Morte per overdose di Tamara Giorgetti,
arrestati tre uomini

OPERAZIONE della Squadra mobile di Macerata che dalle indagini su chi avesse venduto la droga alla 28enne ha ricostruito un consistente giro di spaccio (700 le cessioni accertate). Uno degli arrestati, che viveva al River Village di Porto Recanati, ha cercato di gettare lo stupefacente che aveva in casa nel water (8 le dosi di cocaina recuperate). In manette anche il nigeriano Aaron Eremeuno, già estradato dalla Germania per un'altra indagine, e un 24enne che vendeva eroina nel capoluogo. Il procuratore: «Si parla a sproposito di mafia nigeriana. Il mercato dello stupefacente è florido in provincia perchè sono tanti i consumatori»
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La conferenza stampa in Questura con il procuratore Giovanni Giorgio

 

di Gianluca Ginella (Foto di Fabio Falcioni)

Era morta il primo luglio dello scorso anno nella sua casa nel centro di Macerata, Tamara Giorgetti: aveva 28 anni e a stroncarla era stata una overdose. Da quella morte sono partite le indagini della questura di Macerata (a operare la Squadra mobile) che hanno portato all’arresto di tre persone su disposizione del Gip. Uno degli arrestati, un marocchino che vive al River Village, è stato trovato in casa con oltre 9mila euro contanti e quando gli agenti hanno bussato alla sua abitazione ha cercato di impedire loro l’ingresso per disfarsi della droga che aveva, gettandola nel water (sono state trovate 8 dosi di cocaina). In manette sono finiti anche due nigeriani, tra cui Aaron Eremeuno, estradato dalla Germania nell’ambito di una indagine dei carabinieri, sempre per spaccio, e ora in cella a Roma (leggi l’articolo).

3-650x433Una indagine che ha portato a scoprire un gruppo di persone che avrebbe spacciato circa 700 dosi di droga in provincia. La Squadra mobile, diretta dal commissario capo Maria Raffaella Abbate, ha ricostruito una rete di spaccio che coinvolge anche altre due persone che sono ricercate. «Grazie all’ascolto di persone, tutti consumatori, tra cui una ragazza che poi era morta per altri motivi, è stata ricostruita l’attività di spaccio» ha spiegato il procuratore Giovanni Giorgio. Il procuratore, in seguito alle indagini della Mobile, ha chiesto e ottenuto dal Gip del tribunale di Macerata le misure cautelari per gli indagati (due eseguite, per Eremeuno, a causa di una questione di procedura, serve l’ok dalla magistratura tedesca). Altre due persone sono ricercate (un nigeriano e un guineano). Al River Village è stato arrestato il marocchino Abdel Monumain Safhi, 47 anni. L’uomo ha cercato di impedire l’ingresso della Squadra mobile grazie anche ad una serie di accortezze usate per “blindare” la porta di casa dove aveva piazzato anche una barra di ferro per evitare venisse sfondata. Quando gli agenti sono entrati hanno compreso che il marocchino aveva gettato la droga nel water e muniti di guanti sono andati a cercare lo stupefacente: hanno trovato 8 dosi di cocaina. In casa c’erano anche 9.750 euro in contanti, ritenuti provento di droga. Secondo gli inquirenti spacciava da casa e nelle vicinanze del River Village.

giorgio-abbate-morte-giorgettiPer quanto riguarda Eremeuno, definito «spacciatore professionista», era uno dei fornitori di droga di Tamara. Il terzo arrestato è Cosmas Ehiedu, nigeriano di 24 anni, che la procura ritiene spacciasse eroina a Macerata. «In provincia si continua a parlare a sproposito di mafia nigeriana – ha detto il procuratore -, se intendiamo chi cerca di avere il monopolio con l’uso della violenza e delle minacce. In provincia l’opera di spaccio avviene da parte di persone extracomunitarie, comunitarie e italianissime. Il mercato è florido perché i consumatori sono tanti. Va dato atto al questore Antonio Pignataro e al commissario Abbate l’impegno per il contrasto dello spaccio, così come hanno fatto le altre forze dell’ordine del territorio. E’ significativo che diversi cittadini nigeriani hanno lasciato Macerata. Alcuni li stiamo cercando anche all’estero». Il procuratore ha poi sottolineato come si stiano usando nuove tecniche di indagine perché le intercettazioni non bastano o comunque sono difficoltose perché, per quanto riguarda in nigeriani, parlano in dialetto e non è semplice trovare l’interprete che lo conosca. Ha poi fatto un appello alla politica «mi auguro che i parlamentari chiedano un adeguato rinforzo per le forze dell’ordine e il personale in servizio in procura. Per la procura abbiano attualmente sei sostituti, su otto previsti nella pianta organica, che già era stata ridotta di una unità. Iniziamo ad avere qualche difficoltà». Il questore Antonio Pignataro ha sottolineato che l’operazione: «è una risposta tangibile dello Stato che ha vinto sull’illegalità. Merito del procuratore Giorgio che ha rivelato audacia e coraggio che sono stati alla base di questo successo avuto sul territorio». Anche il prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, si è complimentata per l’operazione della Squadra mobile.

 

La tragedia di Tamara e le morti per overdose: il triste primato della nostra provincia

Trovata morta in casa, sospetta overdose



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