Caporalato nelle campagne,
3 aziende sotto controllo giudiziario:
sequestrati 94mila euro
OPERAZIONE DEI CARABINIERI nelle campagne maceratesi e ascolane. Alcuni operai lavoravano per 15 ore al giorno con paghe da fame. L'indagine è nata dalla segnalazione di alcuni dipendenti che si sono rivolti alla loro ambasciata
di Gianluca Ginella
Caporalato nelle aziende agricole: operati impiegati per 15 ore al giorno con paghe da fame: disposto sequestro per 94mila euro e tre ditte finiscono sotto controllo giudiziario. La decisione del gip su richiesta della procura di Macerata che ha coordinato le indagini dei carabinieri che sono partite dopo la denuncia di alcuni lavoratori romeni che si sono rivolti alla loro ambasciata a Roma per segnalare condizioni di lavorano inaccettabili. I carabinieri hanno dato il via un’attività di osservazione e un massiccio monitoraggio di diverse aziende agricole delle colline maceratesi e ascolane, che si occupano soprattutto di allevamento di animali da latte e della produzione di prodotti caseari. Così hanno verificato una serie di violazioni dei diritti dei lavoratori in tre aziende due con sede legale nel Maceratese e una nell’Ascolano. Sono stati trovati nove operai agricoli, tutti romeni, che venivano impiegati come pastori anche per oltre 15 ore di lavoro al giorno dalle 6,30 del mattino fino alle 22 e pagati con 2,50 euro l’ora. Tra l’altro non avevano dispositivi di protezione come scarpe antinfortunistiche o guanti, non avevano nessun riposo settimanale, e alcuni giorni lavoravano completamente in nero.
Tutti i lavorato risultavano comunque essere assunti regolarmente. Una volta svolti questi accertamenti la Procura di Macerata per evitare ripercussioni negative e consentire ai lavoratori di mantenere l’impiego (altri 18 erano dipendenti delle tre ditte) ha deciso di chiedere al Gip il controllo giudiziario delle 3 ditte, con la nomina di un amministratore giudiziario e il sequestro preventivo di 94mila euro. Le aziende sono la Loddo Family che ha sede legale a Matelica, la Aga srl, con sede legale a Penna San Giovanni, la Sibilla srls con sede legale a Montemonaco. Le indagini sono state svolte dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata, dal Reparto operativo tutela del lavoro di Roma, con militari del Reparto operativo di Macerata e coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal pm Rita Barbieri. Per tutte le aziende è stato nominato un amministratore giudiziario (un commercialista di Macerata, esperto in materia in gestione aziendale iscritto all’albo degli amministratori giudiziari), che affiancherà i titolari delle aziende nella gestione.
