Beruschi mostra le carte:
«Denuncio, uso delle telecamere
che viola il regolamento»

CIVITANOVA - Il coordinatore cittadino della Lega e consigliere di maggioranza che era stato denunciato per violazione della quarantena, ora attacca la polizia municipale: «I cittadini vengono controllati senza saperlo? Ora lo spiegherà alla Procura»

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di Laura Boccanera

«Voglio ristabilire il mio nome e la mia onorabilità, presenterò denuncia in Procura per come sono stati trattati i dati personali dal comando della polizia municipale». Giuseppe Beruschi, coordinatore comunale della Lega a Civitanova, torna a parlare. Stavolta lo fa con il fascicolo in mano relativo agli atti emessi dal comando dei vigili dopo la sanzione per aver violato la quarantena.

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Giuseppe Beruschi oggi in conferenza stampa

Oltre 700 euro di multa, ma nessun illecito penale. Una storia che aveva fatto molto discutere quella di Beruschi che lo scorso maggio era stato convocato nel comando della polizia locale per un’audizione relativa ad alcune uscite fatte nel momento in cui lui era sottoposto a quarantena perché la moglie risultata positiva al Covid. In particolare, al di là della violazione, ciò che aveva fatto discutere era stato l’utilizzo delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, metodo usato dai vigili per “incastrare” Beruschi, segnalato da una delazione anonima. Il consigliere tira fuori tutti gli atti e pur potendo impugnare la sanzione fa sapere di aver pagato: «ho sbagliato, l’ho ammesso e rimango coerente. Ho pagato anche prima del termine – ammette – ma su altro non passo sopra».

L’altro è una serie di incongruenze e criticità procedurali che lasciano spazio a interpretazioni e parecchi profili di incompletezza rispetto alla procedura adottata. «Devo ristabilire il mio nome, per giorni mi sono vergognato ad uscire di casa – dice il consigliere comunale di maggioranza – ma io non ero sottoposto ad isolamento obbligatorio, come ancora scrive la Cammertoni, ma in quarantena fiduciaria, che è molto diverso, e infatti non c’è alcun profilo penale, ma solo amministrativo. E ora voglio che nessun altro cittadino passi quello che ho passato io con una gestione delle telecamere che va contro il regolamento».

beruschiPer gradi: tutta la faccenda inizia con una mail anonima da mittente nobody@remailer.paranoici.org. Nella lettera inviata il 13 maggio a sindaco, segretario e comandante dei vigili si dice che un “amministratore” del comune era in quarantena da Covid ma girava con la sua auto di cui riporta la targa. La polizia municipale inizia le indagini e contesta due episodi: il primo il 3 maggio alle 11.40 in via Indipendenza e un altro la settimana dopo, il 10 maggio sempre alle 11.40. Nel verbale si dice che Beruschi era sottoposto a isolamento obbligatorio dal 22 di aprile al 12 maggio. «il 21 maggio sono stato convocato in audizione dai vigili. E la comandante Cammertoni mi ha fatto vedere le immagini delle telecamere che mi inquadravano e mi ha chiesto di indicare il nome di un legale visto che per il reato che mi veniva contestato c’era il penale. Ma in realtà ho spiegato che io non ero in isolamento obbligatorio, ma in quarantena preventiva fiduciaria. E infatti la Cammertoni non mi ha consegnato il verbale di quell’audizione e una settimana dopo, quando l’ho potuto vedere e firmare, il 28 maggio la contestazione è stata di illecito amministrativo visto che la Cammertoni ha verificato solo dopo le mie parole con l’Asur le parole di una lettera anonima».

Non basta. Beruschi fa emergere  dubbi anche in merito all’utilizzo che viene fatto delle riprese: «il regolamento parla chiaro: le immagini possono essere conservate 24 ore – aggiunge – l’esposto anonimo è del 13 maggio, come fanno le riprese a risalire a ritroso fino al 3 di maggio? Chi vede quelle immagini e che uso ne fa? Nessuno, nemmeno gli assessori possono vederle. Ho protocollato delle richieste alla Cammertoni chiedendo i responsabili del trattamento dati e sottolineando come siano stati diffusi dati sensibili e facendo notare anche che le immagini che mi riguardano risalgono a ben oltre 24 ore prima, ma non mi è stata fornita risposta. I cittadini vengono controllati senza saperlo? Ora lo spiegherà alla Procura». Se sia stata una vendetta politica Beruschi è laconico: «perché sia stato riservato a me questo trattamento non lo so, ma risponderò in Consiglio comunale per ogni questione politica. Farò solo il bene della città anche se significa votare contro o astenersi».

 

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