Personale da Urbino e Ancona:
«Così ripartono le operazioni a Macerata
Prima ci vacciniamo, prima ne usciamo»

DOMANI riprende l'attività ordinaria, con 12 sedute a settimana anche per quelle programmate a Civitanova. I contagi diminuiscono ma i ricoveri no. La direttrice di Av3 Daniela Corsi: «Al momento non si vedono spiragli. Abbiamo pazienti più gravi delle altre volte e richiedono tempi più lunghi per recuperare»
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Uno dei container fuori dall’ospedale di Macerata

 

di Federica Nardi

Domani ripartono le sedute operatorie a Macerata dopo una settimana di stop. «Saranno 12 alla settimana e copriranno anche gli interventi programmati dell’ospedale di Civitanova, dove invece l’attività resta sospesa». A spiegarlo Daniela Corsi, direttrice di Area vasta 3. La riapertura dell’attività ordinaria alla Chirurgia di Macerata è frutto di una mano tesa da parte di altre strutture, che consentiranno inviando personale specializzato di “liberare” gli anestesisti impegnati nel Covid center di Civitanova. «Urbino ci aiuta con due anestesisti, il Salesi con uno, più altre collaborazioni di altre strutture – spiega Corsi -. Questo ha fatto sì che abbiamo potuto ritirare alcuni anestesisti dal Covid center per impiegarli nelle sedute operatorie».

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Daniela Corsi al Covid center

Sull’ospedale di Civitanova nessuna certezza a breve termine: «Speriamo che il reparto si liberi presto ma anche se si libera c’è sempre il problema degli anestesisti. Al momento non si vedono spiragli. I reparti Covid sono attivi e sempre pieni. La situazione non accenna a diminuire. Però di positivo c’è una riduzione degli afflussi al Pronto soccorso. Ora la priorità è curare i pazienti gravi di Terapia intensiva, che sono più gravi delle altre volte e richiedono tempi più lunghi per recuperare. E sono sempre giovani sulla cinquantina, alcuni senza altre malattie e che hanno riportato danni polmonari gravissimi».

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Il centro vaccinale di Macerata a Piediripa

Per capire insomma perché a fronte dei contagi in diminuzione gli ospedali sono sempre pieni, bisogna considerare quanto dura la malattia causata dal Coronavirus. «Un ricovero può durare anche un paio di mesi – spiega la direttrice -. Prima con un mese riuscivamo a tirarli fuori dal ricovero, adesso è sempre più difficile e dipende sicuramente anche dalle varianti del virus».

Per Corsi c’è un’unica vera soluzione per evitare di ricadere continuamente nell’emergenza: «Bisogna vaccinare il più possibile dato che la vaccinazione ci preserva anche dalle varianti. Prima ci vacciniamo tutti, meglio è. Le varianti ci saranno sempre in un virus, non le possiamo evitare. Ma avere una copertura vaccinale dà una protezione. A volte anche chi si vaccina si ammala, ma non con la stessa gravità di una persona non vaccinata».



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