I giovani si riprendono il centro
con canti, cori e balli
«Non siamo vandali» (FOTO)
MACERATA - Movida senza eccessi, tantissimi i giovani che hanno tirato fino a tardi. Hanno voluto dimostrare che possono divertirsi anche con i bar chiusi e senza alcol. «Perché vietare a me che ho 19 anni un po' di divertimento e sentirmi accusare di essere un irresponsabile. E' una questione di controlli e non di divieti generalizzati», ha detto uno di loro

Canti e balli ieri notte in centro
Festa fino a tarda notte con canti, cori e balli per le vie del centro di Macerata. Anche per stigmatizzare i divieti imposti dall’ordinanza del sindaco Romano Carancini. E così che tanti giovani ieri fino all’una e oltre hanno continuato ad animare il centro quasi a dire che non è dei bar aperti e dell’alcol che hanno bisogno per fare tardi e divertirsi.
Avevano pure organizzato un flash mob per ribadire la loro posizione e soprattutto la estraneità ai fatti più gravi accaduti nelle notti precedenti. Quando una rissa in galleria Scipione e un ragazza soccorsa perché troppo ubriaca avevano fatto scattare l’allarme. Il flash mob sarebbe dovuto scattare alle 24 in punto in piazza della Libertà, gli agenti della questura dopo un confronto con gli organizzatori li hanno fatto desistere convincendoli a rinviare la manifestazione ad un altro momento con le autorizzazioni necessarie. E tra gli organizzatori c’era anche un ragazzo che ha assistito alla rissa di sabato, quella che poi ha dato il la al giro di vite del sindaco, e ha raccontato che a causare la baraonda erano state persone molto più grandi di loro. Mentre loro, giovani tra i 16 e i 20 anni, vorrebbero solo riappropriarsi di quella socialità a cui hanno dovuto rinunciare causa lockdown e dei propri spazi. Senza vedersi imporre ancora divieti. «Perché vietare a me che ho 19 anni un po’ di divertimento e sentirmi accusare di essere un vandalo, un irresponsabile? – ha detto un ragazzo – E’ una questione di controlli e non di divieti generalizzati». E controlli anche ieri ce ne sono stati, sia della municipale che delle altre forze dell’ordine. In pochi avevano ancora il bicchiere in mano ben oltre l’orario consentito per l’asporto secondo la nuova ordinanza. «Bevo lentamente», ha detto con sorriso ironico uno di loro. Molti con la mascherina, abbracci, selfie di gruppo. Solo voglia di fare tardi, continuare a divertirsi dopo mesi di chiusura forzata, di studi fatti on line e con i prossimi esami da sostenere per la maturità in un anno così strano. Un grido per reclamare quella libertà che per colpa di pochi vedono ancora confinata e costretta in spazi e orari limitati.
(Redazione Cm)
(foto Fabio Falcioni)






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…dalle foto vedo che sono tutti, ma proprio tutti, con le mascherine ed osservano il distanziamento sociale!! gv
Che caxxate!!!!
Panem et circenses:
https://www.wikiwand.com/es/Panem_et_circenses#/Origen
Cosi’ la linea dei contagi del virus risale rapidamente e se ne accorgeranno se saranno positivi e andranno in ospedale, sempre peggio.
Spesso noi adulti dimentichiamo quello che abbiamo fatto da giovani…..
Carissima Annalisa, noi quando giovani non eravamo come i giovani di adesso che si ubriacano tante volte e poi stanno male.
Inizio con un “bravi!”
-anche se, passare all’1 di notte in auto in mezzo alla folla festante che ti accerchia fa un po’ impressione-
comunque,
-Mi colpisce sentire parole sensate tipo “è questione di controlli, non di divieti”.
Davvero, non è cosa frequente.
Non si negano i problemi di chi vivendo al centro si trova, oltre che il sonno disturbato dalle urla, l’auto ammaccata, urina o vomito sull’uscio di casa e muri imbrattati.
Con poche parole si va al nocciolo della questione, che è la civiltà mediata dai controlli (e anche dalle sanzioni). Non è una questione di permettere o meno la somministrazione di alcol e commercianti e giovani devono poter lavorare e stare allegri e i residenti godere di una cittadinanza viva (pur rispettosa). Ma il rispetto va imposto e garantito. Quello che è assurdo è che al giorno oggi non si preveda un sistema di sorveglianza (luci e telecamere in certe zone) e la multa facile a chi va oltre le norme del civile. Sì perché se un tizio si stizzisce se provi a cacciarlo mentre ti piscia davanti casa siamo arrivati al troppo e le istituzioni sono inefficaci, perché il tizio in questione sta un po’ troppo “sciallo” e ti fa salire la voglia di rispondere all’inciviltà con atti altrettanto incivili. Insomma, le istituzioni devono aiutare a non farla dilagare questa voglia d’inciviltà.
-Mi colpisce che una popolazione di ragazzi abbia pensato, con forse qualche ingenuità, a reagire manifestando a un evento che riteneva assurdo. Questo è un segnale positivo e pensavo appartenesse a una Macerata non dei giorni nostri. Non vedo l’ora di vedere il flash mob quando avverrà.
Come volevasi dimostrare, non è attualmente il giovedì, normalmente riservato agli studenti universitari, il giorno in cui si scatena la “movida” del sindaco Carancini, ma è il sabato. I ragazzi sanno evitare gli assembramenti, sanno tutti come si indossa una mascherina, conoscono il distanziamento, sanno che che non si può fare pipì o altro in strada, sanno che non è bello ubriacarsi e molestare chi vive nel centro storico…, ma allora perchè non lo fanno? Forse perché nessuno li controlla a dovere: forse perché il Comune è più interessato a promuovere l’ìmmagine di una città godereccia, spensierata e “sballata”, come se solo in questo modo si possano attirare frotte di turisti, non curandosi degli schiamazzi, delle “puzze”, dei cori di ubriachi, e non già di chi in città vive, dorme e lavora!
Per la signora Storani. 50 anni fa quello che si fa adesso da giovani era un’eccezione. Le distrazioni di oggi non esistevano, la maggior parte dei giovani studiava o lavorava, pochi bighellonavano.
La questione è che è facile vietare, diventa difficile gestire, soprattutto i cambiamenti.
Tutti si lamentano delle urinare, nessuno che chieda più bagni pubblici aperti nelle ore notturne.
Tutti a lamentarsi del rumore e del chiasso, nessuno che chieda ai proprietari di case di ammodernizzare gli edifici con isolamento acustico, edifici ricordo tuttora energivori e non antisismici e di cui l’unica cosa cambia è l’affitto.
Tutti preoccupati per l’alcol dato ai minorenni, nessuno che chieda che i locali chiedano documenti, (in Gran Bretagna lo fanno da anni senza ricorrere così a divieti)
Tutti pronti a giudicare una generazione come se la propria o le precedenti siano fulgido esempi che non ci hanno lasciato nessun problema. Cose come debiti, inquinamento, speculazione urbana e precariato cronico sono chiaramente causati dalla fascia 16-25 anni. È risaputo.