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Scuole, Ipsia Corridoni all’attacco:
«Siamo in affitto da 30 anni
A Risiko vogliamo giocare anche noi»

MACERATA - Genitori e docenti degli alunni che frequentano la sede distaccata si inseriscono nel dibattito aperto dal possibile trasloco del Convitto
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L’Ipsia “Corridoni”, sede di Macerata

«Con i soldi di pagati per l’affitto di 30 anni della sede dell’Ipsia Corridoni in via Barilatti si potevano edificare tre scuole». Docenti e genitori dell’Ipsia Corridoni, sede di Macerata, intervengono nel dibattito sulle scuole cittadine che si è aperto dopo la protesta dei genitori del Convitto che rifiutano categoricamente il possibile trasferimento ai Salesiani.
«A Risiko vogliamo giocare anche noi – dichiarano docenti e genitori dell’Ipsia – Quello che ancora tanti maceratesi ignorano è che l’Ipsia “F.Corridoni” Sede di Macerata – Settore Elettrotecnica, –  è una scuola situata in un edificio condominiale in via Barilatti. Doveva essere una situazione provvisoria, una provvisorietà che perdura da oltre 30 anni. E’ una scuola per l’occupazione, è una scuola che sforna tecnici manutentori e dell’automazione industriale. Una scuola che forma e si occupa di futuro con la domotica, le energie alternative, l’illuminotecnica, la gestione e manutenzione di macchine utensili ed ogni tipo di elettrodomestico, e le nuove frontiere delle App. Una scuola inclusiva. Una scuola dove l’accoglienza è al centro».
Una scuola che da anni paga l’affitto ai privati. «Nel momento in cui si creano nuovi edifici si sprecano spazi per un ingresso che sembra la hall di un Grand Hotel, anziché pensare che all’Ipsia Macerata ci sono ragazzi stipati in aule strette con poca luce e che un disprassico non potrebbe mai frequentare perché per andare dall’aula ai laboratori dovrebbe scendere una scala a chiocciola; inoltre non c’è la palestra. Giusto, questi sono ragazzi di serie B o C. Proprio no carissimi, quello che non si sa è che molti dei nostri alunni sono ora imprenditori, Ingegneri meccanici oppure sono quegli elettricisti che poi si chiamano sborsando tanti euro magari solo per il cambio di una lampadina. Loro sono quelli dell’intelligenza operativo-pratica, che non è per tutti».
Poi l’excursus sulla funzione delle due scuole. «Il Convitto Nazionale, che era nel mirino del Comune da tempo, nacque come istituzione scolastica che permise dall’Unità d’Italia in poi, per circa un secolo, la frequenza dei licei agli alunni dei piccoli centri periferici e ai ragazzi meritevoli ma poveri, permettendone così anche l’accesso all’università. Nasce come Istituto scolastico anche il Pannaggi. Quella è la loro funzione e tale deve rimanere. I due edifici sono di proprietà della Provincia. Gli Uffici Giudiziari possono benissimo essere collocati dove attualmente c’è l’Ipsia e in altri immobili disponibili in città. Non sarebbe più logico e ragionevole che l’affitto venga pagato dal Ministero di Grazia e Giustizia anziché dalla Provincia? Non si potevano prima ascoltare i Consigli di istituto, i dirigenti scolastici e i genitori invece di intervenire a gamba tesa senza riflessione e soprattutto senza un accordo, in sinergia con la Provincia? L’unica possibilità che si ha è investire sulla scuola e sulla ricerca”. Una città Capoluogo questo deve fare. Ci sembra che la proposta del Sindaco su beni di cui non è titolare vada in altra direzione»

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