«Visita urgente per mio padre,
si prenota solo di persona
Lunga fila al Cup tre giorni di seguito»

SANITA' - Massimo Medei di Treia racconta la trafila che ha dovuto fare: «Se una persona anziana non ha familiari che se ne occupano come dovrebbe fare?»
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Il Cup dell’ospedale di Macerata

«In tempo di Covid, è normale doversi presentare obbligatoriamente di persona al Cup per prenotare una visita urgente. E se una persona anziana non ha familiari che se ne occupano come dovrebbe fare?». A sollevare la questione è Massimo Medei di Treia. Nei giorni scorsi suo padre ha avuto una brutta infiammazione e nel seguirlo ha incontrato non poche difficoltà, legate all’organizzazione, anche burocratica, delle strutture. «Il giorno di Pasquetta mio padre è stato dimenticato in una stanza del Pronto soccorso. Non si sa per quale motivo risultava dimesso a 30 minuti dall’arrivo senza essere visitato e senza aver visto i referti delle analisi. Fortunatamente avevo parlato con un infermiere che conosco dicendogli che era stato portato ormai da un po’ in reparto ma nessuno mi aveva fatto sapere nulla. I problemi non sono finiti, perché nei giorni successivi il medico di famiglia mi ha prescritto una visita di valutazione e mi ha rilasciato una richiesta urgente».
Il giorno seguente Medei ha chiamato il Cup per la prenotazione: «Dopo 43 minuti di attesa, mi è stato detto che le prenotazioni urgenti non si possono lavorare per telefono ma bisogna presentarsi personalmente ad uno sportello. Smetto di lavorare prendo la macchina. Vado allo sportello di Macerata, faccio la fila. Presento la richiesta e mi dicono che non c’è posto. Chiedo spiegazioni visto che mi hanno fatto presentare personalmente ed ho una richiesta urgente. Mi rispondono di provare il giorno successivo visto che la richiesta vale 3 giorni. Il giorno successivo smetto di nuovo di lavorare, mi reco di nuovo allo sportello e dopo l’ennesima fila riesco a trovare un appuntamento all’ospedale di Civitanova. Sono stato fortunato a non dovermi ripresentare per il 3° giorno consecutivo con il rischio di non trovare posto neanche il 3° giorno e a quel punto non so come avrebbero fatto». Medei conclude richiamando l’attenzione sulle difficoltà per gli anziani: «Se mio padre fosse stato solo al pronto soccorso, quanti giorni avrebbe atteso prima che qualcuno se ne accorgesse?  Inoltre perché ci invitano a evitare file ed assembramenti poi ci fanno andare tre giorni di seguito a uno sportello per prendere un appuntamento che si potrebbe tranquillamente prendere al telefono?»

(a.p.)

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