Lavori al pronto soccorso,
dopo un anno si torna al progetto

CIVITANOVA - Le opere, oggetto di una delibera del maggio 2020, sono per la sistemazione di alcuni locali, al costo di 216mila euro. Una determina dispone ora che vengano riviste alcune scelte rispetto a quelle iniziali
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Il pronto soccorso di Civitanova

 

Una determina per ridefinire i contenuti dell’incarico per la progettazione di lavori stimati in circa 216 mila euro per sistemare alcuni locali del Pronto Soccorso dell’ospedale di Civitanova. Emergenza Covid, per capirsi. Solo che ad un normale cittadino la parola emergenza suggerisce concetti diversi da quelli di cui si nutre invece la burocrazia quando si parla di appalti pubblici con buona pace di chi vorrebbe costruire ospedali in pochi anni o di chi vorrebbe sistemare in poche settimane i due piani grezzi dell’ospedale di Civitanova. Quelli che invece del Covid Hospital si poteva fare in fretta ben altro… Bene, anche la determina appena pubblicata all’albo pretorio dell’Av3 a firma della direttrice generale Daniela Corsi conferma il solito schema. Tralasciando la premessa, che è fatta di una paginata di richiami a decreti e delibere varie, c’è anche un decreto ministeriale “sbloccacantieri” – sia scritto senza ironia – del 2019, la storia in questione parte nel maggio del 2020 con la giunta Ceriscioli che delibera il varo di una delibera il cui oggetto recita: «Epidemia Covid-19: piano di riorganizzazione delle attività di ricovero ed ambulatoriali presso le strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate del sistema sanitario regionale». Si arriva al primo dicembre scorso: determina finalizzata ad un intervento da realizzare al Pronto Soccorso dell’ospedale di Civitanova per un importo stimato in circa 216mila con affidamento del servizio di progettazione. A febbraio il direttore del presidio sanitario Carlo Di Falco, «in considerazione – è scritto nell’atto – del protrarsi della situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, che ha modificato le scelte organizzative dei percorsi interni separati e l’individuazione di aree distinte di permanenza per pazienti sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi, ha chiesto di potere effettuare alcune modifiche rispetto alle scelte iniziali previste». Quindi cambio di rotta e integrazione per i progettisti. Come dire, passano i mesi, quasi un anno, pur in piena emergenza Covid e siamo all’affidamento della progettazione.

(l. pat.)

 

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