Economia, focus di Unimc e Bankitalia:
«Produzioni di qualità la ricetta anticrisi»

MACERATA - Al polo Pantaleoni oggi pomeriggio la tavola rotonda dal tema “La congiuntura economica delle Marche nel contesto nazionale e internazionale”. Tra gli interventi, quelli del rettore Adornato e del direttore della Banca d'Italia di Ancona Magrini Alunno

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La platea del convegno

 

di Ugo Bellesi

“La congiuntura economica delle Marche nel contesto nazionale e internazionale” è stato il tema della tavola rotonda che si è svolta oggi pomeriggio nel Polo Pantaleoni dell’Università di Macerata ed è stato il rettore Francesco Adornato ad aprire i lavori sottolineando “il valore della conoscenza all’interno dei processi di innovazione e ai cambiamenti in atto”. Ha poi auspicato “un percorso federativo delle quattro Università delle Marche in una visione di sistema. Se non ci pensiamo noi ci penserà la storia. La molteplicità delle discipline va inserita nell’unità della conoscenza. E la città va cvista come un campus internazionale per una discussione globale partendo dalle realtà locali”.

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Gabriele Magrini Alunno

E’ stato poi il direttore della sede di Ancona della Banca d’Italia, Gabriele Magrini Alunno, il quale ha messo subito in evidenza che un anno fa l’imprenditore marchigiano era più pessimista in quanto si stava verificando una piccola recessione. Oggi invece gli imprenditori prevedono per il 2020 maggiori investimenti. Sono importanti i mercati internazionali e hanno più successo quei produttori che si aprono alle esportazioni. Dopo aver evidenziato che l’Università di Macerata, per le sue caratteristiche peculiari, è un punto di eccellenza, il relatore ha tenuto a sottolineare che, al contrario di altre province, Macerata ha tante specializzazioni con imprese di carattere internazionale che vantano attività di oltre un secolo. La non specializzazione ha consentito la contaminazione tra produzione e cultura e quindi maggiore resilienza alle avversità. Siamo deboli nel mercato internazionale ma il segno più alla fine viene fuori. Infatti chi prima della crisi non esportava oggi esporta ed ha successo. Il messaggio è quello di produrre sempre meglio perché ce la possiamo fare come provincia e come regione.

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Il rettore Francesco Adornato

Sulla situazione economica in Italia e nel mondo si è soffermato Alfredo Bardozzetti, della Divisione analisi e ricerca economica della sede di Ancona di Banca d’Italia. Egli ha sottolineato che il rallentamento economico è diffuso in tutti i paesi. Rallentamento concentrato soprattutto nel manifatturiero e anche le previsioni sono al ribasso. Il 2020 il settore si presenta debole e la prospettiva non è incoraggiante neppure nel 3° trimestre. Le cause sono innanzitutto la tenzone commerciale tra Stati Uniti e Cina, e poi il rallentamento dell’economia cinese, la fase non felice dei rapporti tra Europa e Stati Uniti e infine la vicenda Brexit. Tutto questo impatta negativamente sul commercio internazionale il che incide sulla fiducia delle imprese e sulla volontà di investire prevedendo turbolenze nei mercati. Fa un po’ da traino il mercato interno. L’Italia ha pagato più di altri la crisi. L’attività industriale in Germania segna il passo e l’Italia la segue. Se le manifatture proseguiranno nella crisi c’è il rischio che trascineranno anche il settore dei servizi. Nel 2020 se la crescita sarà dello 0.2 non ci sarà occupazione. I consumi sono cresciuti meno del reddito disponibile il che significa che le famiglie risparmiano. Nei primi nove mesi del 2019 le Marche hanno registrato una significativa stagnazione economica perché la situazione delle calzature è pesante, quella del legno e mobile pure mentre la meccanica è in fase espansiva. Il problema è che gli investimenti sono calati e nel 2020 non si prevede una inversione negli investimenti. Abbiamo difficoltà ad entrare nei mercati lontani. Per questo le Marche hanno perso quote di mercato. Non essere presenti nei mercati lontani che sono in forte crescita è un grosso svantaggio.

tavola-rotonda-economia5-650x488Sulla dinamica del credito si è invece soffermata Sabrina Ferretti, anche lei della Divisione analisi e ricerca economica della Banca d’Italia di Ancona. In particolare ha messo in evidenza che c’è stato un rallentamento dei prestiti alle imprese, più accentuata a giugno 2019 rispetto al 2018. La manifattura, che è stata sempre il settore trainante, ora è in forte calo anche rispetto al 2018. Sono in diminuzione i prestiti alle costruzioni. La flessione è maggiore per le imprese più piccole. Pochi i prestiti per gli investimenti. Le imprese fanno sempre più ricorso all’autofinanziamento. Sono aumentati i prestiti alle famiglie dell’1,3%. Bisogna tener conto che ci sono anche le Società finanziarie a fare credito al consumo. Sono in calo i mutui per l’acquisto di appartamenti. Positivo è il fatto che è migliorata la qualità del credito. I crediti deteriorati sono in diminuzione e nelle costruzioni le Marche stanno meglio che in ambito nazionale. Invece nel manifatturiero avviene il contrario. Sono in crescita i depositi da parete delle imprese che hanno aumentato la liquidità in attesa di fare investimenti.

tavola-rotonda-econmia-4-650x488Un ampio esame del mercato cinese è stato quindi svolto da Francesca Spigarelli, docente di economia applicata all’Università di Macerata, la quale ha premesso che l’Italia attrae poco, per il ritardo nella rivoluzione tecnologica, per la ridotta spesa per ricerca e sviluppo. C’è possibilità di fare investimenti in Cina dove è in corso la rivoluzione tecnologica e si punta alla ricerca e allo sviluppo investendo il 4% del Pil sul sistema educativo. La Cina ha tre grandi università che figurano tra le prime dieci del mondo. La Cina è un paese che si è sviluppato con la politica economica e sociale. E’ anche un paese in cui si produce a basso costo ma con alto contenuto tecnologico. La guerra portata avanti da Trump contro la Cina è proprio per la supremazia tecnologica. Infatti la Cina punta allo sviluppo del capitale umano ma anche alla supremazia tecnologica con criteri innovativi in tutti i settori. Dopo aver parlato delle potenzialità insite nel progetto della Via della Seta la relatrice ha ricordato che attualmente la crescita economica in Cina è in rallentamento sia per l’instabilità sociale e sia per l’ostilità internazionale ma tra 5/10 anni sarà sempre più copetitiva. Sono state poi presentate due realtà industriali di grosso successo. La prima è stata illustrata da Maurizio Vecchiola, amministratore delegato della Finproject Spa di Morrovalle dove si trova il Centro di ricerca e innovazione. Produce plastiche industriali ed in particolare cavi elettrici, tubi, fotovoltaico, calzature, giocattoli ecc. E’ presente non solo in Italia ma anche in tutto il mondo con siti produttivi per essere più vicini alle aziende che hanno bisogno di questi prodotti. Si assicura così prodotti e servizi.

La seconda è stata presentata da Orietta Varnelli amministratore della Distilleria Varnelli la quale ha ricordato che la ditta ha festeggiato quest’anno 150 anni di attività. “Il nostro prodotto – ha sottolineato la relatrice – racconta il territorio e la nostra regione è ricca di potenzialità per cui possiamo tornare a vincere”. Dopo aver ricordato che i dazi imposti da Trump hanno colpito anche i liquori Orietta Varnelli ha reso noto che l’azienda ha deciso di entrare nel mercato internazionale anche per ricevere stimoli in termini di competitività che poi sono stati utili anche per il mercato interno. Tra i consumatori si diffondono nuovi stili di consumo, nuove scelte. E il mercato degli Stati Uniti è quello che influenza tutti gli altri mercati. E’ per questo che la Distilleria Varnelli ha deciso di investire negli Stati Uniti, ma arrivando anche in Australia e in tutta Europa. In ogni paese sono necessarie etichette diverse. L’innovazione comporta nuovi orientamenti, cambiano gli stili di consumo, cambiano le figure professionali. I mercati esteri sono palestre per tutti i produttori. Tra i consumi negli Stati Uniti e l’Italia c’è uno scarto di sei anni. “Ma noi – ha concluso Orietta Varnelli – venivamo da un territorio privilegiato e abbiamo potuto presentare prodotti di origine artigianale ma di alta professionalità e con materie prime naturali di assoluta garanzia”


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