«Fuori luogo le minacce del vicesindaco,
non ci facciamo intimidire»

TOLENTINO - Il "Comitato 30 ottobre" all'attacco dopo le parole di Silvia Luconi in merito a chi ha rifiutato l'assegnazione della casa per «motivazioni dubbie». La replica: «Non avete portato alcun valore aggiunto alla città. A tre anni dal sisma stiamo consegnando case confortevoli. Chi prende il Cas senza motivo rallenta la ricostruzione»
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La palazzina dove si trovano i 4 appartamenti consegnati ieri

 

«Le minacce del vicesindaco di Tolentino Silvia Luconi sono ampiamente fuori luogo, afferma sue verità che a questo punto dovrà dimostrare ai cittadini». Così il “Comitato 30 ottobre” dopo che ieri Luconi ha detto, in merito all’assegnazione di 4 appartamenti in contrada Sant’Angelo, che su 100 persone in lista 96 avevano rifiutato, e alcune «per motivazione dubbie», tra cui ci sarebbe chi ha preferito continuare a prendere il Cas. Il vicesindaco ha detto anche che le situazioni sarebbero state segnalate alla Protezione civile. Il comitato parla di «minacce» del vicesindaco che «indignano i terremotati, che oltre alla beffa di essere stati lasciati soli nella ricerca di un’abitazione in emergenza sono accusati ora di aver rinunciato ad una abitazione distante dal paese e con enormi problemi di viabilità (strade dissestate, senza illuminazione e senza servizi pubblici)».

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Il taglio del nastro dei 4 appartamenti in contrada Sant’Angelo

Il comitato 30 ottobre incalza :«Come si permette il vicesindaco di intimidire e continuare a prendere in giro i cittadini terremotati? Cosa avete fatto in emergenza? Pensate solamente al patrimonio immobiliare futuro con i soldi della Protezione Civile e lo state facendo sulle spalle dei terremotati consegnando vergognosamente gli appartamenti dopo 4/5 anni dal sisma». Il comitato aggiunge che già un anno fa alcuni terremotati avevano «rifiutato gli appartamenti in contrada La Rancia e quindi queste persone sono già state segnalate alla Protezione civile? Hanno avuto lo stesso trattamento? E cosa ha risposto al riguardo la Protezione civile?». Infine il Comitato conclude: «Qualcuno nelle sedi opportune dovrà spiegare se a Tolentino è stata rispettata l’emergenza. Il comitato continuerà ad essere in prima linea per combattere ingiustizie e scelte sbagliate che hanno penalizzato e che continuano a penalizzare i cittadini terremotati».

Pronta la replica del vicesindaco Luconi: «Ci sembrava strano che almeno per una volta la signora Giombetti e tutti i componenti del suo comitato avessero avuto il buon senso di tacere – dice Luconi –. Chi è che minaccia? Chi è che intimidisce? Non sono solita rispondere a chi fa un certo tipo di politica e ho deciso, da diverso tempo a questa parte, di ignorare lei e i suoi fedeli scudieri, perché oltre a non aver portato alcun tipo di valore aggiunto alla città, continuano ad andare avanti con il loro dubbio modo di fare politica,  pensando che la gente non si informi sulle loro menzogne, né sia in grado di capire dove sta la verità. Forse il Comitato 30 ottobre (fedele braccio armato del Movimento 5 Stelle cittadino) non ha letto bene le dichiarazioni ed è stato abbastanza distratto (non sarebbe tra l’altro la prima volta): ci sono rifiuti legittimi, sui quali non si discute. E siamo stati noi i primi a rassicurare coloro che hanno detto di non poter andare. Non abbiamo bisogno di tutori e soprattutto di tutori come la signora in questione e il suo comitato. Noi, come amministrazione pubblica, ci limiteremo a segnalare alla Protezione Civile le varie situazioni, come quest’ultima ci ha invitati a fare, poi sarà la stessa Protezione Civile in questione a decidere il da farsi». Il vicesindaco continua: «contrada Paterno (classificata tra l’altro come zona urbana) ha tutto quello che serve, compresi i mezzi pubblici, per raggiungere la città». Luconi continua dicendo che «qualora avessimo scelto per le casette di legno, queste sarebbero state 216 in totale e le avremmo dovute costruire di fianco il castello della Rancia, sui campi situati nelle campagne limitrofe alla stazione di Pollenza deturpando quella natura che lei e i suoi “colleghi” del Movimento 5 Stelle dicono di voler tutelare» e aggiunge che «il Cas è denaro pubblico e più ne viene elargito senza motivo, meno ricostruzione vera avremo tutti». Il vicesindaco continua dicendo che «A distanza di tre anni dal sisma, in fondo, mentre lei fa terrorismo, noi iniziamo a consegnare case fatte di mattoni e cemento, con riscaldamento a pavimento e metrature confortevoli e adeguate».

 

Case ai terremotati di Tolentino: «Su 100 in lista, 96 hanno rifiutato C’è chi ha preferito il Cas»



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