Salvini e l’incontro con Ciarapica
C’è un asse con Udc e Forza Italia

MARCHE 2020 - Fratelli d'Italia è lanciata, ma il leader della Lega ha intensificato la sua attenzione nella nostra regione. E tra i contendenti Acquaroli e Castelli, c'è una strada parallela che porta al sindaco di Civitanova, proposto da Partito Civico e gradito anche a Forza Italia. A sostenerlo alcuni imprenditori e altri sindaci. E in questo nuovo centrodestra arrivano Antonio Pettinari e i suoi
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FOTOGRAFATI A ROMA – Matteo Salvini al Senato con Fabrizio Ciarapica

 

di Matteo Zallocco

Un sindaco alla guida di un gruppo di sindaci. E non solo. Perché al Partito Civico lanciato da Paolo Mattei (leggi l’articolo) si è avvicinata anche l’Udc di Antonio Pettinari, segretario regionale dei centristi e presidente della Provincia di Macerata. Da questo territorio è partita l’alternativa nel centrodestra. Ed è stata proposta la candidatura a Governatore delle Marche di Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova.

E se da Fratelli d’Italia assicurano che nulla è cambiato, che nel puzzle della spartizione delle Regioni le Marche spettano a Giorgia Meloni, qualche sindaco sostiene che a cambiare idea sarebbe stato Matteo Salvini, atteso lunedì ad Ancona. Quel che è certo è che il leader leghista ha voluto incontrare Fabrizio Ciarapica (nella foto) dopo l’interessamento di alcuni grandi imprenditori delle Marche che hanno parlato con Giorgetti, numero due del Carroccio. E che da quell’incontro della scorsa settimana qualcosa è cambiato.

Facciamo un passo indietro. Il 5 dicembre Giorgia Meloni arriva ad Ancona e Macerata annunciando: «FdI pronto a governare la Regione, la prossima settimana il candidato presidente». Di settimane ne sono passate due ed è tutto fermo per quanto si continui a parlare del testa a testa interno a Fratelli d’Italia tra l’ex sindaco di Ascoli Guido Castelli e il deputato di Potenza Picena Francesco Acquaroli. Il 12 dicembre Fabrizio Ciarapica viene convocato a Roma da Matteo Salvini. Un incontro che era stato nascosto dal sindaco di Civitanova ma che alla luce di questa foto è palese. Il leader della Lega ha detto che vuole puntare sui sindaci nel suo risiko delle regioni d’Italia. Ora Salvini, nel pieno di altre campagne elettorali, annuncia la sua visita ad Ancona e appare aver preso il pieno controllo del suo partito anche nelle Marche. Nel frattempo ci sarebbe stato un incontro con Forza Italia e la candidatura di Ciarapica sembrerebbe gradita ai vertici regionali, Cangini e Fiori. Oltre che all’Udc ormai orientata con decisione sul centrodestra.

Andando ancora più indietro. Ad inizio novembre Salvini si complimentò con Ciarapica per la revoca delle licenze a due negozi di cannabis light (leggi l’articolo). Dopo la visita civitanovese del leader della Lega dello scorso maggio al sindaco e al questore Pignataro (leggi l’articolo). E probabilmente è proprio dalla scorsa primavera che Ciarapica ha iniziato a muoversi. Ora a sostenerlo ci sono imprenditori e diversi sindaci come Montemarani (Morrovalle), Pezzanesi (Tolentino), Marinelli (Castelraimondo), Silvia Pinzi (Serrapetrona), l’asse portorecanatese Mozzicafreddo-Rosalba Ubaldi, ed ex sindaci come Pasqui (Camerino), Latini (Osimo) e Zura (Mogliano).

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UDC – Luca Marconi e Antonio Pettinari

E appunto l’Udc che proprio questa sera ha mandato una nota attraverso Luca Marconi, capogruppo in Regione: «L’Udc si riorganizza con il contributo del senatore Antonio Saccone. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con i tanti amministratori locali a cominciare dal presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari, per mettere in sinergia le tante realtà che fanno riferimento ad esempio al Popolo delle famiglia, alle tante iniziative civiche e personalità che hanno a cuore il rilancio della nostra regione». E il senatore Saccone spiega che «nell’attuale quadro politico nazionale affermato dal nostro segretario nazionale, Lorenzo Cesa, e con l’aggiunta dicitura dell’UdC nel gruppo al Senato di Forza Italia, siamo impegnati nell’alveo del centrodestra per riaffermare con orgoglio, senza il bisogno di scimmiottare i sovranisti di turno, la nostre radici e la nostra visione di una Italia forte in una Europa dei Popoli».

 

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