«Vera svolta nella ricostruzione,
Legnini va riconfermato per più anni»

SISMA - L'intervento di Mario Morgoni, deputato Pd: «Dati positivi e confortanti. Occorre intervenire sulla scadenza dello stato di emergenza che evidentemente si protrarrà ben oltre il 2021»
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Mario Morgoni

 

«I dati sulle richieste di contributo per la ricostruzione privata del sisma 2016 sono molto positivi e confortanti. Quasi 20.000 domande al mese di novembre di quest’anno rispetto alle 12.000 di fine 2019 rappresentano una vera svolta della quale va reso merito al commissario Giovanni Legnini». A dirlo Mario Morgoni, deputato del Pd e componente della commissione Ambiente della Camera. Per Morgoni, Legnini «ha prodotto una decisa semplificazione delle procedure e garantito un costante e proficuo confronto con i soggetti pubblici e privati coinvolti nel processo di ricostruzione. Va anche detto che, in particolare con l’introduzione dell’autocertificazione e dei programmi straordinari di ricostruzione da parte del decreto sisma, il 123 del 2919, era stata aperta la strada allo snellimento delle regole oggi consolidata con le misure su eco e sisma bonus maggiorati».

Secondo il parlamentare marchigiano la strada «che il commissario ha percorso è stata intrapresa con grande incisività, concretezza e inclusività. Per valorizzare questo primo importante risultato è necessario che da qui in avanti si possa lavorare in un quadro di certezze in grado garantire una prospettiva reale al processo di ricostruzione. Con il decreto agosto si è affrontato il tema cruciale della stabilizzazione del personale che potrà avvalersi anche dello stanziamento di ulteriori 52 milioni di euro previsto dalla legge di bilancio».

Legnini

Giovanni Legnini

Ma, sottolinea Morgoni «da questo passaggio e da quello del decreto milleproroghe ci attendiamo ulteriori misure che intervengano a tutela di cittadini e imprese (come l’esclusione da Imu e Isee dei fabbricati inagibili, proroghe dei mutui, degli ecobonus e sismabonus maggiorati e ulteriori interventi sul fronte dello sviluppo economico). Tante sono le questioni ancora aperte – secondo Morgoni – ma se si vuole intervenire garantendo una prospettiva temporale realistica alla ricostruzione occorre intervenire sulla scadenza dello stato di emergenza che evidentemente si protrarrà ben oltre il 2021. Allo stesso modo si pone la questione dell’incarico del commissario straordinario. Legnini si è dimostrato ben all’altezza del compito affidatogli e una riconferma appare doverosa e scontata. Ma un incarico di un anno non avrebbe molto senso perché richiederebbe con certezza una nuova proroga. Sarebbe invece necessario garantire sin d’ora un orizzonte temporale più ampio che consenta al commissario di gestire una pianificazione di cui vediamo già i primi benefici effetti ma che richiederà ancora un lungo e impegnativo lavoro».

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