Unimc, riflessione sulle migrazioni
Focus sul caso Hotel House

MACERATA - Al via il progetto Fami “Challenge 2.0” coordinato dalla Prefettura, che prevede formazione per operatori pubblici e studenti. Tra le esperienze raccontate durante il primo appuntamento anche quella di Porto Recanati
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L’Hotel House di Porto Recanati

 

Al via il primo laboratorio di formazione per operatori pubblici e studenti organizzato da Unimc nell’ambito del progetto Fami “Challenge 2.0” coordinato dalla Prefettura. Se la popolazione straniera soprattutto nel contesto italiano non risiede solo nelle grandi aree metropolitane, ma tende a radicarsi anche nei territori di piccoli e medi comuni e nelle aree rurali, quali sono le categorie di analisi utili per osservare il fenomeno sul territorio e quali sono gli strumenti di politica pubblica più efficaci da impiegare?

Sono queste le due domande a cui i molti relatori intervenuti hanno cercato di rispondere nel corso del primo capacity building workshop, un laboratorio di formazione su “Migrazioni oltre le metropoli. Un cambio di paradigma possibile”, organizzato ieri pomeriggio (4 marzo) dall’Università di Macerata all’interno del progetto Fami “Challenge 2.0”, coordinato dalla Prefettura di Macerata.

La tematica ha riscosso molto successo, non solo tra gli addetti ai lavori e partner di progetto, ma anche tra gli studenti – circa 300 – rimasti collegati fino alla fine. A portare i loro saluti in apertura dell’incontro sono stati il prefetto Flavio Ferdani, il sindaco di Porto Recanati Roberto Mozzicafreddo e il rettore Francesco Adornato, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Università ed enti sul territorio, ancor più in occasione di progettualità così rilevanti come il progetto Fami “Challenge 2.0”.

Lo scopo di questo primo incontro è stato quello di favorire il confronto attraverso l’illustrazione di casi di studio ed esperienze di governance. Come ha rilevato il coordinatore del progetto e docente Unimc Emmanuele Pavolini, “le situazioni di maggiore complessità abitativa che coinvolgono migranti si registrano spesso in contesti dove è avvenuto un cambio di uso degli edifici nel corso del tempo o dove sono stati compiuti errori nelle politiche urbanistiche. L’importante è cercare di comprendere e intervenire attraverso un approccio interdisciplinare, come quello utilizzato in questa giornata di studi”.

La prima sessione, “Migrazioni e territorio. Oltre le aree metropolitane”, coordinata dallo stesso Pavolini, ha accolto gli interventi più accademici e interdisciplinari: Laura Zanfrini, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Alfredo Alietti, dell’Università di Ferrara ed Eduardo Barberis, dell’Università di Urbino “Carlo Bo”.

Nella seconda sessione, “Hotel House tra realtà e sfide”, coordinata da Marta Scocco, Unimc, è stato presentato il contesto di studio e di riferimento del progetto, ovvero l’Hotel House di Porto Recanati. Sono intervenuti: Ilaria Soricetti, amministratrice; Susanna Righi, funzionario dei servizi demografici del Comune di Porto Recanati; Marco D’Annuntiis e Sara Cipolletti, dell’Università di Camerino; Ugo Maria Rolfo, Unimc.

Nell’ultima sessione coordinata da Maria Letizia Zanier, docente Unimc, sono stati infine illustrati e discussi alcuni interventi di riqualificazione urbana come il caso del Garibaldi 2 a Calderara di Reno, illustrato da Irene Priolo, assessore all’ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile della Regione Emilia Romagna, o l’esperienza a Zingonia descritta da Enea Bagini, assessore alla sicurezza, protezione civile, sport e riqualificazione urbana del Comune di Ciserano.



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