«La famiglia, gli amici, il lavoro:
questo era il mondo di Roberto
Tradito dalla passione per lo scooter»
TRAGEDIA - Il capo operaio dell'Apm ha perso la vita ieri in un incidente stradale sulla Cingolana a Villa Potenza. Il cognato, Roberto Taddei: «Era un uomo molto riservato, stava bene con quello che aveva». A ricordarlo anche gli amici: «Era di poche parole, sempre molto corretto». L’azienda: «Un collaboratore prezioso sin da quando è stato assunto. Figura cardine nella gestione del servizio acquedotto nei comuni di Treia ed Appignano». Fissata per domani l'ispezione cadaverica, poi il corpo sarà restituito ai familiari
di Gianluca Ginella
«Roberto non amava apparire, era una persona molto schiva e riservata, tant’è che non aveva neanche un profilo social. Preferiva fare i fatti piuttosto che parlare, era dedito al lavoro e alla famiglia: alla moglie Katiuscia, ai due gemellini Gloria e Ludovico e alla mamma Bruna». E’ il ricordo, a nome di tutta la famiglia, di Roberto Taddei, il cognato di Roberto Martinelli, il capo operaio dell’Apm di Macerata morto ieri a 48 anni in un incidente con lo scooter a Villa Potenza. Una tragedia che ha sconvolto chi vive nella frazione di Macerata, dove Roberto abitava. Una persona riservata, racconta ancora il cognato «che custodiva con molto scrupolo questa riservatezza. Stava bene con quello che aveva: la famiglia e gli amici. Aveva due passioni: una corsetta o un giro in bicicletta il fine settimana e un giro in moto (aveva uno scooterone) una domenica ogni tanto e purtroppo questa passione l’ha strappato all’affetto dei cari. Era sempre molto prudente».
Ieri pomeriggio intorno alle 18,30 lungo la provinciale Cingolana Martinelli, mentre andava in direzione di Macerata, ha tamponato con il suo scooter Gilera 800 contro una Nissan Qashqai che lo precedeva e che stava svoltando a sinistra. Un impatto violento che non gli ha lasciato scampo. Distrutta dal dolore la famiglia «non ce la sentiamo di dire niente» ha detto la suocera di Martinelli. Dolore anche per gli amici, quelli che con lui hanno vissuto tante serate quando avevano vent’anni: la discoteca, i pub. «Uscivamo insieme da ragazzi, da quando avevamo 20 anni – ricorda Diego Falappa, di Sambucheto –. Siamo usciti insieme per una decina d’anni. Una persona di poche parole, me lo ricordo molto sincero, una persona di cui ci si poteva fare, molto onesto. Roberto aveva un carattere molto positivo». Con loro in quegli anni usciva anche Alessandro Trubbiani: «Era un ragazzo umile, serio, come se ne trovano pochi. Molto riservato, di poche parole. È stato un amico vero. Ricordo le vacanze alle Tremiti, a Gabicce mare. L’avevo conosciuto nel 1998. Anche se adesso non ci si poteva vedere come prima continuavamo a sentirci. Il mio rammarico è che quando ci eravamo sentiti durante la pandemia, ci eravamo detti di vederci presto e poi è successa questa disgrazia».
Lorenzo Feliziani lo conosceva invece per lavoro: «una bravissima persona, tranquilla, pacifica. Corretto, onesto, un buon padre di famiglia. Roberto era sempre disponibile, mi ha lasciato molto male quello che è successo». Anche l’azienda Apm lo ha ricordato oggi con una nota. «Roberto è stato sempre, per Apm, un collaboratore prezioso, fin dal suo ingresso in azienda, avvenuto il 5 giugno 2001. La serietà ha contraddistinto tutto il suo operato, la pacatezza da lui dimostrata in ogni situazione e la sua capacità di relazionarsi con chiunque in modo costruttivo – dice l’azienda –, hanno permesso, sia ai colleghi di squadra che a quelli degli altri settori, di affrontare positivamente i problemi che si sono manifestati, nel corso delle attività lavorativa, nei quali è stato coinvolto. La sua professionalità è cresciuta negli anni fino a farlo diventare figura cardine nella gestione del servizio acquedotto nei comuni di Treia ed Appignano. Ultimamente si era dedicato con particolare passione anche al progetto di ristrutturazione del sistema di approvvigionamento di acqua potabile a Treia trasmettendo ai colleghi il suo entusiasmo per un’opera che guarda al futuro, un futuro che purtroppo la sorte gli ha negato. Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo non potranno dimenticarlo. L’azienda tutta è vicina alla famiglia, a cui vanno un sostegno carico di affetto e una concreta vicinanza». Domani in tarda mattinata all’obitorio di Macerata verrà svolta l’ispezione cadaverica (della ricostruzione dell’incidente si sono occupati i carabinieri del Nucleo operativo di Macerata), poi dal primo pomeriggio sarà aperta la camera ardente al Centro funerario di Macerata, che si occuperà del funerale.
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è come se avessi perso un figlio. penso alla moglie, alla mamma ai due bambini. un tempo avrei perso la fede di fronte a questo destino incomprensibile. Tutto però ha un senso. Dio sia vicino a loro, come è vicino a loro Roberto.