Il Comune fa ricorso al Tar
contro l’ipotesi discarica a Recanati

AMBIENTE - Secondo l'amministrazione i 14 siti individuati sul territorio non sono idonei e realizzarci un impianto sarebbe lesivo
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Antonio Bravi

 

 

Ricorso al Tar del comune di Recanati contro il rischio di una nuova discarica provinciale. È stata impugnata la delibera del Piano d’Ambito di localizzazione dei siti. Dopo la prima fase di analisi e di studi approfonditi,  il Comune ha deciso di rivolgersi al Tar, il territorio di Recanati è stato infatti individuato come uno dei siti possibili per il nuovo impianto della discarica. «E’ un’azione voluta da tutta la maggioranza, coesa e decisa nel contrastare una scelta presa in Provincia – ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi – una scelta che non tiene conto delle peculiarità territoriali di alto valore ambientale, culturale e turistico già espresse nei vari tavoli tecnici che si sono susseguiti, anche a seguito della delibera consiliare del 20 giugno 2020, con cui il Comune ha espresso la sua netta contrarietà al documento proposto Ata 3». Il sindaco Antonio Bravi ha pertanto conferito mandato all’avvocato Maria Laura Sommese di procedere giudizialmente innanzi al Tar Marche per ottenere l’annullamento della delibera di localizzazione dei siti da destinarsi a discarica. «Il contenuto della delibera che viene impugnata, – spiega l’assessore all’Ambiente, l’avvocato Michele Moretti – manifesta profili di illegittimità perché pur essendosi formalmente impegnata ad approvare la “Metodologia per la definizione dei criteri localizzativi del nuovo sito da adibire a discarica”, non si limita all’individuazione dei detti criteri, ma di fatto definisce concretamente le singole aree atte ad essere destinate a discarica, alle quali viene attribuito un numero di preferenzialità decrescente da 1 a 4. Il grado di preferenzialità di dette aree è rappresentato dalla risultante di una più specifica valutazione dei diversi siti in base a quattro precisi criteri (continuità, forma, area e baricentricità) la cui analisi sviluppata nel documento, ancorché tacciabile di genericità e sommarietà, comporta in ogni caso la determinazione di distinte aree localizzative nella quale si individuano complessivamente 70 siti, di cui ben 14 nel solo territorio recanatese. Ne consegue che risulterebbe inesatto ritenere che il contenuto della delibera in questione si limiti alla approvazione della mera definizione di criteri localizzativi, risultando evidente che ci troviamo nell’ambito della procedura localizzativa di un nuovo sito per la realizzazione della discarica, al punto di avere già contezza che nella graduatoria con il massimo grado di preferenzialità sono stati individuati otto siti di cui ben due all’interno del territorio di Recanati». Il Comune ritiene il ricorso al Tar necessario «già in questa fase per contrastare fermamente le conclusioni contenute nell’atto impugnato, e per elidere un provvedimento che si configura sin d’ora lesivo degli interessi del territorio recanatese, perché considera potenzialmente idonei dei siti la cui scelta, operata dal Piano d’Ambito, è erronea a causa della imprecisa, manifestamente errata e parziale applicazione dei criteri localizzativi».



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