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La Banca dei Sibillini approda a Macerata:
«Porteremo l’aria frizzante dei monti»

CREDITO - Domani alle 16 il taglio del nastro della nuova filiale in via Trento 39/C nel capoluogo
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La nuova filiale della Banca dei Sibillini in via Trento a Macerata

La Banca dei Sibillini Credito Cooperativo di Casavecchia Sc apre la sua settima filiale a Macerata. Per la banca, l’apertura di questa nuova agenzia è motivo di orgoglio e frutto dell’impegno e dell’attenzione dell’istituto di credito cooperativo verso la comunità locale, verso le famiglie e le imprese del territorio di appartenenza. Il taglio del nastro domani (sabato 30 novembre) alle 16 in via Trento 39/C.  «Sarà una moderna filiale  – spiegano i vertici dell’istituto – dove si respira l’aria frizzante dei monti Sibillini dai quali la banca prende il nome. La sfida futura per la Bcc è quella di continuare a crescere senza mai perdere di vista i valori che accompagnano da sempre il Credito cooperativo. L’obiettivo anche per la piazza di Macerata è quello di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della comunità, in stretto contatto con le istituzioni e le categorie sociali. Per questo è necessario proseguire lungo tre direttive: la continua formazione del personale con l’obiettivo di elevare il grado di professionalità e competenza dei dipendenti ma anche la cortesia e l’attenzione per la clientela; il miglioramento delle modalità di contatto con la clientela attraverso i canali tradizionali e quelli più innovativi; la creazione di filiali moderne e funzionali che siano dei luoghi di incontro, gradevoli in cui i clienti possano avere la massima soddisfazione e in cui il personale possa lavorare con serenità. Con questa apertura la Banca dei Sibillini consolida la sua presenza nel territorio di competenza. La filiale di Macerata sarà dotata di un Atm di ultima generazione che consentirà alla clientela di operare in completa autonomia, con possibilità di versare e prelevare valori 24 ore su 24».

LA STORIA DELL’ISTITUTO –  Nell’alta valle del Chienti, lungo la via che conduce da Pieve Torina a Visso, in un comprensorio di alta collina privo di industrie e fondamentalmente legato alla pastorizia, ad una agricoltura modesta e ad un artigianato pressoché familiare, a Casavecchia, frazione del comune di Pieve Torina, il 21 giugno 1921, ventidue abitanti del luogo di diversa estrazione sociale, su iniziativa del parroco don Amedeo Gioggi, fondarono la Cassa Rurale di Prestiti e Risparmio “l’Agricola”. Le Casse Rurali operanti in quegli anni nell’alto Maceratese erano cinque: la Cassa Rurale e Prestiti di Ussita, la Cassa Rurale di Prestiti e Risparmio “l’Appennina” di Cesi di Serravalle del Chienti, la Cassa Rurale di Prestiti e Risparmio di Casavecchia di Pieve Torina, la Cassa Rurale di Pievebovigliana-Fiordimonte e la Cassa Rurale “Chientina” di Serravalle di Chienti, ma solo quella di Casavecchia seppe resistere alla contingente situazione economica (si ricordi la crisi del 1929), grazie anche ad una accurata e competente amministrazione che in altre Casse spesso venne a mancare. Dei 22 soci fondatori 5 erano sacerdoti, 15 piccoli proprietari agricoli, un maestro elementare ed uno studente in farmacia.
Dal 26 maggio al 27 giugno 1952 la Cassa Rurale ed Artigiana di Casavecchia ricevette la visita ispettiva della Banca D’Italia eseguita da Carlo Azeglio Ciampi, allora giovane ispettore in servizio nella Filiale di Macerata che scalerà, successivamente, i vertici di Via Nazionale fino a diventare governatore della Banca D’Italia e poi essere eletto presidente della Repubblica Italiana. Negli anni a seguire la banca ha operato una espansione territoriale con apertura di filiali nei comuni di Camerino, Caldarola, Castelraimondo, San Severino, Tolentino ed ora nel capoluogo di provincia.

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