Viabilità, Rocca e ricostruzione:
«Ecco come investiremo
il “tesoretto” di Camerino»

L'INTERVISTA - Marco Fanelli, assessore ai Lavori pubblici, fa il punto di come saranno impiegati i 3 milioni di euro derivanti dall'assicurazione sisma: «Una parte importante la utilizzeremo per dotare il Comune di strumenti di pianificazione urbanistica, come la realizzazione di un piano particolareggiato per gli interventi nel centro storico e la revisione del piano regolatore generale, risalente agli anni Novanta»
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Marco Fanelli

 

di Monia Orazi

Il “tesoretto” di tre milioni di euro che si ritrova il Comune di Camerino grazie all’assicurazione sui danni del terremoto, servirà per realizzare opere pubbliche ed interventi che permetteranno di velocizzare la ricostruzione. Illustra le intenzioni del Comune l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli.

Il Comune di Camerino ha un “tesoretto” di tre milioni di euro, come saranno impiegati?

«Nell’ultimo Consiglio comunale abbiamo deliberato lavori pubblici, coperti dalla cifra di tre milioni di euro, derivanti dall’assicurazione Unipol Sai, il risarcimento per il danno arrecato all’ente dagli eventi sismici del 2016. Si tratta di una cifra considerevole, che sarà effettivamente disponibile per il Comune solo quando sarà concluso l’iter giudiziario e l’esecuzione delle opere è subordinata al pieno rispetto degli equilibri di bilancio».

Cosa avete pianificato di fare?

«Abbiamo avuto necessità di deliberare a riguardo entro lo scorso 30 novembre, altrimenti sarebbe stata necessariamente destinata a coprire il disavanzo tecnico del Comune risalente agli anni precedenti. Come amministrazione comunale abbiamo deciso di impiegarla in opere ed attività di cui i cittadini usufruiscono».

Come saranno spesi i fondi?

«Un terzo della somma sarà destinata al ripristino della viabilità comunale maggiormente usurata. Circa 500mila euro saranno destinati ad un intervento di manutenzione straordinaria della piscina comunale, ritenuto indispensabile per assicurarne il proseguimento dell’attività, che altrimenti senza lavori adeguati sarebbe a rischio».

Altri interventi?

«Un altro intervento è stato programmato per la Rocca del Borgia, uno dei pochi luoghi rimasti a disposizione dei cittadini. Il giardino superiore non è utilizzabile, in caso di manifestazioni pubbliche, per più di duecento persone. In questo modo potrà essere costruita una terza via di fuga e si potrà ospitare un maggior numero di persone».

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La zona rossa di Camerino

Cosa c’è in programma per le fasce deboli della popolazione?

«Provvederemo ad installare telecamere di sicurezza sulle vie di ingresso ed uscita dalla città e nelle frazioni sinora sprovviste di qualsiasi presidio di sicurezza. Abbiamo anche deciso di investire su un ufficio comunale mobile, per andare contro l’isolamento dei cittadini più deboli e fragili, specie gli anziani che vivono nelle soluzioni abitative di emergenza. Lo riteniamo un modo per avvicinare cittadini ed istituzione, specie riguardo a chi ha difficoltà a raggiungere gli uffici comunali. Altri progetti riguardano l’ampliamento e la messa a norma dell’isola ecologica, perchè con l’avvio della ricostruzione, si svuoteranno le case e ci saranno quantità maggiori di materiali di scarto. Intervveremo sull’asilo nido comunale, dove da tempo si verificano infiltrazioni di acqua, in modo da attuare una soluzione definitiva. Abbiamo anche intenzione di acquistare mezzi meccanici ed attrezzature per l’ufficio tecnico, un mezzo spargisale».

Sul fronte della ricostruzione avete previsto degli interventi?

«Un’altra parte importante di questo “tesoretto” la utilizzeremo per dotare il Comune di Camerino di strumenti di pianificazione urbanistica, funzionali alla ricostruzione, come la realizzazione di un piano particolareggiato per gli interventi nel centro storico e la revisione del piano regolatore generale, risalente agli anni Novanta. Daremo vita alla digitalizzazione delle pratiche edilizie dell’archivio comunale, con un sistema informativo comunale. Riguardo agli interventi di ricostruzione che si dovranno eseguire in centro storico, si rende necessaria l’approvazione di un piano particolareggiato, perchè altrimenti per ogni progetto servirebbe un iter lungo, con l’approvazione del Comune, della Provincia, con un progetto di recupero. Il piano particolareggiato permetterà di accelerare l’iter dei progetti presentati, che non dovranno avere il passaggio in giunta, consiglio e Provincia, ma saranno soggetti a quanto previsto nel piano particolareggiato, senza dover fare il progetto di recupero, ma ottenendo semplicemente il permesso a costruire. Nel frattempo continueremo a valutare i progetti come sempre è stato fatto».



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