Stabilizzazione dei precari del sisma:
Cisl Marche scrive al premier Conte

LETTERA - Luca Talevi e Alessandro Moretti: «Sarebbe auspicabile l'adozione di una norma che consenta l'assunzione di tutti i dipendenti ora in servizio ai sensi da parte di enti diversi da quelli in cui sono ora occupati»
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Luca Talevi

 

La Cisl Fp sollecita e chiede chiarimenti sulla questione personale sisma 2016 scrivendo una lettera a tutte le istituzioni preposte: a partire dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Commissario per la ricostruzione Giuseppe Legnini, per arrivare al presidente della Regione Francesco Acquaroli e ai presidenti delle Province marchigiane, sindaci, segretari comunali e a tutti i dipendenti a tempo determinato in forza ai Comuni terremotati. «Entro il 12 novembre scorso gli Enti interessati hanno potuto valutare se inviare la richiesta di accesso al contributo per la stabilizzazione del personale precario assunto ex post Sisma 2016 ai sensi del DL 104/2020 convertito con Legge 126 del 13 ottobre 2020. – sottolineano Luca Talevi e Alessandro Moretti, Cisl Fp Marche – Ci risulta che i piccoli Comuni del cratere spesso hanno numerosi dipendenti assunti a tempo determinato ai sensi dell’art. 50 bis, ma procedere alle stabilizzazioni in coerenza con il piano dei fabbisogni è diventato difficile poiché se consideriamo la situazione a regime, cioè quando sarà finita la ricostruzione post sisma, tutto questo personale, per la gran parte tecnici, rischia di diventare inoccupato. Nel caso in cui invece la norma vada intesa come piano del fabbisogno relativo al sisma, nessun problema si porrebbe nell’immediato data la mole di lavoro che incombe in ogni Ufficio sisma. Va sicuramente chiarito se quando cesserà la ricostruzione continueranno i trasferimenti per il pagamento delle suddette spese di stabilizzazione e la deroga esenzionale».

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Alessandro Moretti

Secondo la Cisl Fp sarebbe auspicabile l’adozione di una norma che consenta l’assunzione di tutti i dipendenti ora in servizio ai sensi dell’art. 50 bis, da parte di enti diversi da quelli dove prestano servizio «potrebbero essere assunti ad esempio dalle Unioni montane, con contestuale trasferimento dei fondi. – rilanciano Talevi e Moretti – Ciò renderebbe più agevole programmare senza timori l’assunzione di molti dipendenti che in futuro diverrebbero invece inoccupati, quanto meno nei Comuni piccolissimi». Nel caso in cui un Comune ritenga di non procedere ad alcuna stabilizzazione perché non coerente con il piano del fabbisogno «come Cisl Fp riteniamo importante prevedere la possibilità di continuare ad avvalersi dei personale “sisma” a tempo determinato fino a quando non sarà cessata la ricostruzione con rimborso del costo da parte dell’ USR anche dopo il 2021 ed esenzione dai limiti cui al D.Igs 81/2015», concludono il Segretario generale della Cisl Fp Marche, Luca Talevi, e il responsabile Cisl Fp Macerata, Alessandro Moretti.



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