Ripartono i lavori
in cinque scuole della provincia
MACERATA - A comunicarlo il presidente Pettinari, via alle opere all’agraria “Garibaldi”, all’Ite“Gentili”, allo scientifico “Galilei”, all'Itas “Ricci” e al tecnico industriale “Mattei” di Recanati
Da domani ripartono importanti cantieri edili della Provincia di Macerata che erano stati sospesi a causa dell’intensificarsi dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Gli interventi interessano diversi fabbricati di proprietà dell’Amministrazione provinciale, soprattutto scuole. Per l’edilizia scolastica si lavora su cinque istituti: quattro si trovano a Macerata, l’Agrario “Garibaldi”, l’Ite“Gentili”, lo Scientifico “Galilei” e l’ITAS “Ricci”, e uno a Recanati, il tecnico industriale “Mattei”. Infine riprendono i lavori nella sede centrale dell’Ente, in corso della Repubblica.
Nell’istituto agrario è previsto il completamento e la sistemazione dei locali dell’edificio annesso al convitto dove verrà realizzata la biblioteca; all’istituto tecnico commerciale “Gentili” si lavora per l’adeguamento sismico del complesso dove ci sono due palestre e per manutenzione straordinaria in un’altra parte dello stabile. Al liceo scientifico si opera per il consolidamento delle pareti esterne della palestra; mentre all’Itas si completa un intervento esterno. A Recanati, l’istituto tecnico industriale “Mattei” è interessato all’ampliamento dello stabile e si sta lavorando alla costruzione di un edificio dove realizzare cinque aule. A Macerata riprendono anche i lavori di messa in sicurezza di alcuni uffici che interessano il Palazzo della Provincia. A questi cantieri si aggiungerà quello di Camerino. Infatti saranno consegnati gli appalti nei prossimi giorni presso il polo scolastico: due interventi, uno destinato al completamento delle opere esterne nell’ingresso principale del versante sud e uno per le opere interne, negli spazi attigui all’ingresso. «Dopo i cantieri stradali – afferma il presidente Antonio Pettinari -, da domani ripartono anche quelli relativi ai fabbricati con il massimo rispetto delle normative relative alla sicurezza dettate dalla pandemia. L’importo complessivo di tutti i lavori ammonta a due milioni e 780 mila euro: una parte consistente delle risorse non sono legate ai fondi per il terremoto 2016 e questo dimostra l’attenzione costante che l’Amministrazione provinciale rivolge nei confronti dell’edilizia scolastica».
Polo scolastico di Camerino, la Provincia stanzia 940mila euro


Caro Antonio Pettinari,anche se abbiamo militato in partiti differenti, ci conoscimao da lustri. Nel dirti ciò, voglio pure ringraziarti per la buona notizia che ci dai. Quando si mettono in moto i cantieri dell’elilizia, l’economia e l’occupazione si mettono, a loro volta, di nuovo in moto e portano occupazione di tecnici e di mano d’opera e le famiglie fanno un respiro di sollievo. Ma tu, cosa puoi fare di più, dopo che hanno smantellato l’istituzione della Provincia?
Una delle scemenze più vistose e criminali che delle menti teoriche della politica possono avere fatto è stata quella di avere distrutto le Provincie per creare le Regioni. Le Regioni sono democratiche? Ma neanche per sogno. Per i politici regionali vengono prima gli interessi elettorali legati all’elettorato delle antiche province. Le Province più deboli ci perdono… Invece, quando la Provincia aveva i tanti compiti che oggi sono stati assorbiti dalle Regioni, compresi i finanziamenti, la democrazia era esercitata più in basso, anche se superiore a quella comunale. I Comuni sono l’unica democrazia di base rimasta. La Provincia – con quella vasta gamma di compiti e di finanze che aveva – era quella che si legava più al territorio e alle popolazioni di quel territorio. Non era la perfezione, ma era legata più alla realtà delle popolazioni. Probabilmente, qualora il coronavirus ci avesse rischiarato pure le idee, si potrebbe ritornare alla istituzione delle antiche Province. Se ci fossero state ancora le Province con i poteri del passato, forse la vicenda del coronavirus nel nord Italia sarebbe stata gestita meglio e più in fretta.