio ciclone, dopo le parole usate per il 4 novembre in cui molti ci avevano letto una chiamata alle armi, per la lettera inviata agli studenti per la Festa della liberazione, perché accusato di aver paragonato fascisti e partigiani. Tanto che sono state raccolte anche 2mila firme tra docenti, studenti e personale Ata per chiedere al presidente Mattarella di intervenire e i gli studenti hanno organizzato un corteo di protesta.

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La lettera di Filisetti per il 25 aprile (clicca sull’immagine per leggerla integralmente)

«In occasione delle celebrazioni del 4 novembre – continuano i parlamentari dem – il direttore rivolse ai giovani studenti marchigiani un testo gonfio di retorica militarista e di esaltazione della morte in guerra da additare ad esempio ai giovani. Un manifesto nazionalista che esaltava stati d’animo e atteggiamenti bellicosi e aggressivi proprio nel momento in cui nel nostro paese si stavano manifestando in misura inquietante episodi di intolleranza e violenza di marca razzista e neofascista. Successivamente a quei fatti vi furono diverse e sdegnate reazioni e iniziative da parte della società civile, del mondo della scuola e anche parlamentari, per chiedere al suo predecessore di prendere provvedimenti di censura nei confronti del dott. Filisetti. In occasione del 25 aprile lo stesso ha reiterato questo atteggiamento oggettivamente provocatorio comunicando asetticamente agli studenti che il 25 aprile si celebrerebbe la fine della seconda guerra mondiale (senza alcun cenno alla Liberazione dal nazifascismo) e che quella vicenda avrebbe salomonicamente visto “un’Italia che si è fronteggiata per i rispettivi sogni e le rispettive passioni” omettendo qualsiasi riferimento allo scontro tra libertà e tirannide che ha caratterizzato quell’ epoca storica ed equiparando di fatto fascisti e partigiani . A seguito della sconsiderata lettera del 25 Aprile, docenti, studenti e personale Ata delle Marche si sono mobilitati sottoscrivendo una petizione con oltre 2000 firme».

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Marco Ugo Filisetti

Morgoni, Morani e Verducci citano anche il caso di Porto Recanati. «Va altresì sottolineato che Filisetti – aggiungono – ha fornito una ulteriore e non commendevole prova del suo approccio ideologico, nella vicenda che ha riguardato l’istituto Enrico Medi” di Porto Recanati. Il Comune della Provincia di Macerata, a causa della presenza del complesso Hotel House, conta una percentuale di cittadini stranieri che sfiora il 20 % e molto di più tra i bambini in età scolare. Per questo in molte classi c’è un’incidenza di bambini non italofoni superiore al 50%. L’Istituto ha tentato in ogni modo di dare soluzione a tale problema con l’adozione del “tempo misto”, che avrebbe consentito di distribuire più equamente gli alunni nelle classi per permettere un proficuo svolgimento dell’attività didattica. Filisetti si è pervicacemente e sistematicamente opposto senza valide motivazioni e senza affacciare possibili alternative, dimostrando non solo insensibilità verso le criticità sopra menzionate, ma respingendo con veemenza, le soluzioni che il Collegio docenti e il Consiglio d’istituto avevano proposto e deliberato facendo tesoro dalle esperienze di altre scuole d’Italia, applicate da anni in virtù dell’autonomia scolastica e rese pubbliche dai relativi Ptof. Il problema permane infatti nell’attuale anno scolastico. Per tutte queste ragioni – concludono – riteniamo che le condizioni oggettive e ambientali non consentano al Filisetti di espletare in modo proficuo il suo incarico di direttore Ufficio scolastico delle Marche. Per questo le chiediamo di destinare Filisetti ad altro incarico al fine di poter ripristinare una condizione di normalità nella guida del sistema scolastico delle Marche».

 

 

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