Delibera di giunta per il Classico:
«Ci opporremo all’accorpamento
anche in sede giudiziaria»
TOLENTINO - Il Comune pronto a dare battaglia per evitare la fusione tra le due classi del quarto anno che è stata disposta dal ministero
Delibera della giunta di Tolentino contro l’accorpamento delle quarti classi del liceo Classico Filelfo: il Comune è pronto ad agire anche in sede giudiziaria. Tutto nasce dal decreto del direttore generale del ministero dell’Istruzione che nell’assegnazione delle classi per il prossimo anno scolastico ha deciso di accorpare le due sezioni del quarto anno del Classico di Tolentino con la soppressione di una di queste. Il Consiglio di istituto ha già espresso contrarietà all’accorpamento rilevando che è prevista una deroga al numero minimo di alunni per classe per i comuni compresi nel cratere sismico con edifici scolastici non agibili. Il liceo, a seguito della dichiarazione di inagibilità della struttura originaria, si trova in una sede provvisoria, allestita in struttura non destinata all’edilizia scolastica. «Tale struttura, pur avendo spazi congrui alla popolazione scolastica complessiva che la frequenta, non potrebbe garantire spazi adeguati a una sola classe che si troverebbe in vani angusti per il numero di alunni che ne deriverebbe e quindi potrebbe non essere possibile rispettare le norme sulla sicurezza scolastica generale – dice il Comune -. Inoltre, l’accorpamento comporterebbe altri gravi problemi derivanti sia dalla prosecuzione della necessità di garantire le cautele relative al Covid-19, che dalla presenza di studenti con disabilità e difficoltà di apprendimento (con relativa certificazione) che hanno necessità di rimanere in classi con numero ridotto di studenti. L’accorpamento comporterebbe anche evidenti problemi di continuità didattica che si riverbererebbe nella formazione generale di una generazione di studenti già duramente colpita da più di un’emergenza (sisma e Covid-19)». Il Comune ritiene «la soppressione di una sezione del quarto anno gravemente lesiva degli interessi dei ragazzi coinvolti e del loro diritto alla formazione scolastica costituzionalmente garantito, l’amministrazione comunale vuole tutelare la piena realizzazione del diritto allo studio degli alunni, nella massima sicurezza possibile. Il sindaco e la Giunta intendono quindi opporsi a quanto stabilito dal decreto con ogni forma possibile di intervento, eventualmente anche in sede giudiziaria e hanno approvato una delibera con cui è stato deciso di opporsi a quanto stabilito nel decreto».
