Un campione del mondo a Sforzacosta:
Massimo Oddo da Associati Fisiomed
«E’ un bel centro, mi affido a loro» (Foto/Video)

SPORT E SALUTE - L'intervento oculistico in mattinata è stato eseguito dal dott. Vincenzo Ramovecchi con il dott. Cristian Pollio. L'ex calciatore, ora allenatore: «Sono molto bravi, spero sia una cosa veloce». Sulla ripartenza del calcio: «Fondamentale per il movimento che deve essere visto come un'azienda». Su Melchiorri: «Ho avuto la fortuna di allenarlo a Pescara e quest'anno al Perugia. Chissà, un domani forse ci rincontreremo»
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Massimo Oddo ospite del gruppo medico Associati Fisiomed

 

di Michele Carbonari (video di Gabriele Censi)

Un paziente speciale al gruppo medico Associati Fisiomed di Sforzacosta. Si tratta dell’ex campione del mondo, ora allenatore, Massimo Oddo, in cura dall’oculista Cristian Pollio. Il tutto testimonia il binomio sport-salute che caratterizza sempre di più il centro medico gestito dell’amministratore unico Enrico Falistocco, il quale fa gli onori di casa e sottolinea il grande lavoro e la crescita di tutto il gruppo composto da più di duecento professionisti nel campo medico.

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Cristian Pollio, Massimo Oddo ed Enrico Falistocco

«Noi siamo presenti da sempre nel mondo dello sport, non a caso siamo anche promotori di diverse sponsorizzazioni nelle realtà minori – esordisce Falistocco -. La presenza di Massimo Oddo ci onora e ci fa molto piacere. Un personaggio che ha fatto dello sport la sua vita. Oltre ad avere qualità dal punto di vista sportivo e agonistico, ha anche qualità umane. Per noi come centro medico Associati Fisiomed è motivo di grande orgoglio e ci da una carica aggiuntiva per fare ancora meglio. Noi viviamo la provincia e non essendo in una città importante come Roma, Milano o Firenze, avere la presenza di pazienti così famosi ci offre una motivazione maggiore per fare di più – prosegue l’amministratore unico -. Oggi è un’occasione unica ed importante, anche se debbo dire che per noi qualsiasi paziente e cittadino che varca la soglia degli studi è preso in considerazione con la massima accoglienza, cura e attenzione. “Più sei, più servizi” è diventato il biglietto da visita per i nostri pazienti e per noi stessi. Nel tempo abbiamo fatto delle scelte intelligenti e mirate che hanno portato pazienti importanti nei nostri studi. Ringrazio quindi tutti i professionisti, che sono oltre 200, ma è importante non sminuire il lavoro che fanno gli altri, essendo un lavoro di equipe e di squadra».

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Il campione con l’oculista Cristian Pollio

Le telecamere oggi sono puntate tutte sull’ospite d’onore, ovvero Massimo Oddo. La Coppa del Mondo con la nazionale italiana nel 2006 è il trofeo più prestigioso alzato nella sua lunga carriera da professionista. Consacratosi con la maglia della Lazio, con cui vince una Coppa Italia, è con il Milan che si conferma ad altissimi livelli, conquistando una Champions League, una Supercoppa Uefa e un Mondiale per club, oltre allo Scudetto e alla Supercoppa italiana. Appesi gli scarpini al chiodo, intraprende l’avventura da allenatore. Esordisce in Serie B con il Pescara (anche il padre fu allenatore dei delfini) con cui raggiunge la massima serie tramite i playoff. Poi Udinese, sempre in Serie A, prima di tornare in cadetteria con Crotone e Perugia. In attesa di una chiamata per la prossima stagione, Massimo Oddo è pronto per l’operazione chirurgica. «Sto bene, è un po’ di tempo che dovevo fare questo piccolo intervento. Ho scelto la Fisiomed perché è un bel centro e perché sono bravi. Mi affido a loro, sperando che sia una cosa veloce – dice l’ex giocatore anche del Bayern Monaco -. La ripartenza del calcio è ormai certa. Penso che sia inevitabile, essenziale e fondamentale per il movimento calcistico che deve essere visto come un’azienda. Non va considerata solamente la parte ricca del calcio, quindi procuratori, giocatori, allenatori, dirigenti. Ma anche tutto quello che c’è dietro, che muove 7 miliardi di euro all’anno: alle spalle del calcio ci lavorano magazzinieri, fisioterapisti, coloro che tagliano l’erba del campo, steward e giornalisti. Quindi va trattato come qualsiasi grande azienda italiana e va tutelata per cercare di non farla implodere – prosegue Oddo -.

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Massimo Oddo

Chi è chiamato a decidere il futuro del calcio dovrà fare scelte molto delicate e particolari. Ognuno ha le sue priorità. Chi è a rischio retrocessione vorrebbe fermare i campionati, che sta per salire vorrebbe continuare. So che nei campionati minori è tutto più difficile, in questo caso dovrà intervenire la Lega Nazionale Dilettanti coadiuvata dalla lega professionista per prendere una decisione comune e quella dovrà essere sovrana – conclude Massimo Oddo, con una battuta sull’attaccante maceratese Federico Melchiorri -. È un bravissimo giocatore, un ragazzo eccezionale. Ho avuto la fortuna di allenarlo a Pescara e quest’anno al Perugia. Poi chissà, un domani forse ci rincontreremo. Questo nessuno può dirlo. Io faccio l’allenatore e lui il calciatore, in futuro tutto può succedere».

oddoIl dottor Pollio è chiamato a risolvere il problema di Massimo Oddo, per questo spiega nel dettaglio le problematiche e in cosa consiste l’intervento che dovrà effettuare. «Massimo ha una patologia che si chiama pterigio, piccola formazione che va dalla congiuntiva sulla cornea che colpisce chi è all’aria aperta, quindi anche giocatori o allenatori di calcio. È una patologia insidiosa perché tende alla recidiva e su Oddo deve essere fatto un prelievo di questa formazione sulla congiuntiva e un autotrapianto dalla congiuntiva. Poi si deve sostituire il pezzo che viene tolto con un’altro pezzo che fa sempre parte dell’occhio del paziente stesso – racconta Cristian Pollio -». Il dottor Vincenzo Ramovecchi ed il dottor Cristian Pollio eseguiranno l’intervento all’interno del centro oculistico Ramovecchi di Morrovalle. «Una struttura unica nel suo genere. Mi fa piacere condividere la diagnostica di altissimo livello con la Fisiomed. È una bella responsabilità, ma abbiamo operato anche altri calciatori – conclude il dottore -. Con Oddo c’è una conoscenza perché ho operato la madre e l’attuale moglie Roberta Petroro, una nota ballerina della Rai. Insieme lui nel 2015 ho stilato il primo protocollo italiano di visione e postura, il quale indica quanto la vista incide nel gioco del calcio. Io ero il coordinatore di un gruppo di trenta ricercatori».



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