Carta europea del turismo sostenibile,
il Parco rinnova l’impegno:
«13 milioni investiti in sviluppo»
PIEVE TORINA - Il 2 dicembre a Bruxelles sarà riconfermata la strategia che interesserà i prossimi cinque anni. Alessandro Gentilucci, vicepresidente dell'Ente, ha fornito alcuni dati economici durante un incontro dedicato. Il neo presidente Andrea Spaterna: «Piano articolato frutto di un dialogo costante tra attori pubblici e privati»

L’incontro a Pieve Torina sulla Cets
«1,7 milioni di euro investiti nella conservazione ed oltre 13 milioni nello sviluppo». Questi i numeri presentati da Alessandro Gentilucci, vice presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, durante l’incontro a Pieve Torina dove il Parco ha fatto il punto con operatori, associazioni e istituzioni sulla Carta europea del turismo sostenibile (Cets). Un piano articolato, che coinvolge tutti i Comuni del Parco e conta decine di progetti già realizzati o in cantiere, frutto «di un dialogo costante tra attori pubblici e privati», ha spiegato Andrea Spaterna, presidente dell’ente da poco insediato. Il Parco rinnova l’adesione alla Cets il 2 dicembre a Bruxelles. Nel frattempo l’incontro di ieri nella Sala congressi Rubnez di Pieve Torina, è stata l’occasione per fare il punto su una strategia già avviata e che caratterizzerà l’azione del Parco per i prossimi cinque anni.

Da sinistra Michele Franchi, Alessandro Gentilucci, Andrea Spaterna e Oliviero Olivieri
A coordinare la Cets a livello europeo è Europarc Federation, la Federazione che raggruppa oltre 600 enti gestori di 400 aree protette in 28 Paesi europei e che rappresenta il più importante riferimento della politica turistica a livello europeo nelle aree protette. Da qui in avanti, molti progetti vedranno la luce ed altrettanti potranno entrare nella Carta Europea su impulso dei soggetti interessati. «Conservazione e promozione degli aspetti naturalistici, politiche di sviluppo mirate, azioni di marketing e promozione nella consapevolezza che il Parco va raccontato e promosso nel suo insieme», sono i tre ambiti della strategia evidenziati da Spaterna, che ha insistito sul senso di comunità che deve prevalere, non dimenticando mai che «le istanze del Parco devono essere supportate da Regione Marche e Regione Umbria, entrambe custodi di uno dei parchi più importanti e belli d’Italia».
Azioni concrete dunque, all’insegna dello sviluppo, della riconversione o rigenerazione delle tante strutture turistiche che hanno subito uno stop a causa del terremoto, per andare oltre, per affrontare insieme la ricostruzione e proiettarsi in una nuova forma di turismo sostenibile che promuova la grande biodiversità di un territorio unico nel suo genere. Dalle tante istanze messe sul piatto dagli attori del Forum, nelle varie fasi di sviluppo della Carta, compresa quella di ieri, emerge però uno dei dati più significativi che hanno portato Spaterna a chiudere l’incontro osservando come «tutto questo stia a significare un passo avanti nella percezione del Parco come strumento di concertazione con gli enti del territorio per attivare politiche e strategie efficaci per il futuro». Michele Franchi, vicesindaco di Arquata del Tronto alla guida della comunità del Parco, ha tenuto a rimarcare l’importanza del «dialogo al fine porsi obiettivi sempre nuovi da raggiungere insieme». Obiettivi che «in alcuni casi aspettano, per essere raggiunti, solo l’approvazione definitiva del Ministero dell’Ambiente ed il relativo finanziamento, come nel caso di un piano di mobilità sostenibile nella zona di Castelluccio», ha spiegato il direttore Carlo Bifulco.