Decreto sisma, politici divisi
I tecnici: «Si affossa la ricostruzione»

DIBATTITO bipartisan sul provvedimento approvato in Senato. Arrigoni (Lega) pretende le dimissioni di Ceriscioli, Terzoni (M5s) chiede una correzione al commissario Farabollini. Dal Consiglio regionale Bisonni (Verdi) e Urbinati (Italia Viva) commentano negativamente il testo. Gli ingegneri Di Girolamo e Sensi: «Aggravio di procedure ed adempimenti per le zone più colpite a vantaggio delle zone meno danneggiate»
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L’ingresso della piazza di Visso, ancora zona rossa dopo tre anni (foto Fabio Falcioni)

 

Dalla richiesta di dimissioni a Luca Ceriscioli da parte del commissario leghista Paolo Arrigoni, passando per l’ordine del giorno della deputata Patrizia Terzoni (M5s) fino alle proteste di Sandro Bisonni (consigliere regionale Verdi) e Fabio Urbinati (Italia Viva). È il decreto sisma che accende il dibattito di oggi. Approvato in Senato con il Governo che ha posto la fiducia blindando il testo uscito dalla Camera, a tre anni dalle scosse e dopo altrettanti governi di ogni colore, nemmeno questo provvedimento convince fino in fondo i rappresentanti della politica. E non solo, perché sul tema intervengono anche Roberto Di Girolamo (ingegnere) e Filippo Sensi (ingegnere anche lui e consigliere comunale di Visso, uno dei paesi più colpiti dal sisma).

Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni

Arrigoni chiede direttamente le dimissioni del governatore Luca Ceriscioli: «A pochi mesi dalle elezioni regionali Ceriscioli abbia un sussulto di dignità e si dimetta, dando seguito alle giuste critiche che ha espresso sul decreto Sisma – dice Arrigoni – Se il presidente della Regione più colpita dal terremoto del 2016 non è nemmeno in grado di farsi ascoltare dal governo amico e dal proprio partito a livello nazionale, non si capisce con quale forza possa portare a termine gli ultimi mesi del suo fallimentare mandato».

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Patrizia Terzoni

Terzoni si rivolge invece al commissario alla Ricostruzione, Piero Farabollini, per correggere un aspetto tecnico del decreto che introduce limiti alla concentrazione di incarichi per i professionisti: «Imporre un limite agli incarichi dei geologi appare ingiustificato e rallenta la ricostruzione. Per chiarire ulteriormente questo aspetto, peraltro già inequivocabile nel testo di legge, il Parlamento ha varato lo scorso 28 novembre un ordine del giorno che chiede appunto al Commissario di valutare adeguatamente le caratteristiche organizzative delle singole categorie risolvendo così questo problema».

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Sandro Bisonni

Dal Consiglio regionale tuona invece Bisonni: «Non emerge l’accelerazione della ricostruzione che tutti auspicavano. Molte, troppe richieste sono state disattese. Le Marche ancora una volta non sono state ascoltate dal Governo centrale. Il Premier Conte non torni, come ha fatto più volte negli ultimi mesi ed in diverse circostanze, a presentarci il libro dei sogni, se poi questo è il risultato».

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Fabio Urbinati

Per Urbinati «con l’approvazione definitiva del decreto sisma si sono evidenziate ulteriormente tutte le crepe e le falle che fino a oggi ha avuto la guida commissariale» ma «non possiamo buttare la croce addosso a questo Governo. Invito quindi la stessa Lega a non strumentalizzare la vicenda del sisma, in quanto nella prima bozza del famoso contratto sottoscritto dal Governo giallo-verde non c’era una riga riguardante le questioni del terremoto. Ora ci confronteremo con i vertici e chiederemo che le risorse in campo per il sisma del Centro-Italia vengano inserite nel programma “shock” presentato a Torino da Matteo Renzi per sbloccare immediatamente tutte le procedere. Forse bisognava puntare i piedi un po’ prima – conclude Urbinati – perché non è più tempo di difendere l’indifendibile solo per amor di partito, i cittadini e le istituzioni devono venire prima».

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Roberto Di Girolamo

Per Di Girolamo il decreto ha l’effetto di «disegnare un cratere A e B al contrario. Si dividono le opere da costruzione fra quelle cui il progetto strutturale dovrà essere autorizzato (e quindi controllato e validato da un organo statale/regionale) e quello che dovrà essere solo depositato (e quindi solo autocertificato dal progettista. Ma con questa modifica tutte le opere strategiche (ponti, ospedali, caserme) e le scuole nelle zone sismiche 3 e 4, non avranno bisogno di autorizzazione sismica (basta solo un deposito formale). Tutte le opere strategiche dei comuni in zona 2 con una accelerazione minore di 0,2 g (tale parametro è tabellato e non tiene conto della morfologia e delle amplificazioni locali), non avranno bisogno di autorizzazione sismica (basta solo un deposito formale). Si crea, di fatto, un cratere A dove le pratiche dovranno essere autorizzate e andranno più lente (Visso, Castelsantangelo, Ussita, Pieve Torina) e un cratere B dove le pratiche dovranno essere solo depositate e andranno più veloci (Tolentino, San Severino Marche, Macerata). In buona sostanza il Parlamento ha ascoltato i sindaci, ma al contrario. La tanto sbandierata sicurezza delle costruzioni e il controllo sulle opere strategiche (ponti ospedali caserme) e delle opere suscettibile di grande affollamento (scuole centri commerciali ex) si va a far benedire. Così si affossa ancora di più la ricostruzione».

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Filippo Sensi

Aggiunge Sensi: «Questo è un elemento che non fa che avvalorare i nostri timori prima all’emanazione del decreto poi presa visione del testo di conversione approvato alla Camera dei Deputati. Come amministrazione ci eravamo fermati alle considerazioni politiche, evidenziando quali procedure (in primis quella delle autocertificazioni) non avrebbero prodotto gli effetti tanto pubblicizzati ed un sistema di priorità istruttorie che favorisce a tutti gli effetti chi ha i danni lievi, ovvero i comuni meno danneggiati. Ora Roberto Di Girolamo aggiunge considerazioni squisitamente tecniche che portano sempre nella stessa direzione: quella di un aggravio di procedure ed adempimenti per le zone più colpite a vantaggio delle zone meno danneggiate. La passeggiata nelle zone terremotate non mi pare che abbia prodotto i provvedimenti voluti, forse l’esatto contrario».

(Fe. Nar.)

Il Decreto sisma è legge: approvato dal Senato Il Governo ha posto la fiducia



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