Case ai terremotati di Tolentino:
«Su 100 in lista, 96 hanno rifiutato
C’è chi ha preferito il Cas»
SISMA - Il vicesindaco Silvia Luconi ha denunciato come, durante le procedure di assegnazione degli alloggi, alcuni cittadini abbiano respinto l'offerta. «Segnaleremo alla Protezione civile. Il contributo di autonoma sistemazione non è un altro stipendio». Questa mattina si è svolta la cerimonia di consegna di 4 appartamenti in contrada Sant'Angelo

Il taglio del nastro dei 4 appartamenti in contrada Sant’Angelo
di Giacomo Gardini
Chiavi in mano agli assegnatari dei quattro appartamenti in contrada Sant’Angelo a Tolentino. Si è appena conclusa la cerimonia di consegna dei quattro alloggi Erap, ricavati dallo stabile dell’ex scuola rurale e destinati agli sfollati.

Il sindaco Giuseppe Pezzanesi presiede la cerimonia di consegna
Esulta il vicesindaco Silvia Luconi, per quello che è un piccolo grande traguardo atteso da tempo: «Inutile negare la soddisfazione – ammette – soprattutto dal momento in cui tre delle quattro famiglie assegnatarie erano state costrette a spostarsi da Tolentino, in seguito al sisma. Chi a Urbisiglia, chi a Pieve Torino e chi a Castelraimondo. I nuovi inquilini si sono già messi in moto per portare mobilio e arredamenti necessari. A partire da oggi, potranno insediarsi quando vorranno». A tagliare il nastro, e a consegnare le chiavi degli alloggi, il sindaco Giuseppe Pezzanesi insieme a don Ariel Veloz Mendez, che ha benedetto l’intero edificio. Un momento di grande festa, insomma, raggiunto però non senza difficoltà. Durante le procedure di assegnazione infatti, spiega la Luconi, l’amministrazione comunale ha incassato diversi rifiuti. «Su un campione di 100 persone, 96 hanno rifiutato – racconta -. In alcuni casi si è trattato di ragioni oggettive. Nuclei familiari troppo grandi rispetto alla metratura che abbiamo da offrire, oppure cittadini non automuniti, anziani o con problemi di mobilità. Giustificazioni sacrosante, insomma». Ma si sono presentate anche situazioni ben diverse:

Il vicesindaco Silvia Luconi
«C’è stato chi ci ha detto – dice il vicesindaco – di non voler vivere in campagna, perché troppo legato al centro storico, e chi, lasciandosi cullare dal fatto che lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020, preferisce rimanere in cas fino ad allora. Se si parla di emergenza, motivazioni simili risultano dubbie, o perlomeno discutibili». Alla luce dei fatti, l’amministrazione comunale comunicherà alla Protezione civile i nominativi di quanti hanno rifiutato e i motivi del diniego. «Abbiamo appuntato tutto – sottolinea la Luconi – e ne terremo sicuramente conto in futuro. Arriveranno provvedimenti, dato che quando andremo ad assegnare i prossimi alloggi, gli otto di contrada Paterno, potremmo riscontrare criticità analoghe. Il Cas non è uno stipendio in più, approfittarne è una mancanza di rispetto verso gli altri cittadini, che magari sono in attesa di una sistemazione». Il vicesindaco ha anche sottolineato come, anche nel caso in cui il Comune avesse optato per le sae, «i moduli non sarebbero stati di certo allestiti nel centro storico, e servirsi di auto o mezzi pubblici sarebbe stato comunque necessario». Nonostante le difficoltà, il calendario dell’assegnazioni degli alloggi Erap prosegue: «Sabato prossimo – anticipa Luconi – inaugureremo i tre appartamenti in borgo Conce, mentre mercoledì consegneremo i lavori all’ex scuola di contrada Paterno. Nei primi mesi del 2020, poi, arriveranno gli altri otto alloggi proprio in quella zona. Così facendo, la zona rurale sarà completata».

I presenti alla cerimonia di consegna di questa mattina in contrada Sant’Angelo




Appartamenti per sfollati: in arrivo quattro alloggi in contrada Sant’Angelo
Ma dai non avevo dubbi.. Sai quanti di questi che hanno rifiutato e prendono il cas li spendono realmente? Mhhh
Non è uno stipendio?
Io conosco persone che fanno lavori normali a 800 euro. Cas 4 in famiglia =800 euro
Come sempre quando arriva il terremoto c’è chi piagne e c’è chi ride…
CAS.. il terremoto!!!!! è stata una fortuna per certe persone specialmente chi stava in affitto….
Chi ci guadagna secondo me è come dice il Sig. Pillon sono proprio quelli che stavano già in affitto, quindi ora avrebbero l’affitto gratuito e avanzerebbero anche dei soldi (mentre il danno l’ha avuto il proprietario dell’immobile). Altri che ci marciano sono quelli che in affitto non ci sono andati quindi non hanno bisogno del CAS. Se come dice il Sig. Natali alcuni si sono ricostruiti una vita da un altra parte (legittimamente e un elogio speciale) quindi non avrebbero più bisogno del CAS. Si potrebbero quindi risparmiare molti soldi da destinare alla ricostruzione secondo il mio parere.
Il Sindaco deve al momento del rifiuto togliere il CAS !!!,procedere immediatamente per rispetto della popolazione terremotata come ha fatto il Sindaco di Bolognola …