Macerata città-cantiere,
controlli serrati sulle ditte:
17 multe da inizio anno
IL QUADRO dei lavori nel capoluogo: 102 concessioni attive a luglio, 22 cantieri nel centro storico, e 352 occupazioni di suolo pubblico autorizzate nel primo semestre. Pochi gli sforamenti sui tempi, ma diverse prescrizioni violate su sicurezza e fluidità del traffico

Il comandante Danilo Doria
di Mauro Giustozzi
I cantieri a Macerata sono un leitmotiv che accompagna il capoluogo da molti anni a questa parte. Con la duplice visione di una città che si rinnova a livello urbanistico e stradale ma pure che va incontro a disagi, difficoltà, soprattutto per chi ci abita, ci vive e ci lavora. Anche nel 2026 non diminuisce il numero di aree di costruzione nel capoluogo, confermando quello che è il trend degli ultimi anni. Allo scorso mese di luglio il numero delle concessioni attive in città è di 102, di cui ben 22 sono i cantieri in centro storico.
Un andamento costante e continuo quello dei cantieri edili, tra ricostruzione post sisma e vari bonus. Ventidue cantieri in centro storico sono poco più di un quarto di tutti quelli che sono aperti nel capoluogo, sempre in riferimento alle richieste di occupazione suolo pubblico fatte al Comune, anche perché ci sono poi cantieri più piccoli che non hanno questa necessità e che sono stati comunque aperti e che fanno ulteriormente lievitare questo numero. Nella maggior parte dei casi le imprese che aprono aree dove installare propri mezzi e materiali per il recupero di immobili sono rispettose delle prescrizioni che vengono emanate dagli uffici competenti della Polizia locale.
Ma non tutte le aziende hanno questo comportamento: in casi di mancato rispetto scattano delle sanzioni, anche piuttosto onerose, nei confronti di quelle ditte che sforano le tempistiche di conclusione lavori, in verità poche, ma molte di più sono quelle che invece non rispettano le prescrizioni come ad esempio riposizionare la segnaletica stradale verticale ed orizzontale nell’area che è stata oggetto di cantiere, oppure riasfaltare la zona che è stata oggetto di lavori del cantiere.
In questi casi l’operato della Polizia locale guidata, dal comandante Danilo Doria, è inflessibile. I controlli vengono effettuati, e sono aumentati con la chiusura delle scuole che ha consentito un maggior dispiego di vigili urbani verso questo servizio. E così da inizio anno sono stati elevati per tali violazioni ben 17 verbali nei confronti di altrettante ditte: nello specifico 4 multe sono scattate per la violazione dell’articolo 20 del codice della strada che interessa chiunque occupi abusivamente il suolo stradale o non rispetti le prescrizioni dell’autorizzazione ed è soggetto a una sanzione amministrativa che va da 173 a 664 euro. Inoltre, è sempre obbligato a rimuovere le opere a proprie spese.
Ma la maggior parte delle violazioni ha riguardato l’articolo 21 del Cds: ben 13 sono state le sanzioni elevate dalla Polizia locale nei confronti di imprese che non rispettano la norma che indica che chiunque effettui lavori o depositi deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità del traffico, sia di giorno che di notte. Il personale che opera in prossimità dei cantieri o è esposto al traffico deve essere reso chiaramente visibile con appositi indumenti.
Ebbene qui le multe sono ancor più salate e oscillano da 866 a 3.464 euro con la sanzione accessoria di obbligo di rimozione delle opere abusive a carico dell’autore e a sue spese. Queste normative interessano anche da vicino tutte quelle imprese che operano in sub appalto per aziende come Enel, Tim, per il rinnovo delle linee elettriche o della fibra telefonica che pure in città sono una parte rilevante dei cantieri aperti attivi. Tornando ai numeri su mobilità, sicurezza ed occupazione del suolo pubblico nei primi sei mesi dell’anno sono state concesse 739 autorizzazioni. Concessioni di suolo pubblico per apertura cantieri e scavi sono state 352. Le restanti autorizzazioni riguardano attività burocratiche amministrative.