Via la zona rossa dal corso di Camerino
«Giorno di speranza, è solo l’inizio»

RIAPERTO il centro storico a 1.524 giorni dal terremoto del 26 ottobre 2016. Gioia e commozione alla cerimonia. Il sindaco Sandro Sborgia: «Se c’è il sacrificio e l’obiettivo di arrivare ad un risultato, si può fare, lo dedichiamo alle nuove generazioni». Emozionati i residenti: «Riusciamo a toccare con mano la speranza di riavere la nostra città»
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La riapertura del corso di Camerino. Al centro il sindaco Sandro Sborgia

 

di Monia Orazi

Il sindaco Sandro Sborgia toglie le transenne e dopo 1.524 giorni esatti dal sisma del 26 ottobre 2016 il centro storico di Camerino riapre. Si può tornare a calpestare i sampietrini di corso Vittorio Emanuele, di piazza Mazzini, si può andare in via Massei sino all’incrocio con il polo didattico Granelli, scendendo in piazza Cavour o da via Bongiovanni, oppure dalla parte opposta ricongiungersi con via Favorino e via Betti. E’ stato riaperto in diretta Facebook il centro storico della città ducale, dopo il termine dei lavori di messa in sicurezza nella maggior parte delle zone. Mancano due cantieri in via Lili, uno nella zona del palazzo della Musica, poi entro breve anche quelle parti vedranno togliere transenne e lucchetti.

L’incredulità sta tutta nelle parole della giovane assessora Giovanna Sartori che esclama: «Finalmente posso venire qua senza dover chiedere nessun permesso». Eppure Camerino oggi non è deserta, ci sono poche famiglie che hanno avuto la casa agibile e che non se ne sono mai andate e che a vedere le autorità fare il giro della città sorridono felici.

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Fabio Sargenti

Uno è l’avvocato Fabio Sargenti che con la sua famiglia vive nel cuore dellacittà: «Noi abbiamo sempre creduto e oggi è una grandissima giornata anche per noi, veramente riusciamo a toccare con mano la speranza di riavere la nostra città, che stiamo vivendo noi che abitiamo in centro, con grandissima emozione. Ci sentiamo un po’ come l’oasi nel deserto, ho deciso con mia moglie di comprare casa in centro per vivere nel cuore, nel caos della città, invece ci siamo ritrovati dall’oggi al domani, nella più piena periferia. Oggi torniamo a vivere un po’ più il centro, è una bella sensazione per tutti».

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Karin Montali

Gli fa eco Karin Montali, maestra di yoga che al vociare della gente apre la porta di casa a sorpresa: «Noi stiamo bene, abbiamo questa casa in centro che non è stata danneggiata. Siamo emozionati perché hanno aperto il corso. Siamo contenti di sentire le voci, il parlare della gente». Ha seguito la cerimonia da casa l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli, in convalescenza: «Sono molto contento che questa giornata sia arrivata purtroppo non siamo riusciti prima di Natale, ma quando si fanno opere di un certo rilievo, si possono verificare delle incognite. La ditta che si era aggiudicata l’appalto non era riuscita a terminare i lavori prima di Natale, abbiamo dovuto attendere gennaio 2021. E’ un grande risultato ad un anno e mezzo dal nostro insediamento come amministrazione, considerando che c’è stata di mezzo la pandemia che ha creato numerosi problemi, con le aziende ferme. Quando hanno iniziato a lavorare hanno dovuto rispettare le normative anticovid, anche gli approvvigionamenti non sono sempre stati così semplici per i materiali. Nonostante tutte le difficoltà, questo per noi è un grandissimo risultato. Ringrazio l’ufficio tecnico e lavori pubblici che hanno lavorato tantissimo per raggiungere questo risultato, che è parziale. Attendiamo che partano altri due cantieri in via Lili, perché al momento c’è un problema logistico, deve terminarne uno per iniziare l’altro. Riaprire l’asse principale della città è il primo passo per iniziare a riconquistare la città pezzetto per pezzetto, il processo sarà lungo, il traguardo sarà raggiunto negli anni, passo dopo passo».

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Luca Marassi e Sandro Sborgia tolgono le transenne

 

E’ piena di emozione Lucia Jajani, la vicesindaco che nel cuore di Camerino ha sempre vissuto: «Una sensazione strana, quasi incredula, avremo bisogno di un pizzicotto perché è tanto tempo che lo aspettavamo e non ci sembra vero effettivamente di averlo realizzato e poter tornare a calpestare liberamente questo corso. Speriamo che prima possibile si animi di persone ed attività. Già una prima attività che torna in centro, il ristorante Noè di Roberto Frifrì sarà un simbolo di speranza per tutti noi. E’ l’inizio della piccola riconquista di tutto il centro, un centro di speranza».

Lacrime di commozione sincera negli occhi di Sandro Parcaroli, che prima di essere il sindaco di Macerata, è cresciuto tra le vie secolari e storiche della città, iniziando dal garage di casa la sua avventura imprenditoriale e sogna di rivederla com’era: «Sono qua invitato dal sindaco di Camerino, ma questa è la mia città. Ben volentieri sono qua e apriamo questo corso. Me lo ricordo a 15 anni, 18 anni era pieno e facevamo lo struscio. Vederlo così andiamo avanti, la speranza è vedere ripartire questa città. Sono venuto parecchie volte a Camerino, ogni volta che venivo avevo, una cosa che mi venivano le lacrime come ora, però oggi riaprire questo corso, mi sento la speranza dentro che stiamo ripartendo, questo è importante, dobbiamo ripartire per tutte le persone anziane che hanno vissuto qua e per i giovani. Dobbiamo vedere come era Camerino nel passato, vederla oggi e sperare nel futuro».

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Renzo Marinelli, Claudio Pettinari e Sandro Sborgia

Emozionato anche il rettore Unicam Claudio Pettinari: «E’ un momento di quelli che stringono il cuore. Dovremo riuscire a fare due passi per questo corso, dove ho camminato tante volte, da bambino, da ragazzino, da studente universitario, da ricercatore, da professore, anche da pro rettore vicario. Non ho mai avuto la possibilità di camminarci da rettore. E’ una cosa che mi stringe il cuore significa riprendere un pezzo di quella che sai è stata la tua vita, significa attraversare la strada che quanto prima ci porterà a tornare ad essere quello che eravamo, un meraviglioso salotto dove la cultura, la scienza, l’arte e la bellezza trovavano il posto giusto per sedersi. Guardavo il nostro palazzo ducale, la chiesa, mi rendo conto che saranno periodi duri, ma lavoreremo per far sì che qui si possa tornare a vivere bene, a svolgere quelle attività che svolgevamo prima».

Tra i saluti istituzionali quelli del consigliere regionale Renzo Marinelli a nome del presidente regionale Francesco Acquaroli e la positività del presidente della Provincia Antonio Pettinari: «Questa terra ha bisogno di grande affetto, un gesto straordinario e bellissimo. Oggi è un altro passo avanti, senza enfasi, però sono passi avanti che vanno verso quella riacquisizione della consapevolezza che le istituzioni sono vicine, che il coraggio, la tenacia e la determinazione che sono nel dna della nostra gente sono fondamentali per ripartire».

Parole di speranza sono arrivate dall’arcivescovo Francesco Massara: «Quando si apre qualcosa non si apre solo dal punto di vista strutturale, ma si apre anche all’interno la speranza di qualcosa che si rende concreto, che può realizzarsi. Tra un mese se Dio vuole noi abbiamo completato la casa della Gioventù, i primi di febbraio apriamo il cantiere del collegio Bongiovanni, siamo a buon punto per il palazzo arcivescovile e siamo avanti con la cattedrale. Il sindaco ogni tanto scherzando mi dice che io corro e lui deve rincorrermi, se lavoriamo insieme ognuno di noi può dare un apporto di speranza concreta. In centro mi aveva colpito il silenzio surreale della città, il corso riaperto porterà dei rumori, sentiremo parlare e scherzare, correre, sentiremo la vita che rinasce di nuovo. Questo è l’augurio per questa giornata, che ciascuno possa contribuire a dare segni di speranza».

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A fare gli onori di casa il sindaco Sandro Sborgia: «La riapertura significa la speranza che ci si possa riappropriare di questa città, che ci si possa tornare a vivere. E’ un segnale di speranza, che ci consente di ritrovare il centro storico che per oltre quattro anni è stato inaccessibile, di tornare a prendere confidenza con la città. Abbiamo lavorato per arrivare a questo giorno, ma è solo l’inizio, un primo passo a cui ne seguiranno altri, che devono viaggiare speditamente altrimenti rischiamo di perdere l’essenza di Camerino. Ora iniziamo a muovere i primi passi, è un forte segnale di speranza. Se c’è il sacrificio e l’obiettivo di arrivare ad un risultato, si può fare, lo dedichiamo alle nuove generazioni. Il programma straordinario di ricostruzione è un documento che nelle prossime settimane sarà approvato dall’ufficio speciale ricostruzione, poi sarà varata l’ordinanza commissariale che speriamo arrivi a breve e ci consentirà di partire con i poteri straordinari del commissario sugli immobili significativi di questa città».

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