Il messaggio di Gennaro su Whatsapp
prima di essere travolto dall’auto
Il dolore dei colleghi: «Un fratello»

PORTO RECANATI - Gennaro Di Prisco, 50 anni, è morto ieri sera a Scossicci mentre faceva una passeggiata. E' sceso dal marciapiede perché un'auto ostruiva il passaggio. Lavorava come guardia giurata al porto di Ancona. «Siamo tutti molto scossi. Era una persona perbene»
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L’investimento a Porto Recanati

 

di Gianluca Ginella

«Che bella passeggiata», lo ha scritto Gennaro Di Prisco nel suo stato di Whatsapp, alle 19,30 di ieri. Circa mezz’ora dopo Gennaro, originario di Bosco reale in provincia di Napoli e residente da anni a Porto Recanati, è stato travolto e ucciso da un’auto con al volante una 27enne. Un dramma che ha colpito la città e i colleghi della Suretè, azienda di sicurezza di Ancona di cui Di Prisco, 50 anni, era dipendente.

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Gennaro Di Prisco

«Lo conoscevo sì» ha detto questa mattina un suo collega di guardia all’ingresso del porto, poi è scoppiato a piangere, si è scusato e si è chiuso nel casottino a testimonianza del grande dolore che stanno vivendo da ieri sera, quando la notizia dell’incidente sul lungomare di Porto Recanati, a Scossicci, si è diffusa. Erano le 20 circa quando Gennaro stava camminando per raggiungere la sua auto, posteggiata a 50 metri da dove è stato investito. Mancava poco ad arrivare all’auto, Gennaro è sceso dal marciapiede – secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Civitanova -, perché c’era un’auto in sosta. Ha messo il piede sulla carreggiata per girare intorno all’auto ed è stato allora che è giunta, alle sue spalle, una Lancia Ypsilon con al volante una 27enne. La ragazza ha detto di non essersi accorta della presenza di Gennaro, lo ha centrato in pieno, il corpo della guardia giurata è finito sul parabrezza dell’utilitaria, sfondandolo. La ragazza, impaurita, non si è fermata ma ha proseguito. Poi però è tornata e ha affrontato le proprie responsabilità.

«Lavorava con noi dal 2013, ormai era diventato una colonna dell’azienda – dice la direzione della Sureté – Credo la definizione migliore per descrivere Gennaro sia questa: una persona perbene. Era un fratello più che un collega. Era solare, gioviale. Stiamo avendo in questo momento tantissimi messaggi di cordoglio, non riesco a staccarmi dal telefono».

incidente-auto-investe-gennari-di-prisco-lungomare-scossicci-porto-recanati-carabinieri-FDM-10-650x433Gennaro per lavorare al porto aveva superato un esame di fronte ad una commissione prefettizia e inoltre aveva anche ottenuto un certificato con un attestato antincendio «Anche professionalmente era una persona in gamba, con esperienza – continua la direzione -. Siamo tutti sconvolti. Stiamo ricevendo messaggi di cordoglio dalle forze dell’ordine che lavorano al porto, lo conoscevano tutti». «Un incidente stradale a Porto Recanati ha portato via un componente della comunità portuale, un ottimo e apprezzato lavoratore del porto di Ancona» è il messaggio della Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico centrale. Gennaro aveva due figli, Roberto e Valeria, nati dal matrimonio con la moglie Maria Rosaria.

Ieri sera il medico legale ha svolto l’ispezione sul corpo di Di Prisco, ulteriori accertamenti la procura ha ritenuto non fossero necessari e ha dato il nullaosta per fare il funerale. L’ultimo saluto, a cura delle pompe funebri Buffarini, domani alle 15 nella chiesa del Preziosissimo sangue di Porto Recanati.

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L’auto con i segni dell’investimento

Investimento sul lungomare, morto un cinquantenne



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