Scaficchia difende l’Arco sul lago:
«Non serviva l’autorizzazione
Abbiamo le tasche piene dei burocrati»
FIASTRA - Il sindaco e candidato al Consiglio regionale risponde alla Soprintendenza che ha minacciato denunce: «Faccia quello che le compete per la ricostruzione. Non ricordo nessuna polemica quando sul lago Maggiore hanno ammirato la Passerella di Christo»

L’inaugurazione dell’Arco della ricostruzione
«Il paesaggio è rovinato dalle impalcature e dalle macerie, non da un’installazione artistica temporanea che può fare da richiamo ai turisti del lago: se la Soprintendenza vuole veramente fare qualcosa per difendere le bellezze naturalistiche si dia da fare per quel che le compete nella partita della Ricostruzione perché credo che di sordi burocrati i cittadini ne abbiano le tasche davvero piene». Così Sauro Scaficchia, sindaco di Fiastra e candidato al Consiglio regionale con il Pd, replica alla lettera della Soprintendenza emersa dopo l’accesso agli atti del consigliere di opposizione Marcello Cocci. Nel mirino della Soprintendenza l’Arco della ricostruzione, opera di Valfrido Gazzetti posizionata in riva al lago di Fiastra senza chiedere le autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche.

Sauro Scaficchia
Scaficchia ricorda che l’opera «è provvisoria e proprio per questo non necessitava di autorizzazione della Soprintendenza per la paesaggistica, né quella archeologica non essendoci vincoli in questo senso. Con tutte le dovute proporzioni, non ricordo nessuna polemica quando sul Lago Maggiore hanno ammirato la Passerella di Christo. Forse perché se ce ne sono state, sono state coperte dal boom di presenze turistiche registrate per quell’opera d’arte, contemporanea e provvisoria come la nostra». Scaficchia difende l’operato suo e quello degli uffici tecnici comunali che hanno lavorato al procedimento. «Dipendenti pubblici che hanno sulle spalle l’immenso lavoro della Ricostruzione e che sono costretti a fermare l’attività principale per produrre risposte e documentazione richiesta dalle continue interrogazioni su argomenti futili rispetto a tutto il resto. Questo è un comportamento da irresponsabili e va ricondotto alla mia candidatura alle elezioni regionali. L’opposizione è capace di chiamare in causa la burocrazia a proprio uso e consumo, a seconda del proprio tornaconto elettorale».
Il sindaco di Fiastra dice di avere le tasche piene dei burocrati. Non è proprio esatto. Io e credo di non essere solo: ad avere le tasche vuote per pagare carrozzoni pubblici parassitari creati da burocrati per la mala gestione della cosa pubblica. Sono d’accordo che per certe opere possono servire i permessi, ma il cittadino per semplicità dove si deve rivolgere se non al comune dove vuole realizzare l’opera? Se i comuni non sono bene strutturati perché non hanno una persona competente che sappia interpretare correttamente lart. 9 della nostra costituzione che sancisce: la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione non è colpa del cittadino, ma di coloro che pretendono fare una vita da nababbi complicando la vita dei cittadini e a scapito del pubblico interesse.