E’ morto Ulivetto Aguzzi,
il “compagno” di Urbisaglia
AVEVA 92 anni, dopo una caduta in casa si era fratturato il femore. Ricoverato in ospedale, aveva contratto il Covid. Ha militato nel Pci dal 1945, Piero Fassino gli ha regalato una targa per i 60 anni nel partito. Il ricordo di Giovanna Salvucci: «Comunista convinto, il parroco lo fece sposare in sacrestia»

Ulivetto Aguzzi, detto Livetto
Urbisaglia perde un pezzo importante della sua storia: a 92 anni è morto Ulivetto Aguzzi, per tutti “Livetto”. Qualche giorno fa era caduto in casa, ciò gli aveva provocato la rottura del femore. All’ospedale di Macerata, però, è stato contagiato dal Covid. A nulla è valso il trasferimento al Covid center di Civitanova, dove si è spento in serata. Nato il 28 febbraio 1929, muratore, ha sempre vissuto nella frazione Convento insieme alla moglie Maria. È molto conosciuto, sia ad Urbisaglia (di cui è stato assessore ai lavori pubblici dal 1970 al 1975) che in Provincia, per la fervente militanza politica: nel Pci, nel Pds, nei Ds e ultimamente nel Pd.

Livetto e Giovanna Salvucci
«Proprio per il suo essere convinto comunista, il giorno del matrimonio il prete non lo fece sposare in chiesa ma in sacrestia – racconta Giovanna Salvucci, iscritta al Pd di Urbisaglia -. È stato sempre fedele alla linea maggioritaria del partito. Tranne gli ultimi anni, ha partecipato alle feste dell’Unità nazionali con il pullman della sezione di Urbisaglia. Era conosciuto molto in giro per la sua militanza. Ogni anno alle feste dell’Unità in paese invitava figli, nuore e nipoti. C’erano intere tavolate degli Aguzzi. Non badava a spese, lo faceva perché anche quella era una forma di finanziamento per il partito. Livetto ci lascia molti insegnamenti: la fedeltà ai suoi ideali, l’amore incondizionato per il partito, l’animo giovanile dell’impegno e della voglia di cambiare il mondo, di costruire un mondo più giusto. Ha fatto la sua prima tessera nel 1945 e fino alla sua morte si è sempre interessato di politica, sia locale che nazionale. Un esempio da seguire».

Livetto con la dedica ricevuta dal segretario Fassino
Significativo il momento della festa nel 60esimo anno di tessera del partito. Nella dedica inviata da Piero Fassino c’era scritto: “Il Partito dei democratici di Sinistra al compagno Ulivetto Aguzzi, iscritto dal 1945, partigiano comunista, per l’impegno profuso negli anni di attiva militanza, per il servizio reso alla città e alle istituzioni, la gratitudine e la stima del partito tutto”. Alle elezioni era sempre uno dei primi a recarsi alle urne per esprimere il suo voto. «Livetto ha lottato come sempre ma non ce l’ha fatta», scrive Lauro, uno dei tre figli (lascia anche Pino ed Elisabetta, oltre alla moglie Maria).
«Un abbraccio forte a te e a tutta la famiglia – commenta Domenico Mucci -. Per me è stato un fulmine a ciel sereno. Non sapevo dell’incidente che aveva avuto. L’ultima volta che l’ho visto, un mese fa, era molto sereno e felice che l’avevo andato a trovare. È un punto di riferimento che manca a tutti noi. Una grave perdita per il Pd e la comunità di Urbisaglia. Ancora siamo con il cuore spezzato dalla morte di Lina, questa ulteriore perdita non ci voleva proprio».

Livetto alla festa dei 90enni in piazza ad Urbisaglia
Commovente il ricordo di Daniele Seghetta. «Io e Livetto in passato parlavamo molto, soprattutto nelle occasioni in cui ci trovavamo a casa di nonna. Mi raccontava molte storie di quando era giovane e veniva discriminato, per non dire peggio, per la sua incrollabile fede politica. Inoltre mi ricordo, con non poca commozione, il giorno che gli lessi il foglio matricolare del padre, recuperato all’archivio storico. Lui piangeva a dirotto perché non aveva mai saputo cosa avesse fatto suo padre in vita. Io in questo momento non vorrei esser triste, perché si è ricongiunto con la sua famiglia di nascita: Lisa, Anita, Maria, Flavio e Gina… ma quanto vuoto ha lasciato a noi è difficile da credere».

Livetto e la moglie Maria alla festa dell’Unità di Urbisaglia (2004)
Ciao Livetto !
Condoglianze alla Famiglia.
Caro Compagnom Livetto, con te muore un pezzo di Storia: quella dei Compagni lavoratori, pensionati, povera gente, che vedeva nel Partito Comunista la “speranza”. I Compagni si battevano e “orientavano” gratuitamente, forti nella fede religiosa che avevano nel Comunismo.
Poi, tutto è crollato.
I vecchi Partigiani dicevano: “Siamo stati traditi, dobbiamo riprendere il mitra”. Io li ricordo tutti. Ricordo la grande fede che trapelava da loro. Ricordo la loro lotta, che hanno pagato… Alcuni dovettero andare all’estero.
Ricordo un Compagno di Corridonia, che ogni domenica portava a cento famiglie l’Unità. Quando si sposò il parroco lasciò la chiesa buia. A metà della chiesa, verso la porta, venne celebrato il matrimonio, con una sola candela accesa dalla parte della futura sposa. Quando mi raccontò questa sua storia, il Compagno piangeva.
Quel partito glorioso è morto. E’ scomparso nella nebbia. Oggi, non esiste più un partito di Sinistra. C’è solo confusione mentale.