Celebrazioni di San Francesco,
le Marche accendono la lampada
Prima uscita istituzionale di Acquaroli
DELEGAZIONE ad Assisi guidata da palazzo Raffaello, Anci, e Conferenza episcopale. Presenti anche 77 sindaci marchigiani. E' la quinta volta che la nostra regione offre l'olio al lume perpetuo sulla tomba del santo. Il neo governatore: «Umbria e Marche unite nel suo nome». Domani la cerimonia nella basilica superiore

Francesco Acquaroli ad Assisi
La Regione, i sindaci e le diocesi marchigiane ad Assisi per offrire l’olio della lampada perpetua che arde sulla tomba di San Francesco. È iniziata la “due giorni” di celebrazioni che vede la prima uscita istituzionale del neogovernatore Francesco Acquaroli: «Una coincidenza che mi onora – ha commentato partecipando a un incontro con i sindaci promosso dal comune di Assisi -. Le celebrazioni sono l’occasione per ribadire e consolidare il legame che unisce le due terre dell’Italia centrale, Umbria e Marche, unite nel nome di San Francesco: l’Umbria che ha visto la predicazione del Poverello, le Marche la regione più francescana d’Italia, dove il santo ha compiuto il primo viaggio e dove ha lasciato segni indelebili, materiali e spirituali, lungo il suo cammino. Il nostro territorio è ricco di queste testimonianze, così come la sua comunità francescana, cresciuta grazie alla forza di quei valori e di quel messaggio. Quelle che stiamo vivendo sono sicuramente delle ore straordinarie». Ad Assisi «tutta la comunità regionale – dice la Regione in una nota -, si stringe attorno a San Francesco, proclamato, nel 1939, da Papa Pio XII, Santo patrono primario d’Italia».
Le Marche hanno avuto l’onore di accendere la lampada nel 1946, nel 1965, nel 1982 e nel 2000. A vent’anni di distanza tornano ad Assisi per la quinta volta. Sono rappresentate da una delegazione di 77 sindaci (compreso il neo sindaco di Macerata Sandro Parcaroli), delle cinque Province, dei rettori universitari, di autorità civili e religiose, guidate dalla Regione, da Anci Marche e dalla Conferenza episcopale marchigiana. L’accensione votiva avverrà domani (domenica) nel corso della solenne eucarestia nella basilica superiore del sacro convento. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli si sono svolti, oggi, la consegna del riconoscimento “Rosa d’Argento” ad Angela Polselli della diocesi di Pesaro (come “Donna del nostro tempo, testimone di fede, speranza e carità”, coordinatrice presso la casa di riposo “Casa padre Damiani) e il Transito di San Francesco.

Valeria Mancinelli per l’Anci e il comune di Ancona
Nel pomeriggio le celebrazioni sono state aperte dal raduno dei sindaci e delle autorità marchigiane, con ingresso dei Gonfaloni nella Basilica per i Vespri presieduti da Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo. La Regione ha donato alla comunità francescana della Porziuncola due artistici candelabri. Anci e Comune di Ancona una riproduzione della chiesa di San Francesco alle Scale del capoluogo (entrambi i doni personalizzati dalla bottega amanuense di Recanati). Assam, Coldiretti e Camera di commercio un olivo marchigiano. Successivamente, presso l’Auditorium Domus Paci, si è avuto l’incontro-intervista ad Enzo Bianco (presidente Consiglio nazionale Anci) e al cardinale Edoardo Menichelli (arcivescovo emerito di Ancona-Osimo), condotto da padre Enzo Fortunato (direttore Sala stampa del Sacro convento di Assisi) sul tema della collaborazione Comuni e realtà ecclesiali per il bene d’Italia, partendo dall’esempio testimoniato da San Francesco. Contestualmente agli eventi francescani, nel pomeriggio, il Santo Padre è venuto ad Assisi, in forma privata, senza partecipazione di fedeli, per celebrare una messa alla tomba di San Francesco e firmare la nuova enciclica “Fratelli tutti…”.
Acquaroli durante gli eventi di Assisi ha anche firmato la nuova ordinanza che impone l’obbligo di mascherine all’aperto in caso di assembramenti (leggi l’articolo).




La firma dell’ordinanza
Umbria e Marche unite nel nome di San Francesco… Infatti la madre di Francesco era nata in Francia. E la Francia all’epoca era in una parte del nostro Piceno.
Giovanni era il nome del Santo, divenuto Francesco in quanto la madre era, appunto, di Francia. La Francia attuale, all’epoca di Francesco, era ancora chiamata Gallia.
Queste notizie le ho lette nei libri del prof. Giovanni Carnevale, che cita i Fioretti di San Francesco a riprova, in cui viene descritto un cammino fatto dal Santo verso la Francia, che non sarebbe potuto avvenire materialmente verso la Gallia/Francia della sua epoca.
Il Santo venne un paio di volte a Montolmo, oggi ingiustificatamente ribattezzata Corridonia da Mussolini, e dopo la cretineria clerico-culturale di averla ribattezzata Pausula, dal nome della romana Pausulae, distrutta dai barbari, che si trovava nella zona di San Claudio, quando quei cittadini romani erano morti da secoli e il primo nucleo di Montolmo venne fondato da una popolazione bastarda di longobardi e franchi e altri barbari, civilizzati dai Carolingi.
San Francesco venne a Montolmo e pregò davanti ad un Crocefisso tuttora esistente nella chiesa di San Pietro. Quando la chiesa medievale venne trasformata in quell’anonima chiesa del Valadier, i due mattoni del pavimento in cui si era inginocchiato il Santo vennero murati nella colonna di fronte al Crocefisso e, da tradizione e pure dalla pratica attuale e confermata dalla testimonianza di un chiaroveggente, quei due mattoni emettono vibrazioni eteriche curative: c’è qualche fedele con problemi alla schiena che si appoggia alla colonna dei “mattoni” e così si fa rimettere a posto la schiena. Provare per credere…
Perchè scrivo tutto ciò? Sia per ristabilire una verità sulla “Francia” che era qui nel Maceratese, sia perchè dobbiamo riscoprire le nostre origini. Conseguenza degli scritti di Carnevale sulla Cappella Palatina nell’Aquisgrana di Carlo Magno a San Claudio, fu la costituzione del “Centro Studi San Claudio al Chienti”, che poi ha allargato i suoi interessi al “prima” di Carlo Magno e al “dopo” di Carlo Magno e pure su Federico Barbarossa e sul popolo dei Piceni, risultato molto evoluto e ricco e in contatto con il nord Europa.
Il nuovo corso iniziato con il Centrodestra in Regione e in Macerata si interesserà probabilmente a dare aiuto per svelare e per ricostruire una nostra Storia, che dette, proprio nel Maceratese, i natali al Sacro Romano Impero di Carlo Magno ed alla civiltà cristiana europea, ancora oggi esistente, malgrado i tentativi di distruggerla negli ultimi duecento anni da parte di forze nemiche del Cristianesimo. Forze nemiche che furono precedentemente aiutate nel Medioevo dagli interessi della Chiesa che allontanarono, con la nascita dei Comuni, le mire tedesche del Sacro Romano Impero dalle zone in cui era nato. Fino ai tempi recenti la Chiesa ha nascosto la Storia vera del Piceno, distruggendo, o secretando i documenti medievali. Ciò pure con i restauri della chiesa di San Claudio del 1925. E fino ai nostri giorni… Eppure, un cambiamento di mentalità sta avvenendo anche nella Chiesa fermana…
Aiutata ancora oggi nella distruzione del ricordo di Carlo Magno dai suoi nemici, che vedono nel nostro Imperatore il fautore di una civiltà contraria ai loro interessi ideologici e quindi da distruggere.
Dopo Carnevale altri autori hanno scritto libri partendo dalle sue tesi. Mi piace citare in particolare Elisabeth de Moreau d’Andoy, che ha scritto un suo libro in francese, tradotto poi in italiano, inglese e tedesco, con cui ha fatto conoscere le tesi di Carnevale nel mondo e soprattutto nelle università statunitensi.
Le tesi di Carnevale sono già presenti in Germania e nella stessa Aachen grazie all’opera della dott. Angela Schulze Raestrup, socia del Centro Studi.
Comunque, i nemici di Carlo Magno e della sua civiltà cristiana ancora esistente in Europa e in Italia sono la Massoneria e la Sinistra del materialismo storico. Quest’ultima in via di estinzione, anche nelle sue forme camuffate.
Ma non c’è il Covid, che dovrebbe richiedere cautela negli assembramenti? Mah!