Museo della Carrozza,
premiata la guida inclusiva
«Con la pandemia ripensiamo ai servizi»
MACERATA - Il riconoscimento arriva da Unimc. L'assessore Cassetta: «La guida darà avvio ad una serie di iniziative. Sarà seguita da altre edizioni dedicate al patrimonio cittadino e da una serie di offerte educative»

Alla “Guida inclusiva al Museo della carrozza” è andato il premio Inclusione 3.0, nell’ambito della quarta edizione della settimana dell’inclusione 2021 indetta dall’Università di Macerata. Il progetto è stato premiato ieri nel corso di una manifestazione online alla quale hanno partecipato il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, il vice e assessore ai Servizi sociali Francesca D’Alessandro e l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta. La “Guida Inclusiva al Museo della Carrozza”, come si legge nella motivazione, è stata premiata perché «propone una traduzione intralinguistica (italiano-italiano) ed intersemiotica (dal codice visivo a quello verbale-acustico) della guida “Museo della carrozza. Musei Civici. Palazzo Buonaccorsi”. Grazie alla guida, il Museo diventa una realtà accessibile anche per i visitatori con disabilità, che possono partecipare attivamente attraverso modalità di fruizione personalizzate». Si basa sul principio di inclusione, nell’ottica di rendere condivisibile lo spazio e l’esperienza museale, prevedendo il coinvolgimento di ogni tipo di utenza, sia quella relativa alle diverse fasce di età, sia quella con età con esigenze specifiche.
«Si tratta di un lavoro partecipato – ha affermato l’assessore Cassetta, dopo aver ringraziato dell’importante riconoscimento l’Università di Macerata – a partire dalla sua progettazione curata dall’ufficio musei diretto da Gianluca Puliti, grazie all’intuizione e alla passione di Giuliana Pascucci e Rosaria Cicarilli, in collaborazione con Elena Di Giovanni e Francesca Raffi ed è stato realizzato con la partecipazione di Alina Pulcini e Valeria Angeletti dell’Uic e accompagnata dalla voce di Corrado Villa. Fare cultura in modo inclusivo è un’attività che i Musei civici di Macerata coltivano sin dal riallestimento del Museo della Carrozza e della Pinacoteca Civica a Palazzo Buonaccorsi. La nuova guida si pone a completamento e a coronamento dei servizi esistenti, ma allo stesso tempo dà avvio ad una serie di iniziative allo scopo di rendere sempre più partecipate e accogliente l‘esperienza di visita ai musei. Il difficile momento di pandemia che stiamo affrontando impone anche agli istituti culturali un ripensamento nella gestione dei propri servizi e della comunicazione. I musei di Macerata hanno trovato naturale affrontare questa emergenza insistendo sul concetto di inclusività. Ed è per questo che la guida sarà seguita da altre edizioni dedicate al patrimonio cittadino e da una serie di offerte educative che valorizzeranno progettualità inclusive, non solo nei musei ma ci auguriamo anche in biblioteca ed in tutti i luoghi della cultura e dell’educazione – ha concluso la Cassetta -. Un museo accessibile non è solo un museo che abbatte le barriere fisiche, ma un museo che rende comprensibili i suoi beni, rendendo fruibili a tutti le storie che racconta. Un museo inclusivo è dunque un museo prima di tutto comprensibile, cioè un luogo in cui ambienti, percorsi e contenuti siano chiari a tutti, decifrabili, intellegibili nelle forme in cui sono espressi».
Per sostenere la piena inclusione anche delle persone con disabilità, i musei hanno tessuto una rete di rapporti e collaborazioni con vari enti e associazioni come l’Afam (Associazione Familiari Alzheimer Macerata), l’Unione italiana ciechi e ipovedenti, l’Ircr, l’Anffas, il Centro di ascolto e di prima accoglienza e i vari service club cittadini. Collaborazioni che hanno permesso di progettare e mettere in atto servizi e attività mirati come materiale esplicativo in braille, modelli tattili, visite guidate con personale formato, audio descrizioni video descrittivi in Lis e tablet di sala con accesso facilitato.
Nel canale Youtube all’indirizzo https://youtu.be/Rw9Yn_Mpdyg si può visionare un breve video che mostra due ideali visitatrici colte nell’atto di sperimentare l’uso dei servizi di mediazione adottati al Museo della Carrozza.